Camillo Benso, conte di Cavour
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Camillo Benso, conte di Cavour, fu il primo presidente del Consiglio del Regno d'Italia. Più che un condottiero, fu un artefice diplomatico: costruì l'unità italiana attraverso alleanze internazionali, riforme economiche e un uso spregiudicato della politica estera, non attraverso le armi. Morì poche settimane dopo aver visto proclamato il regno unitario, senza vederne compiuto il disegno fino a Roma capitale.
La vita
Nacque a Torino il 10 agosto 1810, secondogenito di una famiglia aristocratica piemontese, figlio del marchese Michele Benso e di Adele de Sellon, di origine ginevrina e calvinista. Fu avviato alla carriera militare all'Accademia di Torino e prestò servizio come ufficiale del genio, ma lasciò l'esercito nel 1832 per dedicarsi alla gestione delle proprietà di famiglia, in particolare la tenuta di Leri, dove introdusse metodi agricoli moderni che in pochi anni triplicarono la produzione di mais. Viaggiò a lungo in Francia e in Inghilterra, dove maturò simpatie per il liberalismo economico e per il modello parlamentare britannico, e a Torino fondò nel 1841 la Società del Whist, un circolo che divenne punto d'incontro dell'aristocrazia liberale piemontese. Nel 1847 fondò con Cesare Balbo il giornale "Il Risorgimento", a sostegno di una costituzione per il Regno di Sardegna, concessa l'anno dopo con lo Statuto Albertino. Entrò in Parlamento nel 1848 e ricoprì gli incarichi di ministro dell'Agricoltura e Commercio e poi delle Finanze tra il 1850 e il 1852, prima di diventare presidente del Consiglio del Regno di Sardegna il 4 novembre 1852.
Da quella carica costruì la propria strategia: modernizzò l'economia piemontese con trattati di libero scambio e con la costruzione di ferrovie, e portò il piccolo regno sardo a partecipare alla guerra di Crimea nel 1855, ottenendo così, al Congresso di Parigi del 1856, la possibilità di porre per la prima volta la questione italiana davanti alle potenze europee. Nel 1858, all'incontro segreto di Plombières, si accordò con Napoleone III per una guerra congiunta contro l'Austria, combattuta nel 1859: ne seguirono l'annessione della Lombardia e, l'anno dopo, di Toscana, Emilia e Romagna, mentre Nizza e Savoia passavano alla Francia. Gestì con cautela e qualche attrito la Spedizione dei Mille di Garibaldi nel 1860, favorendo poi l'annessione del Regno delle Due Sicilie tramite plebisciti. Il 17 marzo 1861 vide proclamato il Regno d'Italia e ne divenne il primo presidente del Consiglio. Morì a Torino il 6 giugno 1861, a cinquant'anni, per le conseguenze di una malattia improvvisa.
L'opera e ciò che resta
L'eredità di Cavour è soprattutto un metodo: l'idea che l'unità italiana si potesse costruire per via diplomatica, attraverso alleanze, trattati commerciali e un'attenta gestione dell'opinione delle grandi potenze, più che per sollevazione popolare. Fu tra i primi statisti italiani a capire l'importanza delle infrastrutture, in particolare delle ferrovie, e della finanza pubblica come strumenti di crescita nazionale. Le sue riforme economiche, dal libero scambio alla riorganizzazione del bilancio, anticiparono l'assetto liberale del Regno d'Italia per i decenni successivi. Ebbe rapporti difficili sia con Garibaldi sia con Mazzini, entrambi diffidenti verso il suo moderatismo monarchico, ma fu proprio la combinazione tra l'iniziativa garibaldina e la sua abilità diplomatica a rendere possibile l'unificazione nei tempi in cui avvenne. Non vide mai Roma capitale, obiettivo raggiunto solo nel 1870, quasi dieci anni dopo la sua morte.
Dove riposa
Riposa nella cappella funeraria di famiglia, nel Castello di Santena, vicino Torino, dove i Benso di Cavour avevano le loro proprietà. È una sepoltura privata e familiare, coerente con l'origine aristocratica del personaggio, ben diversa dalle tombe monumentali di altri protagonisti del Risorgimento come Mazzini o Garibaldi. Il castello e il parco di Santena, tuttora legati alla memoria della famiglia, conservano oggi documenti, cimeli e la cappella stessa, meta di visite per chi vuole ripercorrere la storia dello statista lontano dalla scena pubblica in cui operò per tutta la vita.
Date da ricordare
- 1810: nasce a Torino
- 1852: diventa presidente del Consiglio del Regno di Sardegna
- 1858: accordo di Plombières con Napoleone III
- 1861: proclamazione del Regno d'Italia, ne è il primo presidente del Consiglio
- 1861: muore a Torino, il 6 giugno

1810–1861 · Primo presidente del Consiglio del Regno d'Italia, artefice diplomatico dell'Unita
Dove riposa
Cappella funeraria di famiglia, Castello di Santena, Santena (TO)
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Camillo Benso, conte di Cavour» consultata il 5 settembre 2026
- Treccani, «Camillo Benso conte di Cavour» consultata il 5 settembre 2026
Immagine: Antonio Ciseri, Public domain (Wikimedia Commons)
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