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Alfonso II d’Este

Duca di Ferrara, Modena e Reggio

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Il rito

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Chi era

Alfonso II d’Este nacque a Ferrara nel 1533 e morì nella stessa città il 27 ottobre 1597. Fu il quinto e ultimo Duca di Ferrara, oltre che Duca di Modena e Reggio, e governò per trentotto anni, dal 1559 alla morte. Non ebbe figli, né legittimi né naturali. Alla sua morte la città tornò alla Chiesa, da cui gli Este la tenevano in feudo, mentre Modena e Reggio restarono a un ramo cadetto della famiglia, guidato dal cugino Cesare.

Si ricorda per due cose che stanno insieme nella sua vita: una corte splendida, con musicisti, poeti e feste per quasi quarant’anni, e la fine del dominio estense su Ferrara, dopo una lunga e inutile ricerca di un erede riconosciuto da Roma.

Famiglia e giovinezza

Suo padre fu il Duca Ercole II; sua madre, Renata di Francia, era figlia del Re Luigi XII e di Anna di Bretagna. Ebbe un’educazione letteraria e cavalleresca, imparò il latino e il francese e amò le cacce, i tornei e le feste. Sulla data di nascita le fonti non concordano del tutto: la Wikipedia in italiano e in inglese e il Dizionario Biografico degli Italiani indicano il 22 novembre 1533, l’Enciclopedia Italiana del 1929 scrive il 28.

Nel 1552, a diciotto anni, lasciò Ferrara senza il consenso del padre e andò in Francia dal cugino, il Re Enrico II. Per l’Enciclopedia Italiana il divieto paterno era forse solo di facciata. Il re gli affidò cento uomini d’arme, con i quali combatté nelle Fiandre. Dopo la riconciliazione con Ercole II tornò a Ferrara il 26 settembre 1554 e ripartì per la Francia nel 1556, per restarvi fino al febbraio dell’anno seguente.

Nel 1557 Ferrara entrò nella lega fra Papa Paolo IV e il Re di Francia contro Filippo II di Spagna, e Alfonso fu mandato all’assedio di Correggio, insieme a Cornelio Bentivoglio, e poi contro le truppe di Ottavio Farnese. Con la mediazione di Cosimo de’ Medici gli Estensi si riconciliarono con la Spagna e, a suggello della pace, Alfonso sposò la figlia del mediatore.

Il primo matrimonio e la salita al trono

La sposa era Lucrezia, figlia di Cosimo I de’ Medici, che aveva quattordici anni. Le fonti divergono sulla data: il Dizionario Biografico indica il 18 giugno 1558 a Firenze, l’Enciclopedia Italiana e la Wikipedia in inglese il 3 luglio. Tutte concordano sul fatto che Alfonso ripartì per la Francia pochi giorni dopo, per riprendere servizio sotto Enrico II e per rivendicare i crediti degli Este verso la corona francese, oltre tre milioni di lire tornesi.

Era presente al torneo in cui Enrico II fu ferito a morte: per il Dizionario Biografico fu il primo a sorreggerlo. Il 3 ottobre 1559 morì Ercole II e la notizia lo raggiunse ancora in Francia. Tornò con calma: si imbarcò a Marsiglia, sbarcò a Livorno, vide la moglie a Firenze e scese per la Garfagnana nel Modenese. A Ferrara il potere non si ereditava per semplice nascita, ma passava da un’elezione formale dei magistrati, delle arti e dei nobili. Il 26 novembre 1559 Alfonso entrò in città con un corteo più solenne del solito, che secondo il Dizionario Biografico voleva mostrare la superiorità della sua autorità.

Tra i suoi primi atti, Alfonso fece uscire dal carcere don Giulio d’Este, che vi stava da cinquantatré anni per aver cospirato contro Alfonso I e il Cardinale Ippolito. Nel 1560 andò a Roma a rendere omaggio al nuovo Papa Pio IV e dovette affrontare il problema della madre, che era calvinista: Renata lasciò Ferrara il 2 settembre 1560 e si ritirò in Francia.

Medaglia di bronzo con il profilo di Alfonso II d'Este, opera di Domenico Poggini, National Gallery of Art di Washington
Medaglia di bronzo con il profilo di Alfonso II d'Este, opera di Domenico Poggini, National Gallery of Art di Washington — Domenico Poggini, CC0. Wikimedia Commons

La corte di Ferrara

Con l’arrivo di Lucrezia a Ferrara, il 27 febbraio 1560, cominciò una serie di feste che resero famosa la corte. Per la nomina a cardinale del fratello Luigi, nell’inverno 1561, furono organizzati due tornei spettacolari, uno intitolato Castello di Gorgoferusa e l’altro Monte di Feronia. I carnevali ferraresi gareggiavano con quelli di Venezia, e la Compagnia dei Gelosi recitò in città l’Aminta di Torquato Tasso il 31 luglio 1573.

Il Dizionario Biografico dà alcuni numeri del seguito del Duca: trecentoquaranta persone di servizio, quattrocento cavalli di razza nelle scuderie e duecento uomini di guardia. Alfonso fece costruire la Palazzina in Giovecca, ultima residenza estense aggiunta a Ferrara, e volle per la sua biblioteca una copia di ogni libro stampato dall’invenzione della stampa. Nel Castello Estense l’architetto Alessandro Balbi realizzò, per sua commissione, la cappella intitolata alla madre del Duca (Wikipedia in italiano).

Presso di lui trovarono sostegno Giovanni Battista Guarini, Pirro Ligorio, il pittore Bastianino e il filosofo Cesare Cremonini. Il più noto fu Torquato Tasso, che gli dedicò la Gerusalemme liberata.

Il Castello Estense di Ferrara, residenza ducale ai tempi di Alfonso II, visto dalla piazza
Il Castello Estense di Ferrara, residenza ducale ai tempi di Alfonso II, visto dalla piazza — Dani1998ele, CC0. Wikimedia Commons

La musica e il concerto delle dame

La musica ebbe a Ferrara una delle sue stagioni migliori. Il Dizionario Biografico ricorda i musicisti francesi, fiamminghi e italiani, fra cui Luzzasco Luzzaschi, Alfonso della Viola e Ippolito Fiorini, che insegnarono il canto alle sorelle del Duca, Lucrezia e Leonora. Intorno al 1580 Alfonso volle un gruppo di cantanti donne per allietare la terza moglie, Margherita Gonzaga. Il primo concerto di cui si ha notizia certa fu il 20 novembre 1580. Le voci più note furono Laura Peverara, Livia d’Arco e Anna, figlia del poeta Guarini, e Luzzaschi scrisse la musica per loro, accompagnandole al clavicembalo (Wikipedia in italiano, voce sul concerto delle dame).

Il gruppo funzionò finché visse il Duca, e la sua fama spinse altre corti italiane, come quelle dei Medici e degli Orsini, a formare insiemi simili.

Il Tasso a Sant’Anna

Dal 1579 al 1586 il poeta Tasso fu ricoverato nell’ospedale di Sant’Anna a Ferrara. Per molto tempo la colpa è stata attribuita al Duca, ma il Dizionario Biografico non ritiene fondata l’accusa di crudeltà e pensa che la misura servisse anche a impedire la fuga del poeta presso i Medici. L’Enciclopedia Italiana osserva che a decidere contò soprattutto lo stato di esaltazione religiosa del Tasso, e che il Duca temeva rivelazioni dannose se fosse passato a Firenze. La Wikipedia in francese scrive, più semplicemente, che Alfonso lo fece rinchiudere. Il poeta uscì il 13 luglio 1586 per intervento di Vincenzo Gonzaga, fratello della Duchessa Margherita, che si impegnò a tenerlo in custodia.

«Tasso nell'ospedale di Sant'Anna a Ferrara», dipinto di Eugène Delacroix, 1839
«Tasso nell'ospedale di Sant'Anna a Ferrara», dipinto di Eugène Delacroix, 1839 — Eugène Delacroix, Public domain. Wikimedia Commons

Le altre nozze e la rivalità con i Medici

Lucrezia morì il 21 aprile 1561, senza figli, e la fine del legame con i Medici riaccese la vecchia disputa sulla precedenza fra le due case. Alfonso cercò allora l’appoggio imperiale. Nel 1565 sposò a Ferrara Barbara d’Austria, che era figlia dell’Imperatore Ferdinando I, e l’anno dopo, scoppiata la guerra in Ungheria, mandò all’Imperatore Massimiliano II un piccolo esercito di quattromiladuecento uomini. Il Dizionario Biografico racconta che, arrivato in Ungheria, trovò l’Imperatore già pronto a un armistizio con i Turchi e tornò in patria il 18 dicembre 1566, con perdite per malattie e molte spese. L’Enciclopedia Italiana la giudica una spedizione rovinosa e senza gloria.

La rivalità non diede i frutti sperati: Cosimo de’ Medici ottenne il titolo di Granduca da Pio V nel 1569 e il riconoscimento dell’Imperatore nel 1576. Barbara morì il 19 settembre 1572. Nel febbraio 1579 entrò a Ferrara la terza moglie, Margherita Gonzaga, figlia del Duca di Mantova, che l’Enciclopedia Italiana dice quindicenne. Neppure da lei ci furono figli.

Il governo e i suoi costi

Il lungo periodo di pace che accompagnò il suo governo, scrive l’Enciclopedia Italiana, fu consumato nella sterile gara di prestigio con i Medici. Le spese della corte ricaddero sulla popolazione sotto forma di tasse più alte, prestiti forzosi e appalti dei dazi. Una carestia colpì il territorio nel 1593.

Il 16 e 17 novembre 1570 un terremoto devastò la città e le scosse continuarono fino al 1574. La Wikipedia in italiano scrive che metà di Ferrara fu distrutta e che il sisma contribuì al declino successivo. Durante il suo governo Michel de Montaigne visitò Ferrara e la trovò bella, con strade larghe e palazzi, ma poco abitata (Wikipedia in italiano, voce sulla devoluzione di Ferrara).

Gli storici sono severi sulla durezza del suo governo. La Wikipedia in italiano, nella voce sulla devoluzione, cita Leopold von Ranke: l’ultimo duca ebbe una parte forse decisiva nella perdita di Ferrara.

La questione dell’erede

Il problema della successione dominò i suoi ultimi decenni. Il 23 maggio 1567 Pio V emanò una bolla che vietava ai figli illegittimi di ricevere in feudo i beni della Chiesa. La Wikipedia in italiano, nella voce sul Duca, indica il 3 maggio; il Dizionario Biografico, l’Enciclopedia Italiana e la Wikipedia in francese scrivono 23. A Roma si sapeva che Alfonso non poteva avere figli, per una caduta da cavallo o per cure sbagliate da bambino, come riferiscono le fonti. Il parente più vicino, Cesare, discendeva dall’unione fra Alfonso I e Laura Dianti, che la Chiesa non aveva mai riconosciuto.

Nel 1573 Alfonso andò a Roma, con Pirro Ligorio e il Tasso, per ottenere da Gregorio XIII il diritto di designare un successore, ma il Papa rifiutò. Nel 1591 provò con Gregorio XIV, amico degli Estensi, puntando su Filippo d’Este, Marchese di San Martino in Rio; il concistoro si oppose e il Papa morì prima di decidere. Alfonso si orientò allora su Cesare. Clemente VIII, appena eletto, rinnovò la bolla di Pio V. L’Imperatore Rodolfo II concesse invece a Cesare, l’8 agosto 1594, l’investitura di Modena, Reggio e Carpi, in cambio di quattrocentomila scudi, e il Duca lo nominò erede per testamento il 17 luglio 1595. Secondo la voce sulla devoluzione, Cesare seppe di essere il futuro duca soltanto quando Alfonso era ormai in fin di vita.

Alfonso II e il cugino Cesare d'Este in un'incisione del Seicento, Rijksmuseum di Amsterdam
Alfonso II e il cugino Cesare d'Este in un'incisione del Seicento, Rijksmuseum di Amsterdam — Rijksmuseum, CC0. Wikimedia Commons

La morte

Alfonso II morì a Ferrara il 27 ottobre 1597. Le fonti consultate non dicono di quale malattia. L’Enciclopedia Italiana scrive che morì con l’incubo della successione e che negli ultimi giorni si era fatto quasi il vuoto intorno a lui. Secondo la Wikipedia in italiano non ci furono cerimonie particolari: il corpo fu portato senza corteo, in una semplice bara di legno, accompagnato da pochi religiosi.

Il magistrato dei Savi proclamò Duca Cesare, ma Clemente VIII non lo riconobbe e il 23 dicembre 1597 lo scomunicò. Il 12 gennaio 1598 la Convenzione faentina consegnò Ferrara alla Santa Sede. Cesare lasciò la città il 28 gennaio, uscendo dalla porta degli Angeli, e portò la corte a Modena; il Cardinale Pietro Aldobrandini, primo legato pontificio, entrò a Ferrara il giorno dopo. Per l’ex capitale cominciò un tempo di città di provincia.

Dove riposa

Il corpo di Alfonso II riposa nel monastero ferrarese del Corpus Domini, dove sono sepolti altri membri della famiglia d’Este. La Wikipedia in italiano scrive che la pietra tombale non portava neppure inciso il suo nome. Il luogo è indicato anche da Wikidata, dalla Wikipedia in francese e dal sito Italy On This Day, che lo colloca in via Pergolato.

L’eredità

La corte di Alfonso II lasciò un segno nella musica, nel teatro e nella letteratura. Il concerto delle dame fu imitato altrove, la Gerusalemme liberata porta la sua dedica e, secondo la Wikipedia in italiano, il poeta inglese Robert Browning si ispirò a lui per il monologo in versi My Last Duchess, uscito nel 1842. Più di recente la scrittrice Maggie O’Farrell lo ha fatto personaggio del romanzo The Marriage Portrait. Per la storia di Ferrara la sua morte segna la fine del ducato estense in città, mentre Modena diventò la capitale della famiglia.

Date da ricordare

  • 22 novembre 1533: nasce a Ferrara (secondo l’Enciclopedia Italiana il 28).
  • 1552: parte per la Francia presso Enrico II.
  • 1558: sposa Lucrezia de’ Medici (il 18 giugno o il 3 luglio, secondo le fonti).
  • 3 ottobre 1559: muore il padre Ercole II.
  • 26 novembre 1559: ingresso solenne a Ferrara.
  • 2 settembre 1560: la madre Renata lascia Ferrara.
  • 5 dicembre 1565: nozze con Barbara d’Austria.
  • 23 maggio 1567: la bolla di Pio V sui feudi della Chiesa.
  • 16-17 novembre 1570: il terremoto di Ferrara.
  • 1579: sposa Margherita Gonzaga.
  • 8 agosto 1594: l’Imperatore investe Cesare d’Este di Modena, Reggio e Carpi.
  • 27 ottobre 1597: muore a Ferrara.
  • 28 gennaio 1598: Cesare lascia Ferrara.

1533–1597

Dove riposa

Monastero del Corpus Domini, Ferrara (Italia)

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: AnonymousAutore sconosciuto, CC0 (Wikimedia Commons)

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