Addio a Carlo Petrini: il fondatore di Slow Food che ha insegnato a gustare con calma

In apertura: Carlo Petrini nel 2010. Foto: Bruno Cordioli, CC BY 2.0, Wikimedia Commons.
Carlo Petrini, per tutti «Carlin», è morto la sera del 21 maggio 2026 nella sua casa di Bra, in provincia di Cuneo, la città dove era nato il 22 giugno 1949. Aveva 76 anni. È stato il fondatore di Slow Food, il movimento che da un piccolo centro del Piemonte ha portato in tutto il mondo l’idea che il cibo vada scelto, coltivato e gustato con rispetto.
Figlio di un’ortolana e di un ferroviere, studiò sociologia all’Università di Trento e da giovane si impegnò in politica, arrivando a essere eletto consigliere comunale a Bra. La sua notorietà cominciò negli anni Ottanta con una campagna contro l’apertura di un fast food nei pressi di piazza di Spagna, a Roma. Con un gruppo di amici fondò un’associazione di appassionati del Barolo, che nel luglio 1986 prese il nome di Arcigola e rimase legata a riviste e guide dedicate alla buona tavola.
Il passo decisivo fu il 9 dicembre 1989, quando nacque il movimento internazionale Slow Food, di cui Petrini fu presidente. L’idea era semplice: difendere il piacere della tavola, la biodiversità, i prodotti locali e il lavoro di chi li coltiva, contro la fretta e l’omologazione dei sapori. Nacquero così la manifestazione «Cheese», il Salone del Gusto di Torino e, dal 2004, «Terra Madre», l’incontro mondiale delle comunità del cibo.
Petrini fu anche scrittore e direttore di molte pubblicazioni di Slow Food Editore, sul rapporto tra cibo, agricoltura e ambiente. Nel 2004 la rivista «Time» lo inserì tra gli «eroi del nostro tempo», nella categoria degli innovatori; nel 2008 il quotidiano inglese «The Guardian» lo mise tra le cinquanta persone che potevano salvare il pianeta. Nel 2016 fu nominato ambasciatore speciale della FAO in Europa per l’obiettivo Fame Zero, e nel 2023 l’università americana di Roma gli conferì la laurea ad honorem in lettere umane.
Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un uomo capace di unire contadini, cuochi, studiosi e semplici appassionati attorno a un’idea di bene comune. Il suo messaggio, che il piacere della tavola vada insieme al rispetto per la terra e per chi la lavora, continua a vivere nelle migliaia di comunità Slow Food sparse in ogni continente e nel lavoro di chi, ogni giorno, coltiva la terra con attenzione e cura.
Fonti
- Wikipedia in italiano, «Carlo Petrini (gastronomo)», consultata il 13 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, «Carlo Petrini», consultata il 13 ottobre 2026
La Redazione