Antonio Gramsci
Politico, Filosofo, Giornalista e Scrittore italiano
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroAntonio Gramsci nacque ad Ales, in Sardegna, il 22 gennaio 1891, quarto di sette figli: il padre Francesco era impiegato all’ufficio del Registro, la madre, Giuseppina Marcias, badava alla casa (Treccani). Per gli incarichi del padre la famiglia cambiò paese più volte e si fermò a Ghilarza nel 1898 (Wikipedia in italiano). Sempre Wikipedia in italiano racconta che a diciotto mesi il bambino mostrò i primi segni di una tubercolosi ossea, il morbo di Pott, che gli deformò la schiena per tutta la vita, e che i suoi, invece di portarlo da un medico, si affidarono alle superstizioni. Nel 1900 il padre fu condannato per irregolarità d’ufficio e perse lo stipendio; Giuseppina allevò i figli lavorando senza sosta.
Per portare qualcosa a casa, nell’estate fra la quarta e la quinta elementare andò con il fratello Gennaro a lavorare dieci ore al giorno all’ufficio del catasto di Ghilarza, sollevando registri più pesanti di lui (Wikipedia in italiano). Dal 1905 frequentò il ginnasio a Santu Lussurgiu: durante la settimana stava a pensione da una contadina e il sabato tornava a piedi, o in diligenza, fino a casa, diciotto chilometri più in là (stessa fonte). Nel 1911 si licenziò al liceo Dettori di Cagliari, dove aveva già cominciato a leggere la stampa socialista, e in ottobre vinse una borsa di studio del collegio Carlo Alberto che lo portò a Torino, a Lettere (Treccani). Si appassionò alla linguistica, e il professor Bartoli avrebbe voluto tenerlo all’università; Treccani nota che quegli studi lasciarono un segno duraturo nel suo modo di ragionare. Nel 1913, malandato di salute, non riuscì a sostenere nemmeno un esame. A Torino era diventato amico di Palmiro Togliatti, che come lui aveva vinto la borsa.
Lasciò gli studi e si mise a scrivere: fu redattore del Grido del popolo e dell’edizione piemontese dell’Avanti! (Treccani). Nell’aprile del 1919, con Togliatti, Angelo Tasca e Umberto Terracini, fondò L’Ordine nuovo, un settimanale nato come rassegna di cultura socialista che, per quasi due anni, gli prese tutte le energie (Treccani).

Il 21 gennaio 1921, a Livorno, nacque il Partito comunista d’Italia (Treccani). Nell’agosto del 1922, in un sanatorio vicino a Mosca, Gramsci conobbe Giulia Schucht, la futura moglie, che gli avrebbe dato due figli, Delio e Giuliano (Treccani). Alla fine del 1923 era a Vienna, con la salute malferma e il rimpianto di aver lasciato Giulia in attesa di un bambino (Wikipedia in italiano); nel 1924 fu eletto deputato (Treccani) e in agosto divenne segretario del suo partito (Wikipedia in italiano).
La sera dell’8 novembre 1926, a Roma, dopo una riunione con altri parlamentari, fu fermato e arrestato, malgrado l’immunità di cui godeva (Wikipedia in italiano). Passò più di due settimane a Regina Coeli e poi quarantaquattro giorni a Ustica, dove ritrovò Amadeo Bordiga, che insegnava francese ai confinati, ed Emilio Lussu, con il quale faceva lunghe passeggiate; l’amico Piero Sraffa gli aprì un credito per comprare libri in una libreria di Milano, e leggere gli alleviò la reclusione (stessa fonte). Il trasferimento a San Vittore durò diciannove giorni, lo tennero in catene, con la febbre e al freddo. A San Vittore restò dal 7 febbraio 1927 all’11 maggio 1928 (Treccani). Il processo cominciò a Roma il 28 maggio; il 4 giugno 1928 fu condannato a più di vent’anni di carcere (Treccani). Wikipedia in inglese attribuisce al pubblico ministero una frase rimasta famosa: per vent’anni bisognava impedire a quel cervello di funzionare.
Dal luglio del 1928 fu a Turi, in provincia di Bari, dove rimase fino al 19 novembre 1933 (Treccani). Wikipedia in italiano ricorda che la prima destinazione era Portolongone, all’Elba, ma una visita medica ne rivelò le condizioni e lo mandarono in Puglia. L’8 febbraio 1929 cominciò a riempire il primo dei suoi quaderni (Wikipedia in italiano). Il progetto, come lui stesso lo riassumeva in una lettera citata da Treccani, riguardava la storia italiana dell’Ottocento e i gruppi intellettuali, la teoria della storia e della storiografia, l’americanismo e il fordismo. In tutto i quaderni sono trentatré, ventuno scritti a Turi (Treccani).

La fotografia mostra una stanza bianca e spoglia: un letto con la coperta a righe, un tavolino di ferro con una catinella e un bicchiere di metallo, uno sgabello di legno. In quella stanza la lontananza di Giulia, ammalata, era un peso che Treccani descrive come doloroso; Tatiana Schucht, la sorella di lei, gli fu vicina con assiduità e affetto. Nel novembre del 1933, mentre in Europa si moltiplicavano gli appelli per la sua liberazione, le sue condizioni peggiorarono e lasciò Turi (Wikipedia in italiano). Il 7 dicembre fu ricoverato, sempre da detenuto, nella clinica Cusumano di Formia; il 25 ottobre 1934 ottenne la libertà condizionata e il 24 agosto 1935 fu trasferito a Roma, nella clinica Quisisana (Treccani; Wikipedia in italiano).
Secondo Wikipedia in italiano, il 25 marzo 1937 disse a Sraffa di voler andare in Unione Sovietica appena libero, cosa prevista per il 20 aprile. La sera del 25 aprile fu colpito da emorragia cerebrale (Treccani; Wikipedia in italiano). La stessa Wikipedia riferisce che al suo letto si presentarono un sacerdote e delle suore, e che Tatiana li fermò per lasciare in pace il moribondo. Morì a Roma il 27 aprile 1937 (Treccani; Wikipedia in italiano; Britannica); l’ora, le 4 e 10 del mattino, la dà solo Wikipedia in italiano. Tatiana mise in salvo i quaderni portandoli all’ambasciata sovietica; da lì, secondo Treccani, arrivarono a Mosca, a Giulia, alla fine del 1938.
Per sua volontà il corpo fu cremato, e se ne occupò il fratello Carlo; le ceneri furono inumate al Cimitero acattolico di Roma, dove si trovano ancora (Treccani). Wikipedia in italiano aggiunge particolari che non ho trovato altrove: il funerale si tenne il giorno dopo la morte, sotto un temporale, con una carrozza che seguiva la bara portando Carlo e Tatiana; la cremazione avvenne al Verano, l’urna restò lì e nell’estate del 1938 fu trasferita, a cura della cognata, al Cimitero acattolico.

In quella fotografia del 2012 la lapide è una stele di pietra chiara, alta, con il cognome in lettere scure e sotto «Ales 1891 · Roma 1937». Più in basso, sul basamento, si legge «Cinera Antonii Gramscii». Sul piano, tra le piante in vaso e un albero dal tronco chiaro, qualcuno ha lasciato sassolini e ciottoli.
Di quello che scrisse in carcere, le Lettere uscirono la prima volta nel 1947, in un’edizione parziale di 218 testi che l’edizione critica del 2020 ha portato a 511 (Wikipedia in italiano); i Quaderni furono pubblicati dal 1948 al 1951 e in edizione critica nel 1975 (Treccani). Aveva quarantasei anni.
Dove riposa
Cimitero acattolico di Roma (Roma)
Da dove viene quello che c'è scritto
- Treccani: Gramsci, Antonio, di Giuseppe Vacca (Dizionario Biografico degli Italiani) consultata il 23 ottobre 2026
- Treccani: Gramsci, Antonio (Enciclopedia on line) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikipedia in italiano: Antonio Gramsci consultata il 23 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese: Antonio Gramsci consultata il 23 ottobre 2026
- Encyclopaedia Britannica: Antonio Gramsci consultata il 23 ottobre 2026
- Wikidata: Antonio Gramsci (Q83003) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: Gramsci.png (autore ignoto, pubblico dominio) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: L'Ordine Nuovo 1920.jpg (pubblico dominio) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: Cella di Gramsci a Turi.JPG (Ferdinando Dubla, CC BY-SA 3.0) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: 2012-07-04 Roma tomba di Antonio Gramsci.jpg (Blackcat, CC BY-SA 3.0) consultata il 23 ottobre 2026
Immagine: Autore ignoto (primi anni Venti), pubblico dominio (da Wikimedia Commons) (Wikimedia Commons)
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