Addio a Robert Duvall, il grande attore del «Padrino» e di «Apocalypse Now»

In apertura: Robert Duvall, 2007. Foto: David Shankbone, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons.
Robert Duvall è morto il 15 febbraio 2026 nella sua tenuta di Middleburg, in Virginia, all’età di 95 anni. La notizia è stata data il giorno dopo dalla moglie Luciana attraverso i social. Californiano, nato a San Diego il 5 gennaio 1931, è stato uno degli attori più stimati del cinema americano.
Cominciò a recitare sul palcoscenico nel 1952, nelle commedie estive di un teatro di Long Island, e dopo il servizio militare studiò a New York alla Neighborhood Playhouse con il maestro Sanford Meisner. Fra i suoi compagni di corso c’erano Gene Hackman e James Caan, e con Dustin Hoffman, conosciuto in quegli anni difficili, rimase amico per tutta la vita. Dopo un anno di servizio nell’esercito, tra il 1953 e il 1954, tornò alla recitazione; negli anni Sessanta lavorò in televisione e debuttò a Broadway nel 1966, e nel 1977 tornò a teatro con «American Buffalo» di David Mamet, che gli valse una candidatura al Drama Desk Award.
Il primo ruolo sul grande schermo fu breve ma indimenticabile: Boo Radley in «Il buio oltre la siepe», nel 1962. Poi vennero i film che hanno fatto la storia. Fu Tom Hagen, l’avvocato di famiglia, ne «Il padrino», che gli valse la prima candidatura all’Oscar, e il colonnello Kilgore in «Apocalypse Now», nel 1979; seguì «Il grande Santini», nel 1980.
L’Oscar come miglior attore arrivò nel 1983 con «Tender Mercies – Un tenero ringraziamento», nel quale interpretava un ex cantante country in cerca di riscatto. Altre candidature vennero per «L’apostolo», che scrisse, diresse e interpretò nel 1997, per «A Civil Action» e, nel 2014, per «The Judge». In tutto vinse quattro Golden Globe, due Emmy, un premio dell’Actors Guild e un BAFTA.
Anche la televisione gli diede grandi soddisfazioni: lo ricordano in particolare per la miniserie western «Lonesome Dove», del 1989, che gli procurò una candidatura all’Emmy, così come i film televisivi «Stalin» e «L’uomo che catturò Eichmann».
Con la sua scomparsa il cinema perde uno degli ultimi grandi protagonisti della stagione che, tra gli anni Sessanta e Settanta, ha cambiato il modo di raccontare il mondo. Lascia la moglie Luciana, che ha dato il triste annuncio, e una lunga serie di personaggi che il pubblico italiano ha conosciuto al cinema e in televisione.
Fonti
- Wikipedia in italiano, «Robert Duvall», consultata il 13 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, «Robert Duvall», consultata il 13 ottobre 2026
La Redazione