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Angela Luce

Attrice e Cantante italiana

Nascita
Scomparsa

Riposa a Cimitero Monumentale di Poggioreale, Napoli

Un QR per raggiungere questa memoria

Il rito

Per lasciare un gesto serve entrare: bastano pochi istanti.

Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

Nascita: 3 dicembre 1938, Napoli. Morte: 20 febbraio 2026, Napoli, a 87 anni.

Chi era

Angela Luce, all’anagrafe Angela Savino, è stata una delle voci e dei volti più amati di Napoli: attrice di teatro, cinema e televisione, cantante della tradizione napoletana. Per la stampa era «la voce di Napoli». È morta nella sua città venerdì 20 febbraio 2026, a 87 anni secondo le testate che hanno dato la notizia. Ha lavorato con Eduardo De Filippo, con Totò, con Visconti e con Pasolini, ha vinto un David di Donatello nel 1996 e ha cantato Bammenella di Raffaele Viviani in un’interpretazione che molti ricordano come la sua.

Le origini

Era napoletana; il suo vero cognome era Savino, e Luce è il nome d’arte. Sulla data di nascita le fonti non concordano. La Wikipedia in italiano e Il Post indicano il 3 dicembre 1937; Wikidata e le edizioni in inglese e in francese di Wikipedia scrivono 3 dicembre 1938. L’età riferita dalle testate alla morte, 87 anni, è coerente con il 1938, mentre l’edizione italiana di Wikipedia, che sceglie il 1937, parla di 88 anni. In questa lapide la data di nascita è riportata come incerta fra i due anni.

Gli esordi

Cominciò a cantare giovanissima. A quattordici anni si presentò alla Piedigrotta Bideri cantando Zì Carmilì, firmandosi ancora con il cognome vero: il pubblico chiese il bis, tanto che i cantanti principali dovettero aspettare dietro le quinte (Wikipedia in italiano). Fu poi notata da Eduardo De Filippo, che, sempre secondo Wikipedia, ne parlò come di una forza della natura e la accolse in compagnia senza farla provare. Il rapporto si ruppe quando lei si innamorò di un collega: Eduardo si giustificò dicendo che il teatro andava rispettato. Più tardi Angela Luce tornò comunque a lavorare con lui, in varie produzioni.

Non ancora ventenne interpretò alcuni dei ruoli più importanti del repertorio di Eduardo e fu protagonista, accanto a lui, della registrazione televisiva del Contratto. Il Post ricorda che lavorò con Eduardo per quattro anni e poi con Peppino De Filippo e con Nino Taranto. La biografia in italiano dettaglia: due anni con la compagnia La Scarpettiana, quattro con Eduardo, quattro con Peppino e altri quattro con Taranto.

Il teatro

Recitò nei maggiori festival teatrali all’estero: a Wiesbaden, a Parigi al Teatro Sarah Bernhardt, a Londra all’Old Vic, a Buenos Aires al Teatro Coliseum e a New York al Mark Hellinger, dove sostituì Bice Valori nel ruolo di Eusebia in Rugantino. Fra i titoli del suo teatro la Wikipedia in italiano elenca Napoli notte e giorno, Annella di Porta Capuana, Il malato immaginario, Natale in casa Cupiello, Il contratto e Totò, 110 e lode. Nel 2011 presentò lo spettacolo di versi e canzoni Momenti di… Luce all’iniziativa «Save the Primo», a sostegno del Teatro Il Primo di Napoli, minacciato di chiusura. Prese parte, senza compenso come gli altri artisti, anche alla «Serenata alla Madonna», che Benedetto Casillo organizza ogni 10 settembre nella zona di Piedigrotta (Wikipedia in italiano).

Il cinema

L’esordio al cinema è datato 1956 nel corpo della biografia in italiano (Ricordati di Napoli, di Pino Mercanti), mentre la filmografia della stessa pagina, Il Post e l’edizione inglese indicano il 1958. Seguirono commedie e film di successo: Il vedovo di Dino Risi (1959), Signori si nasce, di Mario Mattoli, e due film di Steno, Letto a tre piazze e A noi piace freddo…!; poi Adultero lui, adultera lei, firmato da Raffaello Matarazzo. Nel 1967 fu diretta da Luchino Visconti ne Lo straniero. Con Pier Paolo Pasolini girò nel 1971 il Decameron, che le fruttò un riconoscimento della città di Caserta, la Reggia d’oro. Con Malizia, di Salvatore Samperi (1973), ottenne un premio d’oro a Saint-Vincent, all’Anteprima del cinema mondiale.

Recitò accanto a Totò, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Con il cortometraggio La velina vinse a Bologna il primo premio del FICE. Nel 1995 interpretò L’amore molesto di Mario Martone: per quel ruolo vinse nel 1996 il David di Donatello come migliore attrice non protagonista, e ricevette candidature al Nastro d’argento e al Ciak d’oro. Una seconda candidatura al Nastro d’argento arrivò nel 2006 per il film di Pupi Avati, La seconda notte di nozze (2005). Secondo la Wikipedia in italiano e in francese i suoi film sono più di ottanta; secondo quella in inglese più di sessanta, tra il 1958 e il 2005.

La radio e la televisione

Lavorò a lungo anche per la prosa di radio e televisione della Rai. Nel 1963 interpretò donna Clotilde nello sceneggiato in sei puntate di Eduardo De Filippo, Peppino Girella; poi prese parte a Il cappello del prete (1970), sceneggiato diretto da Sandro Bolchi, a un episodio delle inchieste del commissario Maigret (1972), alle Storie della camorra (1978) e a Il bello delle donne… alcuni anni dopo (2017). Fu protagonista anche dell’operetta Al cavallino bianco (1974) con Paolo Poli, Gianrico Tedeschi e Tony Renis.

La canzone

Come cantante partecipò a Un disco per l’estate nel 1973 con La casa del diavolo e nel 1975 con Cara amica mia. Il suo brano più associato resta So’ Bammenella ‘e copp’ ‘e Quartiere di Viviani, cantato in Napoli notte e giorno, spettacolo diretto da Giuseppe Patroni Griffi e presentato al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Nel 1970 arrivò seconda al Festival di Napoli con ‘O divorzio; nel 1975 seconda a Sanremo con Ipocrisia, dietro Ragazza del sud di Gilda. Vinse la «Maschera d’argento» per L’ultima tarantella; nel 1973, in collegamento mondiale dalla basilica di Santa Chiara, cantò La leggenda del lupino. Scrisse anche i versi di Voglia, con musica di Angelo Fiore, premiata dall’Unicef nel 1984.

I dischi vanno dall’album Angela Luce del 1972 a Cafè Chantant (1976), Ipocrisia (1984) e Senza frontiere (1988), fino a Luce per Totò (2009). Tra i riconoscimenti alla carriera, la Wikipedia in italiano cita il Premio Carosone (2004), il Premio Nazionale Totò e il Premio Masaniello (2015); nel 2009 il Premio Letterario Camaiore, per la raccolta di versi Momenti di luce.

Il Teatro Sannazaro di Napoli, al quale Angela Luce dedicò uno degli ultimi messaggi, dopo l'incendio
Il Teatro Sannazaro di Napoli, al quale Angela Luce dedicò uno degli ultimi messaggi, dopo l'incendio — Armando Mancini, CC BY-SA 2.0. Wikimedia Commons

Altre strade

Posò come modella per il pittore Aligi Sassu, in due opere, una delle quali intitolata Angela, e fece lezione all’università, a Napoli e a Bologna, sull’opera di Raffaele Viviani. Nel 2024 uscì un libro su di lei, a cura di Antonio Sciotti e di Giovanna Castellano, la sua storica assistente e ufficio stampa: Angela Luce, la dea dello spettacolo, edito da Arturo Bascetti. Lei desiderava scrivere un’autobiografia, scrive la Wikipedia in italiano, ma non la compose mai di persona.

La vita privata

Non si sposò e non ebbe figli (Wikipedia in italiano). Secondo la Wikipedia in italiano, negli ultimi anni Sessanta ebbe con il cantante Peppino Gagliardi una storia d’amore di circa due anni, e nel maggio 2025, ospite di Verissimo, lo definì «il grande amore» della sua vita. Dopo la morte di lui, nel 2023, gli dedicò un ricordo pubblico. In seguito stette con Amedeo d’Angelo, una persona estranea al mondo dello spettacolo, fino alla morte di lui, cinque anni dopo l’inizio della relazione. Alla camera ardente il Sindaco Gaetano Manfredi porse le condoglianze ai quattro nipoti.

La morte

La notizia fu diffusa il 20 febbraio con un post sul suo profilo Facebook, con le parole «Ciao Angela» e una rosa rossa (Il Fatto Quotidiano). Pochi giorni prima, secondo Sky TG24, aveva scritto un messaggio sui social per augurare una rapida rinascita al Teatro Sannazaro, colpito da un incendio. La causa del decesso non è indicata dalle testate che ho letto; sia la Wikipedia in italiano sia quella in inglese parlano di insufficienza cardiaca, senza una fonte giornalistica.

La camera ardente fu allestita sabato 21 febbraio nella sala dei Baroni del Maschio Angioino, per volontà del Sindaco Manfredi, con la sua voce in sottofondo in canzoni come Che vuò cchiù e Ipocrisia (Il Mattino). A mezzogiorno si svolsero i funerali nella chiesa di San Ferdinando, detta degli Artisti, in piazza Trieste e Trento. Celebrò il Vescovo ausiliare Gaetano Castello e si aprì con un messaggio dell’Arcivescovo, il Cardinale Mimmo Battaglia: «una luce che non abbaglia ma scalda». Tra i presenti Giacomo Rizzo, Benedetto Casillo e Lina Sastri. Il sassofonista Marco Zurzolo suonò Bammenella, nella versione per sax «all’americana» che a lei piaceva tanto (Sky TG24), e Giovanna Castellano chiuse il suo discorso con «Ciao, bambenella!» (Il Mattino).

La chiesa di San Ferdinando, a Napoli, detta «degli Artisti», dove si svolsero i funerali
La chiesa di San Ferdinando, a Napoli, detta «degli Artisti», dove si svolsero i funerali — ASaber91, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

Dove riposa

Il Mattino del 22 febbraio 2026 scrive che le ceneri di lei andranno a riposare, con il verbo al futuro, nella tomba di famiglia a Poggioreale, cioè nel Cimitero monumentale di Napoli: è un’indicazione preventiva, e non ho trovato un articolo successivo che descriva la tumulazione. La Wikipedia in italiano, che cita lo stesso articolo, usa il presente e scrive che le ceneri sono conservate in quella tomba.

L'ingresso del Cimitero monumentale di Poggioreale, a Napoli
L'ingresso del Cimitero monumentale di Poggioreale, a Napoli — CityClass, CC BY-SA 3.0. Wikimedia Commons

L’eredità

Per il Sindaco Manfredi Angela Luce rappresentava Napoli meglio di chiunque altro (Sky TG24). Peppe Barra ricordò che andava fiera del nome d’arte e che lo sentiva profetico, perché aveva portato luce alla cultura napoletana (Il Mattino). Thayla Orefice, che ne sta seguendo le orme, ha detto alla camera ardente che le piacerebbe riproporre presto uno spettacolo, Senza ipocrisia, in cui la interpreta, fatto di ricordi e delle canzoni che lei aveva reso uniche. L’assessora Teresa Armato ne ha ricordato l’autonomia: una donna che riuscì ad affermarsi da sola, in anni difficili per le donne (Il Mattino).

Il Maschio Angioino di Napoli: nella sala dei Baroni fu allestita la sua camera ardente
Il Maschio Angioino di Napoli: nella sala dei Baroni fu allestita la sua camera ardente — Marco Ober, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

Date da ricordare

  • 3 dicembre 1937 o 1938: nasce a Napoli (le fonti divergono sull’anno).
  • 1956 o 1958: esordio al cinema con Ricordati di Napoli.
  • 1963: Peppino Girella, di Eduardo De Filippo.
  • 1970: seconda al Festival di Napoli con ‘O divorzio.
  • 1971: Il Decameron, di Pasolini.
  • 1975: seconda al Festival di Sanremo con Ipocrisia.
  • 1996: David di Donatello per L’amore molesto.
  • 20 febbraio 2026: muore a Napoli.
  • 21 febbraio 2026: camera ardente al Maschio Angioino e funerali in San Ferdinando.

1938–2026

Dove riposa

Cimitero Monumentale di Poggioreale, Napoli (NA)
Tomba di famiglia, Cimitero monumentale di Poggioreale, Napoli (ceneri; indicazione preventiva: Il Mattino del 22/02/2026 scrive 'riposeranno')

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Augusto De Luca, CC BY-SA 2.0 (Wikimedia Commons)

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