Bruno Pizzul
Giornalista e Telecronista sportivo italiano
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroBruno Pizzul nacque a Udine, perché i genitori, di Cormons, preferirono una città per il parto, ma crebbe a Cormons e cominciò a giocare a pallone all’oratorio. In un’intervista del 2018 ricordò don Rino Cocolin, parroco e poi Arcivescovo di Gorizia, che riuscì a procurare un pallone per tutti i ragazzi del paese. Giocò nella Cormonese e nella Pro Gorizia, e nel 1958 il Catania lo ingaggiò in Serie B; poi l’Ischia e l’Udinese, finché un infortunio al ginocchio chiuse la carriera. Si laureò in giurisprudenza e insegnò lettere alle medie.
Nel 1969 la Rai lo assunse, dopo un concorso per radiotelecronisti riservato ai giovani laureati del Friuli-Venezia Giulia. Il debutto fu Juventus-Bologna, spareggio di Coppa Italia a Como, l’8 aprile 1970: arrivò con quindici minuti di ritardo e cominciò dal 16º minuto, perché la partita andava in differita. Raccontò la finale europea del 1972 a Bruxelles e nel 1973 il Milan vincitore della Coppa delle Coppe a Salonicco.
Dal Mondiale del 1986 fu la voce della Nazionale per la Rai, dopo il malore per l’altitudine di Nando Martellini. Commentò cinque Mondiali e quattro Europei, fino a Italia-Slovenia a Trieste nel 2002; AGI ricorda la sua voce nel gol di Schillaci a Italia ’90 e nel rigore di Baggio del 1994. Condusse Domenica Sprint dal 1976 al 1990, la Domenica Sportiva nel 1993-1994 con Simona Ventura e Amedeo Goria, e la moviola di 90º minuto dal 1990 al 1992.
Fuori dalla Rai commentò la Serie A su Gioco Calcio e su Cartapiù, e fu sua la telecronaca della prima partita in diretta sul digitale terrestre; dal 2022 fu su DAZN, nella rubrica Tutto molto bello. Commentò anche boxe, bocce, vela e canottaggio, di cui fu telecronista fisso dal 1971 al 1976.
Morì all’ospedale di Gorizia, a 86 anni. Il Giro d’Italia 2025 intitolò a lui la sua tappa friulana, e la prima Coppa Pizzul andò al Torino. Era sposato con Maria, che chiamava «la tigre», e aveva tre figli, fra cui Fabio e Silvia. Tifava Udinese e Torino, non prese mai la patente e si spostava in bicicletta.
AGI lo ha ricordato per la sobrietà e lo stile elegante, che ne fecero un simbolo di professionalità e misura in un’epoca in cui il giornalismo sportivo tendeva all’enfasi. Resta una voce riconoscibile e amata, legata alle «notti magiche» che seppe raccontare senza alzare i toni.
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Bruno Pizzul consultata il 19 ottobre 2026
- Wikidata: Q3547906 consultata il 19 ottobre 2026
- Notizia della morte consultata il 19 ottobre 2026
Immagine: Autore sconosciuto, Public domain (Wikimedia Commons)
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