Alessandro Volta
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Alessandro Volta fu il fisico che nel 1800 costruì il primo generatore di corrente elettrica continua della storia, la pila voltaica, aprendo la strada allo studio e all'uso pratico dell'elettricità. In suo onore l'unità di misura della tensione elettrica si chiama volt. Insegnò per oltre trent'anni fisica sperimentale, prima a Como e poi all'università di Pavia, e fu tra gli scienziati italiani più conosciuti in Europa nel suo tempo.
La vita
Nacque a Como il 18 febbraio 1745, figlio di Filippo Maria Volta e di Maddalena Inzaghi. Studiò dal collegio dei gesuiti della città fino al seminario vescovile di Santa Caterina, seguendo un percorso umanistico e filosofico prima di dedicarsi alla fisica. Nel 1774 fu nominato reggente delle pubbliche scuole di Como, e l'anno seguente ottenne la cattedra di fisica sperimentale nella stessa città, dove costruì l'elettroforo perpetuo, un dispositivo capace di generare cariche elettrostatiche.
Nel 1776, in un'escursione sul Lago Maggiore vicino ad Angera, scoprì il gas metano, osservandone la formazione nelle paludi. Nel 1778 ottenne la cattedra di fisica sperimentale all'università di Pavia, che tenne per oltre quarant'anni e di cui fu anche rettore fra il 1785 e il 1786. In quegli anni sviluppò il condensatore elettrico e il concetto di "tensione elettrica", strumenti concettuali che gli permisero di affrontare il dibattito con Luigi Galvani sulla natura dell'elettricità animale.
Contro l'ipotesi di Galvani, secondo cui l'elettricità nasceva nei tessuti degli animali, Volta sostenne che la corrente si generava dal contatto fra metalli diversi separati da un liquido conduttore. Per dimostrarlo costruì, alla fine del 1799, la pila voltaica: una colonna di dischi di rame e zinco alternati, separati da panni imbevuti di soluzione salina, capace di produrre una corrente elettrica continua e costante. Ne diede notizia il 20 marzo 1800 in una lettera alla Royal Society di Londra, un annuncio che ebbe eco immediata in tutta Europa.
Nel 1801 si recò a Parigi, dove il 7 novembre presentò la sua invenzione davanti a Napoleone Bonaparte all'Istituto di Francia, ricevendone una medaglia d'oro. Già nel 1791 era stato ammesso alla Royal Society di Londra, che nel 1794 gli assegnò la Copley Medal, uno dei riconoscimenti scientifici più prestigiosi dell'epoca. I riconoscimenti si susseguirono anche in patria: fu nominato senatore del Regno d'Italia nel 1809 e conte nel 1810. Nel 1794 aveva sposato Teresa Peregrini, dalla quale ebbe tre figli, Zanino, Flaminio e Luigi. Lasciò l'insegnamento a Pavia nel 1819, per far ritorno definitivamente a Como, dove morì il 5 marzo 1827, nello stesso palazzo in cui era nato.
L'opera e ciò che resta
La pila voltaica fu il primo dispositivo in grado di fornire una corrente elettrica continua e disponibile a piacimento, e per questo è considerata l'atto di nascita dell'elettrotecnica moderna: prima di allora l'elettricità si poteva solo accumulare per pochi istanti, come nelle bottiglie di Leida. Dalla pila di Volta discendono, per linea diretta di sviluppo, le batterie elettriche di ogni tipo usate oggi. Il suo nome è entrato nel linguaggio scientifico quotidiano attraverso il volt, l'unità di misura della differenza di potenziale elettrico adottata in tutto il mondo. Como gli ha dedicato il Tempio Voltiano, un museo che raccoglie i suoi strumenti originali sulle rive del lago.
Dove riposa
Volta è sepolto nella cappella di famiglia nel cimitero di Camnago Volta, piccola frazione collinare di Como che oggi porta il suo nome proprio in memoria dello scienziato. La sepoltura originale, allestita subito dopo la morte nel 1827, fu oggetto di un intervento successivo: le sue spoglie furono riesumate e ricollocate fra il 30 e il 31 marzo 1875, quasi cinquant'anni dopo la morte, in occasione della sistemazione definitiva della cappella. Oggi la tomba si trova a poca distanza dal Tempio Voltiano e dalla villa di famiglia, ed è meta di visitatori insieme agli altri luoghi comaschi legati alla sua memoria.
Date da ricordare
- 1745: nasce a Como il 18 febbraio.
- 1776: scopre il metano sul Lago Maggiore.
- 1778: ottiene la cattedra di fisica sperimentale a Pavia.
- 1800: annuncia l'invenzione della pila voltaica, il 20 marzo.
- 1801: presenta la pila a Napoleone a Parigi.
- 1827: muore a Como il 5 marzo.

1745–1827 · Invento la pila voltaica (1800); da lui il nome dell'unita di misura volt
Dove riposa
Cappella di famiglia, cimitero di Camnago Volta, Como
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Alessandro Volta» consultata il 5 settembre 2026
- Treccani, «Alessandro Volta» consultata il 5 settembre 2026
Immagine: Public domain (Wikimedia Commons)
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