Mario Merola
12 novembre 2006
Il 12 novembre 2006 moriva Mario Merola, la voce della sceneggiata napoletana: da scaricatore di porto a idolo di Napoli, fino ai funerali al Carmine.
Il 12 novembre 2006 moriva Mario Merola. Aveva 72 anni ed era l’interprete che più di ogni altro aveva legato il proprio nome alla sceneggiata napoletana, quel teatro popolare dove la canzone racconta un tradimento, un’ingiustizia, un amore finito male.
Era cresciuto nel Mercato, quartiere popolare di Napoli, dove il padre aggiustava scarpe. Da ragazzo giocava a pallone, e per vivere scaricava le merci al porto. Fu proprio tra i compagni di lavoro che trovò la voce: con un collega, Salvatore De Lillo, cominciò a cantare per divertimento. Nel 1959 il concorso del Teatro Trianon gli aprì una strada diversa dal molo.
Il primo disco, Malufiglio, uscì nel 1962 e funzionò abbastanza da fargli lasciare il lavoro. Poi vennero le tournée, il Festival di Napoli, dove salì otto volte sul palco, e il successo di So’ nnato carcerato. Nel decennio seguente portò la sceneggiata in televisione e nei cinema di quartiere, e negli anni novanta approdò a Un posto al sole nella parte di un boss.
Fuori dal palco era un uomo di famiglia e di fede. Si era sposato nel 1964 con Rosa Serrapiglia, dopo tredici anni di fidanzamento; quando morì la cognata Enza accolse in casa i figli di lei. Era devoto a Padre Pio. Non gli mancarono le ombre: gli spari contro il portone di casa dopo il rifiuto del pizzo nel 1978, le inchieste per camorra e associazione mafiosa nel 1983 e nel 1989, chiuse entrambe con il proscioglimento.
La fine arrivò in pochi giorni. Il 7 novembre fu portato in ospedale, in rianimazione; Wikipedia in italiano lo collega a un pasto di cozze crude. Spirò a Castellammare di Stabia.
Il 14 novembre Napoli lo salutò al Carmine, la basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore in cui si era sposato. Le cronache parlano di circa quarantamila persone nella piazza e di un lungo corteo fino al Cimitero. Sui manifesti si leggeva che era scomparso «l’artista del popolo».
Quanto al luogo della sepoltura, le fonti divergono. Wikipedia in italiano e Wikidata indicano Poggioreale, in una cappella privata di Gigi D’Alessio, e la prima riporta l’epitaffio scelto per la tomba; Wikipedia in inglese scrive di un Cimitero monumentale di Napoli. Per questo non diamo indicazioni di visita più precise.
Nel 2024 la Festa del Cinema di Roma ha presentato un documentario di Massimo Ferrari sulla sua storia, intitolato Il re di Napoli – Storia e leggenda di Mario Merola.
Sulla lapide di Mario Merola si può lasciare un fiore, un lume o un pensiero.
Fonti
- Wikipedia in italiano, voce «Mario Merola», consultata il 15 ottobre 2026.
- Wikipedia in inglese, voce «Mario Merola (singer)», consultata il 15 ottobre 2026.
- Wikidata, «Mario Merola» (Q695653), consultata il 15 ottobre 2026.
La Redazione


