Arnaldo Pomodoro nacque in Romagna, primogenito di Antonio Pomodoro e Beatrice Luzzi, e fu il fratello maggiore di Giò, anche lui scultore. Studiò da geometra, poi all’inizio degli anni Cinquanta si dedicò alla scultura. Il suo linguaggio, informale, cambiò con i materiali: prima oro e argento per i gioielli, poi ferro, legno, cemento e infine il bronzo, che divenne la sua materia di fondo. Dal 1954 abitò e lavorò a Milano, vicino alla Darsena.
Nel 1961 e nel 1962 fece parte, con Lucio Fontana e altri, del gruppo «Continuità». Il 1962 è anche l’anno di La colonna del viaggiatore, realizzata per la mostra Sculture in città a Spoleto, curata da Giovanni Carandente: la prima opera di grandi dimensioni, che segnò il passaggio alla scultura volumetrica e fu donata alla città. Da lì vennero le sfere di bronzo che lo resero celebre, lucide e perfette fuori, spaccate in modo da mostrare dentro un meccanismo complesso.
Le sue opere sono state collocate in molte città: Disco solare davanti al Palazzo della Gioventù di Mosca (1991), Papyrus a Darmstadt (1992), la Lancia di luce a Terni e un’opera in memoria di Federico Fellini a Rimini (1995), il portale del Duomo di Cefalù (1998), il monumento funebre di Giorgio Bassani a Ferrara. Nel 1996 la Sfera con sfera, con un diametro di oltre tre metri, arrivò davanti all’ONU, a New York. Altre opere sono a Dublino, a Copenaghen, a Brisbane, a Los Angeles e ai Musei Vaticani.
Fra le grandi mostre personali: Parigi nel 1976, Palazzo dei Diamanti a Ferrara nel 1987, Hakone in Giappone nel 1994 e la Marlborough Gallery di New York nel 1996. Vinse tra l’altro il Premio Spoleto nel 1960, il Gran Premio Henry Moore in Giappone nel 1981 e il Praemium Imperiale per la scultura nel 1990; ebbe due Premi Ubu per le scenografie, per Genet e per Koltès, e la laurea honoris causa dal Trinity College.
Insegnò per un periodo nei dipartimenti d’arte di Stanford, della California, di Berkeley e del Mills College, e dal 1990 diresse a Pietrarubbia il Centro TAM, dedicato alla formazione dei giovani nel trattamento artistico dei metalli. Donò al CSAC dell’Università di Parma trentatré sculture e molte altre opere. Morì a Milano nel giugno 2025, il giorno prima di compiere novantanove anni; il Comune ha iscritto il suo nome al famedio del Cimitero monumentale. Lascia una scultura rigorosa, fatta di geometria e di mistero, che continua a invitare chi la guarda a cercare che cosa c’è dentro.
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Arnaldo Pomodoro consultata il 19 ottobre 2026
- Wikidata: Q594368 consultata il 19 ottobre 2026
- Notizia della morte consultata il 19 ottobre 2026
Immagine: Pino Montisci, Public domain (Wikimedia Commons)
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