Alexandre de Rhodes
Gesuita e Missionario francese
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Alexandre de Rhodes, in vietnamita Đắc Lộ, è stato un gesuita e missionario nato ad Avignone, allora possedimento del Papa. Visse molti anni nell’attuale Vietnam, che gli europei chiamavano Tonchino al nord e Cocincina al sud, e lasciò un’opera linguistica famosa: il dizionario vietnamita, portoghese e latino stampato a Roma nel 1651, primo grande testo a stampa in cui il vietnamita è scritto con l’alfabeto latino. Fu anche un uomo di governo della Chiesa missionaria: tornato in Europa, si batté perché le missioni d’Asia avessero vescovi propri e non dipendessero dal Portogallo, e il suo impegno contribuì alla nascita delle Missioni estere di Parigi. Morì a Isfahan, in Persia, il 5 novembre 1660. Il suo ruolo storico non è giudicato da tutti allo stesso modo, e lo riferiamo attribuendo ogni giudizio alle fonti.
Origini e formazione
Nacque ad Avignone, che con il Contado Venassino era uno dei due Stati pontifici racchiusi nel regno di Francia, e fu perciò suddito del Papa, non del Re: lo ricorda una nota di Wikipedia in francese, secondo cui le due terre passarono alla Francia solo nel 1791. La data di nascita è incerta: il 15 marzo 1591 per le voci italiana, francese e tedesca e per la Catholic Encyclopedia, il 1593 per quella inglese e per le ricerche di Eduardo Torralba del 1960 citate dalla voce francese.
La famiglia, originaria di Calatayud, in Aragona, era di origine ebraica e convertita: le voci francese e tedesca la dicono fuggita davanti all’Inquisizione spagnola e rifugiata ad Avignone, città nota per la sua tolleranza. Il padre mutò il cognome da Rueda in Rode e infine de Rhodes, e il nome non ha a che fare con l’isola greca. A Roma Alexandre fu accolto fra i novizi gesuiti nel 1612, il 24 aprile secondo la Catholic Encyclopedia e le voci italiana e inglese, il 14 aprile secondo quella francese. Studiò lingue antiche, italiano e matematica; la voce tedesca ricorda fra i maestri Christoph Clavius. Voleva partire per le missioni dell’Estremo Oriente.
Il viaggio verso l’Asia
Lasciò Roma nell’ottobre 1618 e, dopo un periodo a Lisbona per imparare il portoghese, si imbarcò il 4 aprile 1619 per Goa, dove arrivò in ottobre. Secondo la voce francese rimase a Goa due anni e mezzo, ammalandosi gravemente, e passò per Malacca; il 29 maggio 1623 giunse a Macao. Pensava al Giappone, ma la persecuzione dei cristiani e la chiusura del paese indussero i superiori a mandarlo altrove: nel Đại Việt, il paese diviso in due dalle famiglie dei signori Trịnh a nord e Nguyễn a sud.
La prima missione in Cocincina
Nel dicembre 1624 si imbarcò con altri gesuiti per il porto di Faifo, l’odierna Hội An, nel dominio dei Nguyễn. Imparò il vietnamita in pochi mesi; secondo una frase che gli si attribuisce, il parlato gli suonava come il cinguettio degli uccelli. Continuò il lavoro di missionari portoghesi e italiani che lo avevano preceduto, in particolare Francisco de Pina, il primo europeo a padroneggiare la lingua. Il signore locale era interessato soprattutto ai commerci con i portoghesi: quando gli scambi rallentarono, nel 1625, la sua tolleranza verso i missionari diminuì, scrive la voce francese.
Il Tonchino, 1627-1630
Il 19 marzo 1627 (il 12 marzo per la voce francese) Rhodes sbarcò nel nord con Pedro Marques, nella provincia di Thanh Hóa, e il 2 luglio arrivò alla capitale Thăng Long, l’odierna Hanoi, alla corte del signore Trịnh Tráng. Gli portò in dono un orologio a sabbia e un libro di Euclide sulla sfera, e il signore li apprezzò. Rhodes battezzò parte della sua famiglia e fu costruita la prima chiesa del Tonchino. Compose in vietnamita un testo di meditazione sulla Passione, ancora oggi usato in Quaresima. Il suo lavoro si scontrò però con la questione della poligamia e con i sospetti di spionaggio a favore dei Nguyễn. Fu messo agli arresti domiciliari a Hanoi nel gennaio 1630 e bandito nel maggio. Secondo i suoi resoconti, in quegli anni convertì più di seimila persone; la voce francese stima settemila battezzati fra il 1627 e il 1630.
Non potendo tornare in Cocincina, dove i cristiani erano visti come possibili spie del nord, ripiegò a Macao e vi insegnò per circa dieci anni teologia morale.
Le missioni difficili, 1640-1645
Dal 1640 al 1645 la voce francese conta quattro viaggi in Cocincina come superiore delle missioni, per lo più clandestini, con la necessità di nascondersi in casa di cristiani locali. Nel 1640 si stabilì a Faifo, nel quartiere giapponese. Cacciato da un Governatore, tornò dopo pochi mesi, ma dovette fuggire nel luglio 1641 verso le Filippine. Tra il 1642 e il 1643 poté battezzare e formare nuovi collaboratori; nel 1644 fu arrestato e condannato a morte, e la pena fu mutata in esilio perpetuo grazie all’intervento di una Principessa cristiana. Quell’anno vide morire il primo martire della Cocincina, il giovane catechista Andrea di Phú Yên, decapitato il 26 luglio 1644. Rhodes ne scrisse il racconto. Fu espulso il 3 luglio 1645.
Il ritorno in Europa
Partì da Macao il 20 dicembre 1645 per andare a Roma a perorare la causa delle missioni asiatiche. Il viaggio durò più di tre anni e mezzo: passò per Malacca e Giava, dove a Batavia gli olandesi lo arrestarono mentre celebrava messa, bruciarono gli arredi sacri e lo tennero in carcere tre mesi. Poi toccò Macassar, Surat, la Persia, l’Armenia e Smirne, e raggiunse Roma il 27 giugno 1649.
Il dizionario e l’alfabeto
Alle missioni d’Asia Rhodes aveva dedicato una produzione di libri: nel 1650 la relazione sui progressi della fede in Tonchino, nel 1651 il «Dictionarium Annamiticum Lusitanum et Latinum» e un catechismo diviso in otto giorni per chi voleva ricevere il battesimo, nel 1652 la storia latina del Tonchino pubblicata a Lione, nel 1653 i «Viaggi e missioni» a Parigi. Il catechismo e il dizionario usano un alfabeto latino per il vietnamita, successivamente perfezionato nel quốc ngữ. Le fonti sono prudenti sulla paternità: Wikipedia in inglese e in tedesco ricordano che il sistema si appoggiava al lavoro di missionari portoghesi come Francisco de Pina, Gaspar do Amaral e António Barbosa. Il quốc ngữ divenne la scrittura nazionale in modo ufficiale solo nel Novecento, indica la voce francese (dal 1954).
Le missioni e il Portogallo
A Roma Rhodes sostenne che le missioni dell’Asia erano troppo legate agli interessi commerciali del Portogallo, e che questo faceva dipendere il destino delle comunità cristiane dalle vicende politiche ed economiche di Lisbona e di Macao. Chiese vescovi propri per il Tonchino e la Cocincina, in contrasto con il controllo portoghese delle nomine ecclesiastiche, il padroado, e un clero locale, perché i catechisti non bastavano. Il suo ragionamento, scrive Wikipedia in francese, contribuì a indebolire il padroado. La voce inglese osserva che per ottenere fondi raccontò, con qualche esagerazione, le ricchezze naturali del paese.
Lasciata Roma nel settembre 1652, cercò in Piemonte, in Svizzera e poi in Francia uomini e denaro. A Parigi, nel gennaio 1653, incontrò il gesuita Jean Bagot e il gruppo di giovani della Confraternita dei Bons enfants, e la Compagnia del Santo Sacramento fornì finanziamenti. Dopo la sua partenza, nel 1659 furono nominati François Pallu e Pierre Lambert de la Motte vicari apostolici per il Tonchino e la Cocincina: da lì nacque la Società delle missioni estere di Parigi. Il testo di Wikipedia in francese ricorda che i portoghesi se la presero con lui.
La Persia e la morte
Rhodes ripartì per l’Oriente nel novembre 1654, secondo la voce francese, e fu mandato in Persia, non in Vietnam, con l’assenso di Papa Alessandro VII. Raggiunse la missione gesuita in Armenia e in Persia, e lì apprese che le sue proposte a Roma erano state accolte. Morì a Isfahan, a circa sessantanove anni secondo la voce francese, consumato dai viaggi, il 5 novembre 1660: è la data di Wikidata, delle voci italiana, inglese, francese e tedesca e della Catholic Encyclopedia, ed è sostenuta da una lettera del gesuita Aimé Chézaud, scritta da Isfahan l’11 novembre 1660 e citata da Wikipedia in francese.
La data non è però universale. La stessa voce francese segnala che l’edizione ottocentesca di «Voyages et Missions», curata nel 1854 da un gesuita, indica il 16 novembre 1660, e che due opere gesuite più tarde, il dizionario storico della Compagnia di Gesù pubblicato a Madrid nel 2001 e il repertorio di Josephus Fejér sui defunti della Compagnia (1989), indicano il 20 novembre. Non abbiamo potuto consultare queste opere, e in questa lapide si segue il 5 novembre, che ha dalla sua la lettera contemporanea.
Dove riposa
Secondo Wikipedia in inglese fu sepolto nel Cimitero armeno di Nuova Giulfa, a Isfahan; la voce francese parla di un Cimitero della comunità cristiana armena di Isfahan, e quella italiana, con meno certezza, di un Cimitero forse nestoriano nei dintorni. Il luogo preciso non è indicato dalle fonti consultate.
L’eredità
Nel 1943 l’Indocina francese emise due francobolli, da 15 e 30 centesimi, per ricordare il suo contributo alla scrittura quốc ngữ. Nel 1961, il 5 novembre, la Repubblica del Vietnam mise in circolazione una serie di quattro francobolli per i trecento anni dalla morte, con un anno di ritardo. Nel marzo 2001, per i trecentocinquant’anni del dizionario, il pittore vietnamita Nguyễn Đình Đăng realizzò un dipinto dedicato a Rhodes e all’intellettuale Nguyễn Văn Vĩnh. Il giudizio su di lui non è unanime: a lui si riconosce il merito di un’opera linguistica che ha avuto lunga fortuna, ma le fonti ricordano anche che la sua azione missionaria fu intrecciata con le rivalità fra le potenze europee in Asia. Wikipedia in inglese cita nelle sue note scambi polemici sul suo ruolo, e lo storico Klaus Schatz gli ha dedicato nel 2015 una monografia sulla prima missione gesuita in Vietnam.
Le opere
- 1650: relazione sui progressi della fede nel regno di Tunchino, Roma.
- 1651: «Dictionarium Annamiticum Lusitanum et Latinum», Roma; catechismo in otto giorni per i battezzandi.
- 1652: storia latina del Tonchino, Lione.
- 1653: «Divers voyages et missions», Parigi; «La glorieuse mort d’André, catéchiste».
Date da ricordare
- 15 marzo 1591 o 1593: nasce ad Avignone.
- 1612: entra nella Compagnia di Gesù a Roma.
- 1624: arriva in Cocincina.
- 1627-1630: missione in Tonchino, fino al bando.
- 26 luglio 1644: martirio del catechista Andrea.
- 1645: espulsione dalla Cocincina.
- 27 giugno 1649: arriva a Roma.
- 1651: esce il dizionario.
- 5 novembre 1660: muore a Isfahan.
1591–1660
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, Alexandre de Rhodes consultata il 19 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, Alexandre de Rhodes consultata il 19 ottobre 2026
- Wikipedia in francese, Alexandre de Rhodes consultata il 19 ottobre 2026
- Wikipedia in tedesco, Alexandre de Rhodes consultata il 19 ottobre 2026
- Wikidata, Q336653 consultata il 19 ottobre 2026
- Treccani, Enciclopedia on line, voce Rhodes, Alexandre de consultata il 19 ottobre 2026
- The Catholic Encyclopedia, Alexandre de Rhodes (N. Weber, 1912) consultata il 19 ottobre 2026
- Catholic Answers Encyclopedia, Alexandre de Rhodes consultata il 19 ottobre 2026
Immagine: en.wikipedia.org Public domain (Wikimedia Commons)
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