I cani vivono il lutto? Cosa dice lo studio italiano su chi perde un compagno
Uno studio del 2022 di Uccheddu e colleghi ha interpellato 426 proprietari: il cane che resta cambia abitudini, e il legame con l'altro cane conta più degli anni passati insieme.
In breve
- Nel 2022 una ricerca guidata da Stefania Uccheddu ha coinvolto 426 italiani che avevano avuto almeno due cani, uno dei quali era morto.
- Dopo la perdita del compagno, il cane rimasto chiedeva più attenzioni nel 67% dei casi, giocava meno nel 57% ed era meno attivo nel 46%.
- Gli autori precisano che i risultati vengono dai racconti delle persone, e che non si può dire con certezza che sia lo stesso dolore umano.
Chi ha avuto due cani sa cosa succede quando uno dei due se ne va: l’altro cerca, aspetta, a volte cambia abitudini. Ma è davvero lutto? Nel 2022 un gruppo internazionale di ricercatori, con prima autrice italiana, ha provato a rispondere con dati raccolti su centinaia di famiglie.
Lo studio
La ricerca, guidata da Stefania Uccheddu con colleghi delle università di Padova e di Milano e di altri istituti, è uscita su Scientific Reports nel 2022 con il titolo «Domestic dogs (Canis familiaris) grieve over the loss of a conspecific». Ha coinvolto 426 italiani adulti (384 donne e 42 uomini) che avevano avuto almeno due cani, dei quali uno era morto mentre l’altro era ancora in vita. Hanno compilato un questionario online, il Mourning Dog Questionnaire.
Cosa hanno notato i proprietari
Dopo la perdita del compagno, il cane rimasto chiedeva più attenzioni nel 67% dei casi, giocava meno nel 57%, era meno attivo nel 46%. Dormiva di più e aveva più paura nel 35%, mangiava meno nel 32% e abbaiava o mugolava di più nel 30%. Il 13,4% non ha osservato nessun cambiamento. Per quanto durano? Sul totale dei 426 proprietari, circa un quarto dice che i cambiamenti sono durati più di sei mesi, un terzo fra due e sei mesi, quasi il 30% meno di due mesi.
Il dato più interessante riguarda il perché. A pesare è la qualità del rapporto: una relazione amichevole o di tipo genitore-figlio, il fatto che i due cani dividessero il cibo, e anche il dolore e la rabbia del proprietario. Il tempo trascorso insieme dai due cani, invece, non ha influito.
Con prudenza
I risultati vengono dai racconti delle persone, non da osservazioni in laboratorio. Gli autori ammettono che alcune reazioni potrebbero dipendere dallo stato d’animo del proprietario, o dal cambio di abitudini in casa, e concludono che i cani possono mostrare comportamenti ed emozioni legati al lutto, senza poter dire con certezza che si tratti dello stesso dolore umano. Il sito Gizmodo, che ha raccontato lo studio, ha fatto notare proprio il rischio che il proprietario attribuisca ai cani i propri sentimenti. I ricercatori ritengono però che non sia l’unica spiegazione, perché la visione della vita del proprietario non risultava collegata ai cambiamenti segnalati.
Che cosa se ne ricava
Lo studio non propone rimedi, ma ricorda che cambiare le abitudini del cane, anche senza volerlo, può causare ansia o frustrazione. Per questo mantenere gli orari dei pasti e delle passeggiate è una scelta di buon senso (un consiglio nostro, non dei ricercatori). Se i segnali durano o peggiorano, conviene sentire il veterinario o un esperto del comportamento.
E noi? Chi ha perso un animale sa che anche il proprio lutto è vero. Capirlo da entrambe le parti è un buon modo per sostenersi a vicenda.
Da dove viene quello che c’è scritto
- Scientific Reports, «Domestic dogs (Canis familiaris) grieve over the loss of a conspecific», Uccheddu e altri, 2022 (testo completo letto su Europe PMC)
- Gizmodo, «Dogs Mourn the Loss of a Canine Companion, New Evidence Suggests», 24 febbraio 2022