Addio a Robin Morgan, poetessa e voce del femminismo americano
5 settembre 2026
È morta a 85 anni Robin Morgan, poetessa, autrice di «Sisterhood Is Powerful» e cofondatrice del Women's Media Center, ex attrice bambina.
Robin Morgan è morta sabato 5 settembre 2026, a 85 anni, a New York. A darne notizia è stato il figlio, il musicista Blake Morgan. La sua morte è arrivata pochi giorni dopo quella dell'amica e compagna di battaglie Gloria Steinem.
Era nata il 29 gennaio 1941 a Lake Worth, in Florida, ed era cresciuta a New York. Per anni la madre le disse di essere nata nel 1942, ma il certificato di nascita riportava il 1941. Fu un'attrice bambina: a cinque anni conduceva un programma radiofonico e dal 1949 fece parte del cast della serie televisiva «Mama», che le diede notorietà negli anni Cinquanta. A diciassette anni vide le prime poesie pubblicate su riviste letterarie. Seguì corsi alla Columbia University e incontrò poeti come W. H. Auden. Nel 1962 conobbe il poeta Kenneth Pitchford, che sposò e da cui ebbe il figlio.
Negli anni Sessanta si avvicinò ai movimenti per i diritti civili e contro la guerra del Vietnam, poi al femminismo radicale. Nel 1968 contribuì a organizzare una delle prime proteste contro il concorso di Miss America, quella in cui furono gettati reggiseni in un bidone della «libertà». Fu tra le fondatrici di New York Radical Women e di W.I.T.C.H., e nel 1970 fu arrestata con altre attiviste dopo l'occupazione degli uffici della casa editrice Grove Press. Le viene attribuita la diffusione del termine «herstory» e l'idea del simbolo del pugno chiuso dentro il segno di Venere.
Nel 1970 curò l'antologia «Sisterhood Is Powerful», che divenne un bestseller e un testo di riferimento del femminismo moderno. Nello stesso anno uscì il saggio «Goodbye to All That». La poesia rimase sempre al centro del suo lavoro: «Monster» (1972) fu la sua prima raccolta, seguita da titoli come «Lady of the Beasts» (1976) e «Death Benefits» (1981). Scrisse anche romanzi e saggi, fra cui «The Demon Lover» (1989), e curò «Sisterhood Is Global» (1984), l'antologia che portò il movimento oltre i confini degli Stati Uniti. Nello stesso anno fondò il Sisterhood Is Global Institute. In tutto pubblicò più di venti libri.
Fu direttrice della rivista «Ms.» dal 1989 al 1994, su invito di Steinem, e rimase poi consulente editoriale. Nel 2001 pubblicò il memoir «Saturday's Child» e nel 2005 fondò con Steinem e con Jane Fonda il Women's Media Center, nato per dare alle donne più spazio e più voce nei mezzi di informazione. Per anni condusse per l'organizzazione un programma radiofonico di politica.
Negli ultimi anni, dopo la diagnosi di Parkinson, continuò a scrivere poesie; nel 2015 intervenne a TEDWomen. Stava ancora lavorando a nuovi libri e a nuove poesie, ha raccontato il figlio.
Se ne va una scrittrice che ha tenuto insieme poesia e impegno pubblico, e che ha lasciato parole e simboli entrati nel linguaggio comune. Il figlio è il suo unico familiare superstite.
Su Cimiteri.Online è custodita la memoria di Robin Morgan.
La Redazione
Da dove viene quello che c’è scritto
- Associated Press, «Robin Morgan, feminist, poet and editor, dies at 85» (versione aggiornata, archivio web), consultata il 16 ottobre 2026
- The Philadelphia Inquirer (New York Times), necrologio di Robin Morgan, consultata il 16 ottobre 2026
- Shelf Awareness, «Obituary Note: Robin Morgan», consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, voce «Robin Morgan», consultata il 16 ottobre 2026


