Alex Zanardi
Pilota automobilistico e Paraciclista italiano
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Alex Zanardi è stato un pilota automobilistico e paraciclista italiano. Due volte campione della serie americana CART, nel 1997 e nel 1998, perse entrambe le gambe in un incidente nel 2001 e non lasciò lo sport: tornò a correre in auto e poi, con l’handbike, vinse quattro ori paralimpici e dodici titoli mondiali su strada. Per molti italiani è stato soprattutto un esempio di forza e di buonumore.
La vita
Alessandro Leone Zanardi nacque a Bologna il 23 ottobre 1966, figlio di Dino, idraulico, e di Anna, sarta. Crebbe a Castel Maggiore, a pochi chilometri dal capoluogo, dove nacque la passione per i motori. Aveva una sorella maggiore, Cristina, morta nel 1979 in un incidente stradale. Si diplomò geometra. A quattordici anni il padre gli regalò il primo kart: dopo l’esordio nel 1980 divenne campione italiano nel 1985 e nel 1987 vinse il campionato europeo nella categoria 135 cc, con una serie di successi che lo portarono alle formule minori.
Nel 1988 esordì in Formula 3 e nel 1991 passò alla Formula 3000, dove vinse due gare e fu premiato da Autosprint come miglior pilota italiano dell’anno. Nello stesso anno debuttò in Formula 1 con la Jordan, nelle ultime tre gare della stagione. Corse poi per Minardi e per la Lotus, con cui nel 1993 conquistò il suo primo punto mondiale, a Interlagos, in Brasile, e uscì senza gravi lesioni da un violento incidente a Spa-Francorchamps. Chiuso il 1994 senza un volante, fu istruttore di guida sicura e provò a ripartire dagli Stati Uniti.
L’occasione arrivò con il team di Chip Ganassi, nella serie CART, per il 1996. Vinse il premio di miglior debuttante e legò il suo nome a un sorpasso ricordato come «The Pass», alla curva Cavatappi di Laguna Seca, ai danni di Bryan Herta. Nel 1997 vinse il suo primo titolo e nel 1998 il secondo, con sette vittorie e quattro gare di anticipo. Tornò poi in Formula 1 con la Williams nel 1999, ma l’esperienza fu deludente e il contratto fu sciolto. Nel 2001 si ripresentò in CART con la squadra del suo ex ingegnere Mo Nunn.
Il 15 settembre 2001, al Lausitzring, in Germania, perse il controllo dell’auto dopo l’uscita dai box e fu colpito dalla vettura di Alex Tagliani. L’impatto gli amputò entrambe le gambe; i soccorsi gli salvarono la vita. Secondo Wikipedia in italiano subì sedici operazioni e sette arresti cardiaci. Dopo sei settimane lasciò l’ospedale e, nel dicembre 2001, si alzò dalla sedia a rotelle alla premiazione dei Caschi d’oro, tra la commozione dei presenti. Nel 2003 tornò al Lausitzring per percorrere i tredici giri che mancavano alla fine di quella gara, e nel 2005 vinse una corsa nel Mondiale turismo a Oschersleben e il campionato italiano superturismo.
Dal 2007, con una maratona a New York, intraprese la carriera in handbike: vinse la maratona di New York nel 2011 e ai Giochi paralimpici di Londra 2012 conquistò due ori e un argento, e a Rio 2016 altri due ori e un argento. Condusse programmi su Rai 3, E se domani (2010) e Sfide (2012-2016), prestò la voce a Guido nei film Cars e scrisse libri, tra cui Volevo solo pedalare (2016). Il 19 giugno 2020, durante una staffetta di beneficenza in handbike a Pienza, in Toscana, rimase coinvolto in un grave incidente con un camion; seguirono un lungo coma farmacologico, mesi di ospedale e, dal dicembre 2021, la riabilitazione a casa, a Noventa Padovana. Era sposato dal 1996 con Daniela e aveva un figlio, Niccolò, nato nel 1998.
Una vita in date
- 1985 — campione italiano di kart
- 1991 — debutta in Formula 1 con la Jordan
- 1996 — miglior debuttante della CART e «The Pass» a Laguna Seca
- 1997 e 1998 — campione CART
- 2001 — il 15 settembre l’incidente al Lausitzring
- 2003 — torna al Lausitzring per percorrere i tredici giri mancanti
- 2012 — il 5 e il 7 settembre i due ori alle Paralimpiadi di Londra
- 2013 e 2014 — l’ingresso nella Motorsports Hall of Fame of America e il titolo di Cavaliere di Gran Croce
- 2016 — a Rio de Janeiro altri due ori e un argento; il 14 settembre, alla premiazione, risuona l’inno di Mameli
- 2020 — il 19 giugno l’incidente in handbike a Pienza
La morte
Alex Zanardi è morto il 1° maggio 2026, quasi sei anni dopo l’incidente di Pienza, a 59 anni. Le fonti divergono sul luogo: Wikipedia in italiano parla di una struttura assistenziale di Padova, Wikipedia in inglese della sua casa nella stessa città. I funerali furono celebrati quattro giorni dopo, il 5 maggio, nella basilica di Santa Giustina, in Prato della Valle a Padova. Il giornalista David Tremayne, suo amico, lo ricordò per la Formula 1 come un eroe, mentre la BBC lo descrisse come un uomo che ha ispirato milioni di persone con il suo spirito indomito.
Articoli su Alex Zanardi
1966–2026
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Alex Zanardi» consultata il 15 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, voce «Alex Zanardi» consultata il 15 ottobre 2026
- Wikidata, «Alex Zanardi» (Q173188) consultata il 15 ottobre 2026
Immagine: Brunhild Media, CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)
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