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Carlo Galli

Calciatore e Dirigente sportivo italiano

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Chi era

Giancarlo Galli, per tutti Carlo, nato a Montecatini Terme il 6 marzo 1931 e morto a Roma il 6 novembre 2022 a novantuno anni, è stato un calciatore e poi dirigente sportivo italiano. Giocava da centravanti. Lo si ricorda per il colpo di testa, che gli valse il soprannome di «testina d’oro», per due scudetti con il Milan e per un primato rimasto in piedi fino a oggi: le cinque reti che segnò alla Lazio in una sola partita di campionato, il 13 aprile 1958, restano il massimo di un giocatore rossonero in una gara di Serie A.

Gli inizi a Montecatini

Prima di fare del pallone un mestiere faceva l’ascensorista in un hotel di Montecatini, come ricorda la Wikipedia italiana. Il calcio era già in famiglia: lo zio Remo giocava. Galli si formò nella squadra del paese, la Valdinievole Montecatini, dove secondo la Wikipedia tedesca entrò in prima squadra nel 1946. Passò poi per due stagioni al Cascina.

La svolta arrivò nel 1949 e si chiama Giuseppe «Gipo» Viani, un allenatore che aveva conosciuto a Lucca. Quell’estate Viani prese la guida del Palermo e chiese di avere con sé il giovane attaccante: Galli lasciò il Cascina per la Sicilia. Per buona parte della carriera i suoi passi seguirono quelli di Viani, che secondo la Wikipedia italiana contribuì in modo decisivo a farne un centravanti capace di sfruttare il gioco aereo.

Palermo

Esordì in Serie A l’8 dicembre 1949. Dieci giorni dopo, il 18 dicembre, nella vittoria per 2 a 1 contro la Lazio, segnò i suoi primi gol nel massimo campionato. Chiuse quella stagione con 8 reti in 21 partite, e ne mise a segno altrettante nella seguente (le cifre sono dell’archivio statistico RSSSF). Il 5 novembre 1950, nella partita vinta per 8 a 0 contro la Pro Patria, ne firmò quattro.

La Roma, tra la serie B e il soprannome

Nel 1951 la Roma era appena retrocessa in serie B e cercava una risalita immediata. Puntò su giovani, e prese insieme Viani e Galli. In attacco il ragazzo di Montecatini formò un reparto nuovo con Lorenzo Bettini. Secondo il sito della società, l’esordio con la maglia giallorossa, il 9 settembre 1951 contro il Fanfulla, fu subito da protagonista: due gol in sedici minuti. La Roma vinse il campionato cadetto 1951-52 e Galli fu il miglior marcatore della squadra, con 13 reti per la Wikipedia italiana e per l’RSSSF, 12 per la Roma.

Sempre secondo la Roma, il soprannome di «testina d’oro» nacque nell’ottobre 1951: contro il Treviso, nei minuti di recupero, anziché colpire forte di testa un cross, Galli accompagnò il pallone con un tocco morbido che scavalcò il portiere. Più tardi, raccontò il segreto della sua tecnica: staccare di destro, prendere la palla con la fronte e indirizzarla verso il basso, perché più è bassa, più è difficile per il portiere. La Wikipedia italiana ricollega invece il soprannome già al periodo palermitano, e l’inglese ne cita altri due: «Carletto» e «esile giunco», per il fisico slanciato.

Quando Viani passò al Bologna, nell’estate 1952, Galli scelse di restare a Roma. Vi giocò fino al 1956, con 123 presenze e 53 reti in campionato (RSSSF) e 125 partite con 55 gol in tutte le gare ufficiali secondo la società. Il sito della Roma ricorda anche un episodio di quando era ragazzo: a Montecatini, secondo quel racconto, vide stramazzare per un attacco di cuore il capitano giallorosso Attilio Ferraris, e quattro anni dopo firmava per la sua stessa squadra. Il Presidente Renato Sacerdoti, nel momento della cessione al Milan, lo salutò con affetto in assemblea, ricordando i due gravi infortuni che Galli aveva patito al servizio della Roma, e i soci si alzarono ad applaudirlo.

A Roma trovò anche la moglie. Sposò la figlia del professor Gaetano Zappalà, che la Wikipedia italiana definisce un luminare degli interventi al menisco e il sito della Roma il medico del club.

Il Milan e due scudetti

Nel 1956 Galli lasciò la Roma in uno scambio con lo svedese Gunnar Nordahl, ormai maturo, che andò nella capitale; a Milano ritrovò Viani. Nelle cinque stagioni in maglia rossonera giocò 112 partite di Serie A e fece 47 gol, vincendo il campionato 1956-57 e quello 1958-59. L’RSSSF elenca 14 reti nel primo anno e 12, in sole 14 presenze, nel secondo. In tutte le competizioni il sito del Milan conta 128 partite e 57 gol.

La giornata più celebre fu quella del 13 aprile 1958: a San Siro il Milan batté la Lazio per 6 a 1. Cinque dei sei gol furono suoi. La scheda del Milan le definisce indimenticabili. Galli fa parte anche della Hall of Fame del club, come riporta la Wikipedia inglese.

Udinese, Genoa, Lazio

Dopo il Milan ebbe una breve parentesi all’Udinese, otto partite fino al novembre 1961, e passò al Genoa, con cui vinse il campionato di Serie B 1961-62 e la Coppa delle Alpi. Sull’anno della coppa le fonti non coincidono: il palmarès della Wikipedia italiana ne elenca due, 1962 e 1964, la Wikipedia inglese indica il 1964, Lazio Stories il 1962. A Genova rimase fino al 1963.

Nell’estate di quell’anno la Lazio cercava un centravanti. Secondo Lazio Stories, Galli era in vacanza quando lo cercarono, ma la famiglia viveva a Roma e accettò. Segnò all’esordio proprio contro il Milan, diventò un punto di riferimento della squadra e a volte giocò anche in difesa. Racconta lo stesso sito che il Presidente Angelo Miceli, a Natale, gli propose un contratto più lungo senza indicare la cifra, e che Galli non volle un aumento: disse che era stata la Lazio a riportarlo alla vita che amava. Con la maglia biancoceleste fece 39 presenze e 4 gol. Chiuse nel 1966 la carriera di serie A.

In nazionale

Con la nazionale maggiore giocò 13 partite e segnò 5 reti, tra il 1953 e il 1959. Esordì il 17 maggio 1953 a Roma, nella sconfitta per 3 a 0 con l’Ungheria (la Wikipedia francese dà il 14 maggio). Al Mondiale del 1954 in Svizzera il commissario tecnico Lajos Czeizler lo convocò. Galli giocò le due partite del girone, con la Svizzera padrona di casa e con il Belgio, e nel 4 a 1 sui belgi segnò il gol del 2 a 0; nello spareggio perso con la Svizzera per 4 a 1 non scese in campo. L’ultima delle sue 13 presenze è del 1° novembre 1959, nella sconfitta per 2 a 1 con la Cecoslovacchia. Fece parte anche della nazionale militare e della nazionale B, con cui vinse la Coppa del Mediterraneo 1950-53; la Wikipedia italiana ricorda un suo gol decisivo, l’11 dicembre 1953 a Istanbul, nella vittoria per 1 a 0 della B sulla Turchia.

Dirigente e poi uomo di corse

Dopo il ritiro lavorò per la Lazio come direttore sportivo, fino al campionato 1970-71, e si occupò soprattutto di scovare giovani. Lazio Stories gli attribuisce la scoperta di Giorgio Chinaglia, che portò a Roma. In seguito aprì con Nello Governato e Ferruccio Mazzola un’agenzia ippica, oltre a una sala corse a Montecatini Terme.

La morte

La sua casa era a Roma, in Collina Fleming, e lì si spense il 6 novembre 2022, a novantun anni. La data compare sulla Wikipedia in italiano, inglese, francese e tedesco, su Wikidata e nella scheda biografica di Lazio Stories; il giorno dopo, il 7 novembre, la Roma gli dedicò sul proprio sito un ricordo, definendolo un attaccante molto amato dai tifosi nei primi anni Cinquanta. Non abbiamo trovato una fonte che dica dove sia sepolto.

La carriera

  • 1949-1951: Palermo, in Serie A.
  • 1951-1956: Roma, con la promozione dalla serie B nel 1952.
  • 1956-1961: Milan, scudetti nel 1957 e nel 1959.
  • 1961: Udinese, otto partite.
  • 1961-1963: Genoa, serie B 1961-62 e Coppa delle Alpi.
  • 1963-1966: Lazio.
  • 1953-1959: 13 presenze e 5 gol con la nazionale; Mondiali del 1954 in Svizzera.
  • Fino al 1971: direttore sportivo della Lazio.

Date da ricordare

  • 6 marzo 1931: nasce a Montecatini Terme.
  • 8 dicembre 1949: esordio in Serie A con il Palermo.
  • 9 settembre 1951: primo incontro ufficiale con la Roma.
  • 17 maggio 1953: esordio in nazionale.
  • 1954: Mondiali in Svizzera, un gol al Belgio.
  • 13 aprile 1958: cinque reti alla Lazio.
  • 1 novembre 1959: ultima presenza in nazionale.
  • 6 novembre 2022: muore a Roma.

1931–2022

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: RamblerBiondo at the Italian Wikipedia project., Public domain (Wikimedia Commons)

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