Antonio Vivaldi
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Antonio Vivaldi fu compositore e violinista veneziano, sacerdote per formazione e noto come "il Prete Rosso" per il colore dei capelli. Autore de Le quattro stagioni, tra le opere di musica classica più eseguite al mondo, diede forma stabile al concerto solistico in tre movimenti, un modello che influenzò compositori come Johann Sebastian Bach.
La vita
Nacque a Venezia il 4 marzo 1678, figlio di Giovanni Battista Vivaldi, barbiere e violinista, e di Camilla Calicchio. Nato prematuro e in pericolo di vita, fu battezzato in casa dalla levatrice; il battesimo solenne, rimandato in attesa che le condizioni migliorassero, si tenne solo il 6 maggio nella chiesa di San Giovanni in Bragora. Avviato alla carriera ecclesiastica, ricevette la tonsura nel 1693 e fu ordinato sacerdote il 23 marzo 1703. Soffriva fin da giovane di una forma cronica di asma o di angina, che secondo le fonti dell'epoca lo costrinse a interrompere quasi subito la celebrazione della messa.
Il primo settembre 1703 fu assunto come maestro di violino all'Ospedale della Pietà di Venezia, istituto che accoglieva ed educava musicalmente ragazze orfane o abbandonate. Vi lavorò, con alcune interruzioni, per gran parte della vita, componendo ed eseguendo con le allieve un numero molto alto di concerti. Nel 1711 pubblicò ad Amsterdam L'estro armonico, raccolta che diffuse il suo nome in Europa, seguita nel 1714 da La stravaganza. Nel 1725 uscì Il cimento dell'armonia e dell'inventione, che comprende Le quattro stagioni, oggi la sua opera più conosciuta.
Tra il 1718 e il 1721 fu maestro di cappella da camera alla corte del principe Filippo di Assia-Darmstadt a Mantova. Viaggiò molto per seguire le proprie opere: nel 1722 fu a Roma, dove fu ricevuto da papa Benedetto XIII, e nel 1728 incontrò a Trieste l'imperatore Carlo VI, che lo insignì di un'onorificenza e lo invitò a Vienna. Dal 1726 lavorò a stretto contatto con il contralto Anna Girò, sua allieva e interprete abituale, la cui presenza costante al suo fianco alimentò voci sulla natura del legame, mai chiarita dalle fonti. Nel 1737 il cardinale Tommaso Ruffo gli proibì di allestire un'opera a Ferrara, un episodio che segnò il declino della sua fortuna in Italia.
Tra la fine del 1739 e il 1740 si trasferì stabilmente a Vienna, forse contando ancora sulla protezione imperiale promessa anni prima. Ma Carlo VI morì nell'ottobre 1740 e i teatri della città chiusero per lutto, privando Vivaldi di ogni prospettiva concreta. Morì a Vienna il 27 luglio 1741, le fonti oscillano tra il 27 e il 28 luglio per la data esatta, a causa di un'infiammazione interna, in condizioni economiche modeste.
L'opera e ciò che resta
Vivaldi lasciò diverse centinaia di concerti, oltre a opere teatrali, musica sacra e cameristica. Fissò la forma del concerto solistico in tre movimenti che sarebbe diventata lo standard del periodo barocco e oltre, ed ebbe un'influenza diretta su Bach, che trascrisse per tastiera diversi suoi concerti. Dopo la morte la sua musica scomparve quasi ovunque dal repertorio corrente, salvo un interesse residuo in Inghilterra, e fu riscoperta pienamente solo nel Novecento: decisivo fu il ritrovamento, negli anni Venti, di un ampio fondo di manoscritti conservato a Torino, che ampliò enormemente il numero di composizioni note. Le quattro stagioni, quasi dimenticate per due secoli, sono oggi tra i brani di musica classica più eseguiti e riconosciuti al mondo.
Dove riposa
Vivaldi morì a Vienna in condizioni economiche modeste e fu sepolto il giorno seguente in una fossa comune nello Spitaller Gottsacker, il cimitero degli ospedali della città, con un funerale descritto dalle fonti dell'epoca come "dei poveri". Quel cimitero non esiste più: fu soppresso nell'Ottocento, e l'area dove sorgeva è oggi occupata dagli edifici centrali del Politecnico di Vienna, nei pressi della Karlskirche. Non esiste quindi una tomba fisica da visitare. Nel corso del Novecento, con la riscoperta della sua musica, sono state collocate targhe commemorative sul luogo della sepoltura e nei dintorni, oltre a un monumento a Rooseveltplatz e un ricordo sulla Musikmeile viennese: segni che compensano, senza sostituirla, l'assenza di una sepoltura riconoscibile.
Date da ricordare
- 1678: nasce a Venezia il 4 marzo
- 1703: entra come maestro di violino all'Ospedale della Pietà
- 1725: pubblica Il cimento dell'armonia e dell'inventione, con Le quattro stagioni
- 1740: si trasferisce definitivamente a Vienna
- 1741: muore a Vienna il 27 luglio, sepolto in una fossa comune poi scomparsa
1678–1741 · Compose Le quattro stagioni; codifico il concerto solistico barocco
Dove riposa
nessuna tomba: sepolto nello Spitaller Gottsacker di Vienna, cimitero demolito; oggi area del Politecnico di Vienna
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Antonio Vivaldi» consultata il 5 settembre 2026
- Treccani, «Antonio Vivaldi» consultata il 5 settembre 2026
Immagine: Unidentified painter, Public domain (Wikimedia Commons)
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