Antonio Buzzolla
Compositore e Maestro di cappella
- Nascita
- Scomparsa
Riposa a Cimitero di San Michele, Venezia
Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroIn una canzone di Antonio Buzzolla la campana del tramonto suona sempre la stessa nota. Il basso ripete un do, uguale, mentre la voce canta le parole dell’Ave Maria, e la melodia imita il rintocco di una campana. La scrisse a Kissingen nel 1841. Dice molto di lui: un musicista di chiesa e di teatro che sapeva far entrare un suono di campana dentro una melodia da salotto.
Nato ad Adria il 2 marzo 1815, imparò le prime note dal padre Angelo, Maestro di cappella del duomo e direttore della Società filarmonica cittadina: da lui ebbe violino, pianoforte e organo. A Venezia, nel 1831, entrò nell’orchestra della Fenice, prima come flautista e poi come violino di fila. Il 3 dicembre 1836, al Teatro Gallo, andò in scena la sua prima opera, Il Ferramondo, un’opera semiseria replicata anche a Trieste e a Mantova. Il successo gli permise di andare a Napoli, al conservatorio di San Pietro a Maiella, dove studiò con Donizetti e poi con Mercadante. Donizetti lo invitò a scrivere una cantata per una festa della corte, e anche il pubblico del San Carlo la accolse con favore. A Napoli, intanto, Buzzolla si faceva apprezzare come cantante di canzonette in dialetto veneziano, scritte da lui.
Tornato a Venezia nel 1840, dopo un anno ancora di studio ebbe alla Fenice il suo Mastino I della Scala (31 maggio 1841). L’anno dopo, il 14 maggio 1842, vi andò in scena Gli avventurieri, un’opera buffa su libretto di Felice Romani, accolta bene. Nel 1843 partì per Berlino come direttore dell’opera italiana. Per l’onomastico del Re di Prussia, Federico Guglielmo IV, compose una cantata: gli valse l’incarico di insegnare musica alle principesse nipoti del Re e di dirigere i concerti di corte. Seguirono viaggi a Dresda, in Polonia e in Russia, poi, nel 1846, Parigi, dove diresse l’orchestra del Teatro dell’Opera italiana.
Rientrato in Italia, si stabilì a Venezia. In San Marco fece eseguire una sua Messa da requiem per quattro voci e orchestra, e il 24 febbraio 1848 alla Fenice presentò l’Amleto. Piacque moltissimo, ma l’opera non fu replicata: le agitazioni politiche del momento facevano trascurare gli spettacoli. Nel marzo 1849 la Fenice eseguì un suo inno patriottico, Si resista ad ogni costo, davanti ai membri del governo provvisorio. Poi venne l’ultima, Elisabetta di Valois, con i versi di Francesco Maria Piave, il 16 febbraio 1850. Poi si dedicò quasi del tutto alla musica sacra. Nel 1855, alla morte del Maestro Perotti, gli succedette come Direttore della Cappella di San Marco, rinunciando ad altre cariche e possibilità maggiori.
Fu anche un maestro che lasciò traccia. Nel 1851 gli affidarono il giovanissimo Arrigo Boito, e fra i tanti allievi ebbe Riccardo Drigo. Nel 1866 la sua cantata Venezia liberata al suo re risuonò a Venezia davanti a Vittorio Emanuele II. Nel 1867, con altri musicisti, fondò la Società e Scuola musicale Benedetto Marcello, da cui nacque il Conservatorio che porta ancora quel nome. Nel 1868 Verdi lo invitò a comporre un pezzo della Messa per Rossini: Buzzolla scrisse l’attacco del Requiem aeternam, in sol minore, ma la Messa non fu eseguita come previsto. Le sue canzonette veneziane le giudicava insuperabili lo stesso Rossini, che se le godeva nel suo salotto di Passy.
Morì a Venezia il 20 marzo 1871 e riposa nel Cimitero di San Michele. Chi vuole ascoltarlo può cominciare dalle sue ariette veneziane, quasi tutte pubblicate da Ricordi: Il gondoliere, La farfala, Un ziro in gondola. Poi può entrare in San Marco, dove diresse la Cappella e dove furono eseguiti la sua Messa e il suo Requiem.
Dove riposa
Cimitero di San Michele, Venezia, Venezia (VE)
Cimitero di San Michele, Venezia
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Antonio Buzzolla (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani: Buzzolla, Antonio, di Giovanna Piscitelli Gonnelli, vol. 15 (1972) (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese: Antonio Buzzolla (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: File:Antonio Buzzolla.jpg (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
Immagine: Autore ignoto, circa 1840, pubblico dominio, Wikimedia Commons (ritagliata dalla Redazione)
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