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Robert Duvall

Attore, Regista, Sceneggiatore e Produttore cinematografico statunitense

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Chi era

Robert Duvall è stato uno dei più grandi attori del cinema americano. Il pubblico lo ricorda come Tom Hagen, il consigliere della famiglia Corleone nei primi due Padrino, e come il tenente colonnello Kilgore di Apocalypse Now, ma la sua carriera fu molto più ampia: teatro, televisione, regie e una lunga serie di personaggi che sembravano sempre veri. Vinse un Oscar come migliore attore per Tender Mercies e ottenne altre sei candidature.

La vita

Nacque a San Diego, in California, il 5 gennaio 1931. Il padre, William Howard Duvall, era ammiraglio della marina statunitense; la madre, Mildred Virginia Hart, era un’attrice dilettante e discendeva dal generale confederato Robert E. Lee, che Duvall avrebbe poi interpretato nel film Gods and Generals. Aveva due fratelli, William e John. All’inizio degli anni Cinquanta si arruolò nell’esercito, dove rimase dal 19 agosto 1953 al 20 agosto 1954. Poi si diplomò in storia e scienze politiche.

Nel 1955 frequentò a New York la Neighborhood Playhouse School of the Theatre, sotto la guida di Sanford Meisner, con compagni di corso destinati a diventare celebri: Dustin Hoffman, con cui divise un appartamento, Gene Hackman e James Caan. La sua carriera cominciò in realtà sul palcoscenico di un teatro all’aperto, il Gateway Playhouse di Bellport, a Long Island, dove debuttò nel 1952. Il ruolo che considerava il vero catalizzatore fu Eddie Carbone in Uno sguardo dal ponte di Arthur Miller, nel 1957. Lo riprese off-Broadway nel 1965 e vinse un premio Obie. L’anno dopo debuttò a Broadway con Wait Until Dark. L’ultima volta a teatro fu nel 1977, in American Buffalo di David Mamet, con una candidatura al Drama Desk.

In televisione esordì nel 1959 e negli anni Sessanta comparve in molte serie, da Alfred Hitchcock presenta a Gli intoccabili e Ai confini della realtà. Il cinema arrivò nel 1962 con Il buio oltre la siepe. Nel 1969 girò con Francis Ford Coppola Non torno a casa stasera e nel 1970 recitò in M*A*S*H di Robert Altman e in L’uomo che fuggì dal futuro, esordio alla regia di George Lucas. Il successo internazionale venne con Il padrino (1972) e Il padrino – Parte II (1974): per il primo ottenne la prima candidatura all’Oscar.

Seguirono Quinto potere di Sidney Lumet (1976) e Apocalypse Now (1979), che gli portò una candidatura all’Oscar e un Golden Globe. Secondo Wikipedia in italiano, la battuta sul profumo del napalm al mattino compare nell’elenco delle cento frasi più famose del cinema compilato dall’American Film Institute. Con Il grande Santini ottenne la candidatura come protagonista, nel 1981 vinse a Venezia il premio Pasinetti per L’assoluzione e nel 1983 recitò in Tender Mercies – Un tenero ringraziamento, nei panni di un cantante country alcolizzato: l’Oscar arrivò con quel film. Nello stesso 1983 debuttò come regista con Angelo, amore mio.

Negli anni successivi alternò ruoli di grande rilievo e regie. Nel 1989 recitò nella miniserie Colomba solitaria, la parte che amava di più: gli valse un Golden Globe e una candidatura all’Emmy. Diresse e interpretò L’apostolo (1997), con un’altra candidatura all’Oscar, e fu candidato per A Civil Action (1998) e per The Judge (2014). Tornò dietro la macchina da presa con Assassination Tango (2002) e Cavalli selvaggi (2015). Girò Crazy Heart (2009), come produttore e attore, e per la miniserie Broken Trail (2006) vinse due Emmy, come attore protagonista e come produttore della miniserie. Gli ultimi ruoli furono nel 2022 in Hustle e in I delitti di West Point. Nel 2005 ricevette dal Presidente Bush la National Medal of Arts.

Si sposò quattro volte: con Barbara Benjamin dal 1964 al 1975, con Gail Youngs dal 1982 al 1986, con Sharon Brophy dal 1991 al 1996 e, nel 2005, con l’attrice argentina Luciana Pedraza. Non ebbe figli. Nel 2001 fondò con Luciana il Robert Duvall Children’s Fund, a sostegno delle famiglie dell’Argentina settentrionale. Fu per un periodo co-proprietario di un ristorante in Virginia.

Una vita in date

  • 1957 — Eddie Carbone in Uno sguardo dal ponte, a teatro
  • 1962 — l’esordio al cinema con Il buio oltre la siepe
  • 1966 — il debutto a Broadway, il 2 febbraio, con Wait Until Dark
  • 1972 e 1974 — Tom Hagen nei primi due Padrino
  • 1979 — il tenente colonnello Kilgore in Apocalypse Now
  • 1983 — l’Oscar come migliore attore per Tender Mercies
  • 1989 — la miniserie Colomba solitaria, per la quale vince un Golden Globe
  • 1997 — L’apostolo, da lui diretto e interpretato
  • 2005 — la National Medal of Arts; sposa Luciana Pedraza
  • 2014 — The Judge, la settima candidatura all’Oscar

La morte

Robert Duvall è morto il 15 febbraio 2026 nella sua fattoria di Middleburg, in Virginia, a 95 anni. La notizia fu diffusa dalla moglie Luciana Pedraza con un comunicato pubblico. Al Pacino, che lavorò con lui nei Padrino, ricordò un attore nato per recitare, e il regista Scott Cooper disse al Guardian che la sua eredità è al sicuro. Ai tempi del Grande Santini il critico Vincent Canby del New York Times lo aveva definito «l’Olivier americano».

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1931–2026 · Attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense

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Immagine: Bernard Gotfryd, Public domain (Wikimedia Commons)

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