Bruno Saetti
Pittore e Incisore
- Nascita
- Scomparsa
Riposa a Cimitero della Certosa, Bologna
Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroNel 1935 Bruno Saetti visitò Pompei e il Museo archeologico di Napoli e ne uscì stregato dalle antiche pitture sui muri. Aveva trentatré anni, un posto di insegnante a Venezia e già una buona fama di pittore a olio. Decise di imparare l’affresco e non lo lasciò più. Diventò così bravo in quell’arte che il governo giapponese lo invitò a parlarne all’Università di Tokyo.
Era nato a Bologna il 21 febbraio 1902. Il padre Riccardo era impiegato in uno zuccherificio, la madre Argia Pedrini restava a casa. Nel 1918 si iscrisse all’Accademia, ebbe come maestro di pittura Augusto Majani e all’inizio degli anni Venti frequentò anche un corso sull’affresco. Nel 1924 prese il diploma, nel 1927 tenne la prima mostra personale a Bologna e nel 1928 espose per la prima volta alla Biennale veneziana, dove portò Il giudizio di Paride. Quell’anno, il 29 settembre, sposò Dina Vancini, da cui ebbe un figlio e una figlia.
Nel 1930 ottenne una cattedra all’Istituto d’arte di Venezia e si trasferì in laguna. Dal 1939 insegnò pittura all’Accademia e dal 1950 al 1956 la diresse. Alla Biennale tornò quattordici volte, con sale personali e premi. Nel 1941 lavorò a un affresco per l’aula magna di Lettere dell’Università di Padova. La mondina fu una commissione dell’imprenditore Giuseppe Verzocchi, che raccoglieva quadri sul tema del lavoro: la dipinse nel 1949-1950 e oggi sta a Forlì, insieme a un autoritratto del pittore. Poi vennero le chiese. A Roma dipinse la cappella del Sacro Cuore in Sant’Eugenio, con affreschi e mosaici, e preparò i disegni per le vetrate di San Giovanni Bosco.
Dipingeva madri, nudi femminili, paesaggi con il sole e angeli. Nei Colloqui con l’angelo rilesse l’Annunciazione: due versioni stanno ai Musei Vaticani e alla Galleria d’arte moderna di Bologna. Non seguì le avanguardie e restò su un realismo espressivo, tenuto fermo da un forte rigore nella composizione. All’inizio degli anni Sessanta fece un mosaico di angeli per la chiesa dell’Autostrada del Sole, vicino a Firenze. Nel 1967 vinse il primo premio al concorso «Il muro dipinto» a Dozza con Il sole su muro rosso, e l’anno dopo il paese lo nominò cittadino onorario. Nel 1967 e nel 1970 andò in Giappone per mostre e corsi sull’affresco e sul mosaico.
Dal 1976 visse a Montepiano, sull’Appennino tosco-emiliano, nella Casa del Mulino che amava tanto. Nel 1982 il Comune di Vernio lo fece cittadino onorario. Nel 1981 Palazzo Strozzi, a Firenze, gli aveva dedicato un’antologica della sua pittura. Morì il 10 luglio 1984, a ottantadue anni. Le sue opere stanno oggi nei musei d’Italia e all’estero. Nel 2023 un suo autoritratto è entrato agli Uffizi.
Riposa alla Certosa di Bologna, nel Campo Carducci, in un monumento funebre che disegnò lui stesso: la sua tomba sta accanto a quella di Giorgio Morandi. Due pittori bolognesi vicini anche qui, Morandi con le sue bottiglie, Saetti con i suoi soli. Chi vuole vedere come dipingeva sui muri può andare a Bologna al MAMbo, il museo d’arte moderna della città, che conserva sue opere.
Dove riposa
Cimitero della Certosa, Bologna, Bologna (BO)
Certosa di Bologna, Campo Carducci, monumento funebre disegnato da lui, accanto a Giorgio Morandi
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Bruno Saetti (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani: Saetti, Bruno (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese: Certosa di Bologna (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
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A cura di Cimiteri.Online