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Albert Camus

Scrittore, Filosofo, Saggista

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Il rito

Per lasciare un gesto serve entrare: bastano pochi istanti.

Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

Chi era

Albert Camus è stato uno scrittore, saggista, drammaturgo e giornalista francese, nato in Algeria. Lo si ricorda per i romanzi Lo straniero, La peste e La caduta, per i saggi sull’assurdo e sulla rivolta e per l’impegno civile, dalla Resistenza alle battaglie contro i totalitarismi. Nel 1957, a quarantaquattro anni, ricevette il premio Nobel per la letteratura. Morì il 4 gennaio 1960 in un incidente stradale, a quarantasei anni, mentre stava lavorando a un romanzo autobiografico rimasto incompiuto.

Infanzia e famiglia

Nacque il 7 novembre 1913 a Mondovi, oggi Dréan, in Algeria, allora territorio francese. Il padre, Lucien Camus, operaio agricolo, fu ucciso in guerra quando il bambino non aveva ancora un anno; per Britannica morì nella prima battaglia della Marna. La madre, Catherine Hélène Sintès, di origine spagnola, era sorda e analfabeta (Wikipedia in inglese) e manteneva la famiglia facendo le pulizie. Camus visse con lei, con il fratello maggiore Lucien, con la nonna e con uno zio paralizzato in un appartamento di due stanze nel quartiere popolare di Belcourt, ad Algeri.

Fu il maestro Louis Germain a vederne l’intelligenza e a fargli vincere una borsa di studio per il liceo di Algeri; Wikipedia in inglese indica il 1924, Britannica il 1923. Camus gli rimase grato per tutta la vita e gli dedicò il discorso per il Nobel. Da ragazzo amava il calcio, il nuoto e il pugilato: fu portiere nella squadra giovanile del Racing Universitaire d’Alger, fino al 1930, quando, a diciassette anni, gli fu diagnosticata la tubercolosi. La malattia pose fine alle ambizioni sportive e lo costrinse a lasciare la casa di famiglia per vivere dallo zio Gustave Acault, un macellaio.

Formazione e primi impegni

Si avvicinò alla filosofia grazie al professore Jean Grenier, e lavorò in vari modi per mantenersi: precettore, impiegato in un’officina di ricambi, assistente all’Istituto meteorologico. Si iscrisse all’università di Algeri nel 1933 e concluse nel 1936 gli studi di filosofia con un lavoro su Plotino (Wikipedia in inglese), a cui Britannica affianca Sant’Agostino. Un’altra ricaduta della tubercolosi gli chiuse la strada dell’insegnamento universitario.

Negli anni trenta fu tra i giovani intellettuali di sinistra di Algeri. Si iscrisse al Partito comunista francese nel 1935, lo lasciò dopo un anno e passò al Partito comunista algerino, dal quale fu poi espulso per essersi rifiutato di seguire la linea del partito (Wikipedia in inglese). Organizzò il Théâtre du Travail, poi Théâtre de l’Équipe, per portare il teatro a un pubblico operaio. Nel 1936 scrisse con tre amici Révolte dans les Asturies, e nel 1937 pubblicò il suo primo libro, L’Envers et l’Endroit, un saggio dedicato anche ai ricordi dell’infanzia. Dal 1938 lavorò al quotidiano Alger républicain, dove scrisse fra l’altro una serie di articoli sulle condizioni dei musulmani della Cabilia, che Britannica considera una prima denuncia delle ingiustizie che avrebbero portato alla guerra d’Algeria.

Parigi, la guerra e la Resistenza

Quando Alger républicain fu chiuso, nel 1940, andò a Parigi come impaginatore a Paris-Soir. Dopo il divorzio dalla prima moglie, Simone Hié, il 3 dicembre 1940 sposò a Lione la pianista e matematica Francine Faure. Per la tubercolosi non fu accettato come volontario e passò gli anni dell’occupazione fra l’Algeria e le Alpi francesi. Fu in quel periodo che nacquero i libri del cosiddetto ciclo dell’assurdo: il romanzo Lo straniero (1942), il saggio Il mito di Sisifo e il dramma Caligola. Britannica descrive il romanzo come un ritratto di estraneità, con un protagonista condannato a morte più per il suo rifiuto di conformarsi alle attese della società che per il suo gesto.

Nel 1943 tornò a Parigi, conobbe Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir ed entrò nella Resistenza: lavorò per il giornale clandestino Combat, firmando con uno pseudonimo e usando documenti falsi, e dopo la liberazione ne scrisse gli editoriali con il suo nome. Nel 1945 nacquero i gemelli Catherine e Jean. Nello stesso periodo scrisse le Lettere a un amico tedesco, per spiegare perché la resistenza fosse necessaria (Wikipedia in inglese).

Il ciclo della rivolta

Con La peste (1947), il romanzo sull’epidemia di Orano, Camus passò dall’assurdo alla rivolta. Treccani ricorda anche Les Justes (1950) e il saggio L’uomo in rivolta (1951), in cui l’autore criticava il comunismo totalitario; il libro provocò la rottura definitiva con Sartre. Dal 1948 Camus sembrò allontanarsi dalla politica militante, ma tornò a occuparsene nel 1955-56 collaborando a L’Express per le vicende algerine (Treccani). Seguirono La caduta (1956) e la raccolta di racconti L’esilio e il regno (1957).

La sua posizione sulla guerra d’Algeria fu discussa. Dopo il Nobel raccolse i propri scritti sul tema in Actuelles III e, secondo Wikipedia in inglese, scelse di prendere le distanze dal conflitto, perché il peso psicologico gli sembrava troppo grande. La vita privata fu segnata dalle tensioni: Wikipedia in inglese riferisce di una relazione con l’attrice María Casarès e di una crisi di Francine, che all’inizio degli anni cinquanta dovette essere ricoverata e di cui Camus si sentì responsabile.

Il premio Nobel e gli ultimi anni

Nel 1957 l’Accademia svedese gli assegnò il Nobel per la letteratura, motivato dalla sua produzione importante, che illumina con lucida serietà i problemi della coscienza umana. Camus, secondo Wikipedia in inglese, ne fu sorpreso: pensava che quel premio andasse a un’opera già compiuta. Fu il secondo premiato più giovane dopo Rudyard Kipling. La sua prima reazione, scrisse al maestro Germain, andò a sua madre e subito dopo a lui. Con i soldi del premio comprò una casa a Lourmarin, in Provenza, un’antica magnanerie, secondo la Région Sud. Adattò e diresse per il teatro I demoni di Dostoevskij, andato in scena nel gennaio 1959 al Théâtre Antoine di Parigi con successo.

Cominciò a lavorare al romanzo autobiografico Il primo uomo. Wikipedia in italiano scrive che negli ultimi mesi, con i polmoni intaccati dalla tubercolosi, la sua salute era molto fragile: André Malraux, ministro della cultura, gli offrì la guida della Comédie-Française, ma Camus la rifiutò e chiese di poter dirigere un teatro sperimentale.

Il pensiero

Camus divideva il proprio lavoro in cicli, ciascuno formato da un romanzo, un saggio e un’opera teatrale (Wikipedia in inglese). Il primo era il ciclo dell’assurdo, con Lo straniero, Il mito di Sisifo e Caligola; il secondo, quello della rivolta, comprendeva La peste, L’uomo in rivolta e I giusti; il terzo, quello dell’amore, aveva per tema la dea Nemesi. Secondo la biografia del sito del Nobel, nel saggio su Sisifo l’assurdo si accetta senza speranza ma anche senza disperazione, con un rifiuto continuo; Rieux, il medico de La peste, rappresenta la rivolta contro un mondo ingiusto.

Treccani spiega che la sua rivolta non era distruzione, ma costruzione di una vita comune e ricerca di libertà, giustizia, verità e bellezza. Fuori dalla letteratura sostenne l’integrazione europea: nel 1944, scrive Wikipedia in inglese, fondò il Comité français pour la fédération européenne, e prese posizione contro l’invasione sovietica dell’Ungheria e contro il regime di Franco. Per la collana «Espoir» di Gallimard curò la pubblicazione postuma delle opere della filosofa Simone Weil, che considerava un antidoto al nichilismo.

Le opere

  • 1937 — L’Envers et l’Endroit
  • 1942 — Lo straniero e Il mito di Sisifo
  • 1944 — Caligola (Treccani)
  • 1947 — La peste
  • 1950 — I giusti (Les Justes)
  • 1951 — L’uomo in rivolta
  • 1956 — La caduta
  • 1957 — L’esilio e il regno; premio Nobel per la letteratura
  • 1994 — Il primo uomo, pubblicato postumo

La morte

Camus morì il 4 gennaio 1960, a quarantasei anni. Aveva passato le feste di capodanno nella casa di Lourmarin con la famiglia e con l’editore Michel Gallimard, la moglie di lui, Janine, e la figlia Anne. Francine e i figli di Camus tornarono a Parigi in treno il 2 gennaio, mentre lui accettò il passaggio sulla Facel Vega di Gallimard (Wikipedia in inglese). In un tratto rettilineo della strada nazionale 5, vicino a Villeblevin, nell’Yonne, l’auto uscì di strada e si schiantò contro un platano. Camus, seduto accanto al guidatore, morì sul colpo. Michel Gallimard morì dopo cinque giorni secondo Wikipedia in inglese, dopo sei secondo quella in italiano; la moglie e la figlia, sedute dietro, si salvarono. La Région Sud colloca l’incidente a Pont-sur-Yonne.

Fra i rottami fu trovato il manoscritto del Primo uomo: 144 pagine per Wikipedia in inglese, 154 per quella in italiano. Nelle tasche, scrive Wikipedia in italiano, aveva un biglietto del treno non usato, e in passato aveva detto più volte che un incidente d’auto sarebbe stato il modo più assurdo di morire. Wikipedia in inglese ricorda che nel 2011 lo scrittore Giovanni Catelli ha sostenuto che Camus potesse essere stato ucciso dal KGB; è una tesi di un autore e le fonti qui consultate non la confermano.

Jean-Paul Sartre lesse un elogio in cui rendeva omaggio al suo umanesimo tenace (Wikipedia in inglese). William Faulkner, nel suo necrologio, scrisse che Camus aveva già lasciato nelle sue pagine ciò che ogni artista spera di lasciare: la prova di essere stato qui.

Il memoriale dedicato ad Albert Camus a Villeblevin, nell'Yonne (2022)
Il memoriale dedicato ad Albert Camus a Villeblevin, nell'Yonne (2022) — François GOGLINS, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

Dove riposa

Secondo la Région Sud, i funerali furono celebrati pochi giorni dopo a Lourmarin: a portare la bara furono i calciatori del paese. Camus è sepolto nel Cimitero di Lourmarin, nel Vaucluse, in Provenza, dove aveva da poco comprato casa; la sua tomba, scrive la Région Sud, è semplice e discreta. Secondo Wikidata, nello stesso Cimitero è sepolta anche la moglie Francine Faure, morta nel 1979. Wikipedia in italiano dice che il corpo fu cremato, mentre Wikipedia in inglese e la Région Sud parlano di sepoltura.

Le tombe di Albert Camus e di Francine Faure nel Cimitero di Lourmarin (2011)
Le tombe di Albert Camus e di Francine Faure nel Cimitero di Lourmarin (2011) — Véronique PAGNIER, CC BY-SA 3.0. Wikimedia Commons

L’eredità

Nel 2010, a cinquant’anni dalla morte, il Presidente Nicolas Sarkozy propose di trasferire le ceneri di Camus al Panthéon; secondo Wikipedia in italiano la famiglia rifiutò, e il figlio Jean disse di temere un’appropriazione ideologica del padre. Wikipedia in inglese ricorda che l’idea fu criticata anche da parte della sinistra. A Tipasa, in Algeria, fra le rovine romane, nel 1961 fu posta una stele in suo onore con una frase di Nozze a Tipasa: «il diritto di amare senza misura». Nel 1967 le poste francesi gli hanno dedicato un francobollo. Il manoscritto del Primo uomo, curato dalla figlia Catherine, è uscito solo nel 1994.

La stele in onore di Albert Camus tra le rovine romane di Tipasa, in Algeria (2025)
La stele in onore di Albert Camus tra le rovine romane di Tipasa, in Algeria (2025) — Bernard Gagnon, CC BY 4.0. Wikimedia Commons

Date da ricordare

  • 7 novembre 1913 — nasce a Mondovi, in Algeria
  • 1930 — la diagnosi di tubercolosi
  • 1942 — escono Lo straniero e Il mito di Sisifo
  • 1943-1944 — scrive per Combat nella Resistenza
  • 1947 — esce La peste
  • 1957 — il premio Nobel per la letteratura
  • 4 gennaio 1960 — muore in un incidente d’auto vicino a Villeblevin

1913–1960

Dove riposa

Cimitero di Lourmarin (Vaucluse, Francia)

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Photograph by United Press International, Public domain (Wikimedia Commons)

Scheda scritta dalla redazione di Cimiteri.Online, che ne risponde.

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