Bud Spencer
Attore, Nuotatore e Pallanuotista italiano
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroCarlo Pedersoli nacque a Napoli il 31 ottobre 1929, nel rione di Santa Lucia, nello stesso palazzo in cui abitava, come amava ricordare, il futuro scrittore Luciano De Crescenzo (Sorrisi e Canzoni TV; Corriere dello Sport). Nel 1940, a undici anni, si trasferì con la famiglia a Roma, ai Parioli (Corriere dello Sport). Ma l’acqua era venuta prima. Ultimo Uomo racconta che a Seiano, nel 1933, un bambino di quattro anni fu gettato in mare con una corda legata addosso, metodo sbrigativo per insegnargli a cavarsela: invece di spaventarsi, lui si mise a nuotare con calma.
A Roma quel ragazzo, già alto e potente, diventò un nuotatore vero. Entrò nella Lazio e nel 1950, a Salsomaggiore, in una vasca da venticinque metri, scese sotto il minuto nei cento stile libero: fu il primo italiano a farlo (Corriere dello Sport; Sorrisi e Canzoni TV; Libreriamo). Ultimo Uomo ricostruisce la scena: il tempo di 59″7 non fu convalidato perché mancavano i giudici ufficiali, e il giorno dopo Carlo dovette rifare la gara, chiudendo in 59″5. Sempre secondo quel racconto, a farlo infuriare era stato un campione dell’epoca, che sulla pedana lo aveva liquidato con un «Chi è quel napoletano lì?». Fu sette volte campione italiano sui cento (it.wikipedia; Ultimo Uomo) e nel 1951 vinse un argento ai Giochi del Mediterraneo (Olympedia; Insella).

Olympedia lo registra alle Olimpiadi di Helsinki del 1952, nei cento stile libero, con 58″9 e un posto in semifinale, e annota che aveva già debuttato nel cinema con una particina in Quo vadis, dove faceva una guardia romana (Il Fatto Quotidiano; Sorrisi e Canzoni TV). A Melbourne, nel 1956, risulta sedicesimo sulla stessa distanza (Olympedia). Giocava anche a pallanuoto, centroboa nella Lazio: ebbe un titolo italiano e l’oro ai Giochi del Mediterraneo di Barcellona, nel 1955 (Olympedia; Ultimo Uomo).
Prima di tutto questo c’era stato il Sudamerica. Nel gennaio 1947, spiega it.wikipedia, la famiglia partì per il continente e Carlo dovette lasciare l’università, dove a diciassette anni si era iscritto a Chimica (Corriere dello Sport). Per qualche anno fece mestieri diversi: il Corriere dello Sport elenca l’operaio, il bibliotecario e il segretario d’ambasciata; it.wikipedia precisa che in Argentina fu bibliotecario del River Plate e a Montevideo segretario nell’ambasciata italiana. Quando tornò a Roma riprese a studiare, questa volta Giurisprudenza, e la laurea la prese davvero (Olympedia; Corriere dello Sport), mentre le gare continuavano.
Poi, dopo Melbourne, si stufò della vita da atleta e ripartì. Ultimo Uomo lo mette in Venezuela, per nove mesi, a lavorare alla costruzione della Panamericana (anche it.wikipedia). Nel 1960 era di nuovo a Roma e scriveva canzoni, con un discreto successo (Corriere dello Sport). Il cinema, per lui, erano stati fino ad allora ruoli piccoli: il più ricordato è quello del fidanzato manesco in Un eroe dei nostri tempi, di Monicelli, nel 1955, contro Alberto Sordi (Corriere dello Sport; Sorrisi e Canzoni TV).
La svolta arrivò nel 1967 con Giuseppe Colizzi e il western Dio perdona… io no! (Corriere dello Sport). Pedersoli esitò: it.wikipedia racconta che chiedeva quattro milioni di lire e gliene offrivano uno, mentre Il Fatto Quotidiano parla di cambiali da pagare e il Corriere dello Sport di richieste economiche che prima lo fecero scartare. Poi nessun altro aveva la sua stazza, e il regista lo richiamò. Si girava ad Almería, in Spagna. Il compagno previsto, Peter Martell, si era rotto un piede la sera prima di partire (it.wikipedia; Ultimo Uomo), e fu chiamato un giovane attore dagli occhi azzurri, Mario Girotti. I due nomi suonavano troppo italiani per un western destinato ai mercati stranieri, e furono cambiati: Pedersoli scelse Bud, dalla birra, e Spencer, per l’ammirazione verso Spencer Tracy (Corriere dello Sport; it.wikipedia). Girotti divenne Terence Hill.
Il resto fu Lo chiamavano Trinità…, il film di E.B. Clucher, cioè Enzo Barboni, uscito il 22 dicembre 1970 (Sky TG24; Corriere dello Sport). L’idea era sostituire le sparatorie con le scazzottate, e nacque quello che Sky TG24 chiama il «fagioli western». La scena che tutti ricordano è l’inizio, con Terence Hill che divora una padella di fagioli e ripulisce il fondo col pane: Movieplayer racconta che la fece in un colpo solo, dopo un digiuno di cui le fonti danno durate diverse, da 24 a 48 ore (Sky TG24; Movieplayer). Bud faceva il fratello grande e silenzioso, quello che risolve i problemi con un pugno a martello dall’alto, diventato il suo marchio (Corriere dello Sport; it.wikipedia). In Germania il successo fu enorme (Il Fatto Quotidiano; it.wikipedia). Insieme girarono diciotto film (Sorrisi e Canzoni TV).
Da solo fu il commissario di Piedone lo sbirro, con Steno alla regia (Corriere dello Sport; Il Fatto Quotidiano; it.wikipedia), e il commissario Rizzo tornò in altri tre film (Il Fatto Quotidiano). Sorrisi e Canzoni TV ricorda fra i suoi personaggi anche Banana Joe. Eppure, quando parlava del suo lavoro, ammetteva un po’ di amarezza: in Italia, diceva, lui e Hill non avevano mai ricevuto un premio e nessuno li invitava ai festival (Corriere dello Sport; Insella).

Intanto aveva trovato un’altra passione, il volo. Olympedia lo definisce pilota di linea e di elicotteri, e Il Messaggero ricorda che nel 1976 si iscrisse in marzo alla scuola di pilotaggio dell’aeroporto di Foligno e in agosto conseguì il brevetto di pilota civile di primo grado, superando tutte le prove. Fu tra i fondatori della compagnia aerea Mistral Air (Olympedia; it.wikipedia; Joyn).
E c’era la musica. Dune Buggy, il pezzo degli Oliver Onions per …altrimenti ci arrabbiamo!, sarebbe stata la colonna sonora del suo addio (Il Fatto Quotidiano; Corriere Roma). Secondo it.wikipedia, pur dicendo di non saper suonare, nel 1977 scrisse alcuni brani per Lo chiamavano Bulldozer.
Morì lunedì 27 giugno 2016, a Roma, a 86 anni. Lo annunciò all’ANSA il figlio Giuseppe: il padre se n’era andato serenamente alle 18.15, senza soffrire, con la famiglia attorno, e l’ultima parola era stata «grazie» (Corriere dello Sport; Sorrisi e Canzoni TV). Sul luogo preciso le fonti non concordano, e nessuna dà una causa: non le scrivo. Il 29 giugno la camera ardente fu allestita nella sala della Protomoteca, in Campidoglio (Libreriamo; Panorama; Joyn): Panorama racconta le file e una scatoletta di fagioli posata accanto alla bara.
I funerali si tennero il 30 giugno, a mezzogiorno, nella basilica di Santa Maria in Montesanto, a piazza del Popolo, detta chiesa degli Artisti (Libreriamo; Il Fatto Quotidiano; Panorama). La bara fu accolta da un lungo applauso e da uno striscione con una frase di film, sugli angeli che mangiano fagioli (Il Fatto Quotidiano). Una piccola banda e cinque coristi suonarono Dune Buggy (Il Fatto Quotidiano; Corriere Roma), e all’uscita la folla gridò «Bulldozer». Terence Hill raccontò di aver saputo della morte mentre era ad Almería, nello stesso luogo del loro primo incontro, e di Bud che ripeteva sempre una frase: «non abbiamo mai litigato». Per Hill era la prova del loro affetto (Il Fatto Quotidiano; Panorama).

È sepolto nel Cimitero del Verano, a Roma: lo dicono it.wikipedia, en.wikipedia e Joyn, che indicano l’area dell’ingresso di Portonaccio. Chi va a trovarlo vede una lastra con il suo nome, le date, una fotografia, e quello che i visitatori vi lasciano: sciarpe, bandiere, scatolette di fagioli.
Dove riposa
Cimitero del Verano (Campo Verano), Roma
Da dove viene quello che c'è scritto
- Olympedia: Carlo Pedersoli consultata il 23 ottobre 2026
- Olympedia: Helsinki 1952, 100 metri stile libero uomini consultata il 23 ottobre 2026
- Corriere dello Sport, 27 giugno 2016: Il cinema e lo sport sono in lutto, è morto Bud Spencer consultata il 23 ottobre 2026
- Sorrisi e Canzoni TV: Bud Spencer è morto, aveva 86 anni consultata il 23 ottobre 2026
- Il Fatto Quotidiano, 28 giugno 2016: Bud Spencer morto, dall'esordio in Quo Vadis alla coppia con Terence Hill consultata il 23 ottobre 2026
- Il Fatto Quotidiano, 30 giugno 2016: Funerali Bud Spencer, Terence Hill consultata il 23 ottobre 2026
- Panorama: Bud Spencer, addio e funerali (foto) consultata il 23 ottobre 2026
- Libreriamo: Bud Spencer, l'ultimo saluto in piazza del Popolo a Roma consultata il 23 ottobre 2026
- Corriere della Sera, Roma: Bud Spencer, folla commossa ai funerali (fotogallery) consultata il 23 ottobre 2026
- Insella: È morto Bud Spencer, il re delle scazzottate consultata il 23 ottobre 2026
- Ultimo Uomo: Prima di Bud Spencer, di Valerio Coletta consultata il 23 ottobre 2026
- Il Messaggero: Foligno, nel 1976 Bud Spencer conseguì il brevetto da pilota consultata il 23 ottobre 2026
- Sky TG24: Lo chiamavano Trinità, 50 anni fa usciva il film consultata il 23 ottobre 2026
- Movieplayer: Lo chiamavano Trinità e il segreto dei fagioli consultata il 23 ottobre 2026
- Joyn: Bud Spencers 10. Todestag, hier liegt die Legende begraben consultata il 23 ottobre 2026
- Wikipedia in italiano: Bud Spencer consultata il 23 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese: Bud Spencer consultata il 23 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: Bud Spencer consultata il 23 ottobre 2026
Immagine: Mr.Bud (7 dicembre 2009), CC BY 3.0 (Wikimedia Commons)
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