Antonio Bailetti
Ciclista su strada e Pistard italiano
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroAntonio Bailetti venne al mondo a Bosco di Nanto e diventò ciclista su strada e pistard. Prima di passare tra i professionisti corse da dilettante con i colori del G.S. Cademartori e si prese alcune corse lombarde: la Coppa Caduti Buscatesi nel 1958, il Gran Premio di Giussano nel 1959, il Trofeo Falck nel 1960.
Il 1960 fu l’anno di Roma. Ai Giochi olimpici Bailetti vinse l’oro nella 100 km a cronometro a squadre, in un quartetto azzurro che comprendeva anche Ottavio Cogliati, Giacomo Fornoni e Livio Trapè.
Diventato professionista all’inizio del 1961, corse per la Bianchi, per la Carpano/Sanson, per la Salvarani e per la Faema, e in totale ottenne quindici vittorie. Nel 1961 vinse una semitappa del Gran Premio Ciclomotoristico, da Castellammare di Stabia a Caserta, e una tappa del Giro di Sardegna, da Nuoro a Cagliari. Nel 1962 prese due tappe sarde, la Genova-Nizza, la tappa del Giro d’Italia da Montecatini a Perugia e quella del Tour de France da La Rochelle a Bordeaux. Nel 1963 firmò la ventunesima tappa del Giro, da Brescia a Milano, e la quinta del Tour, da Rouen a Rennes; nel 1964 un’altra tappa in Sardegna, nel 1965 la Ronde de Monaco e nel 1966 il Trofeo Laigueglia.
Con la maglia azzurra corse nella gara dei professionisti ai Mondiali del 1962 a Salò. Lasciò il ciclismo nel 1969, dopo un incidente avvenuto in una gara al Velodromo Vigorelli di Milano. Nel 2005 ottenne un vitalizio per i suoi meriti sportivi, in base alla Legge Giulio Onesti.
Morì a Turbigo nel settembre del 2025. Era zio di un altro ciclista, Paolo Bailetti.
Tuttobiciweb lo ha salutato come un altro degli uomini d’oro del ciclismo italiano, e il suo nome resta legato al quartetto di Roma 1960. Dietro quel risultato c’è una carriera di nove stagioni tra i professionisti, vissuta sulle strade del Giro, del Tour e delle corse di casa, dalle tappe sarde ai traguardi francesi. La passione per la bicicletta è rimasta in famiglia, con il nipote Paolo.
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Antonio Bailetti consultata il 19 ottobre 2026
- Wikidata: Q498081 consultata il 19 ottobre 2026
- Notizia della morte consultata il 19 ottobre 2026
Immagine: Christophe95, CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)
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