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Chulalongkorn

Sovrano thailandese

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Il rito

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Chi era

Chulalongkorn, noto anche come Rama V, fu Re del Siam, l’attuale Thailandia, dal 1868 alla morte, avvenuta a Bangkok il 23 ottobre 1910. Appartenne alla dinastia Chakri e regnò per oltre quattro decenni, mentre i vicini del suo paese cadevano uno dopo l’altro sotto il dominio britannico e francese. Britannica lo ricorda come il sovrano che evitò la dominazione coloniale e avviò riforme di vasta portata. In Thailandia è chiamato Phra Piya Maharat, il grande e amato re. Fu anche il primo sovrano siamese a visitare l’Europa, e in Italia lasciò una traccia che si vede ancora nelle architetture di Bangkok.

Infanzia e famiglia

Nacque il 20 settembre 1853 a Bangkok, dentro il Grande Palazzo, figlio del Re Mongkut e della Regina Debsirindra. Le fonti non concordano sul posto che occupava fra i figli del sovrano: per Britannica era il nono maschio, ma il primo nato da una Regina, e per questo fu riconosciuto come erede; Wikipedia in inglese precisa che non era né il primo figlio né il primogenito di Mongkut, ma il primo nato da Debsirindra. Il padre lo tenne accanto a sé fin dai sette anni, nelle faccende quotidiane del governo.

Formazione

L’istruzione di Chulalongkorn ebbe due volti. Maestri di corte gli insegnarono buddhismo, pali, cronache storiche, rituali, scrittura siamese, comando militare e scherma; nel 1866, secondo la tradizione reale, trascorse sei mesi da novizio nel monastero di Wat Bawonniwet. Precettori occidentali gli trasmisero scienze, inglese e francese, e fra loro ci fu Anna Leonowens, che tra il 1862 e il 1867 seguì lui e alcuni fratelli; la sua esperienza ispirò più tardi il film «Anna e il Re del Siam».

Nel 1868 accompagnò il padre nel sud del paese, nei pressi di Hua Hin, per osservare l’eclisse di sole del 18 agosto, che Mongkut aveva previsto con calcoli esatti. Entrambi contrassero la malaria. Mongkut morì a Bangkok il primo ottobre 1868 secondo Wikipedia in italiano e in inglese, mentre Wikipedia in tedesco indica il 18 ottobre.

Chulalongkorn in una fotografia degli anni Settanta dell'Ottocento
Chulalongkorn in una fotografia degli anni Settanta dell'Ottocento — Bourne & Shepherd, Public domain. Wikimedia Commons

La reggenza e l’incoronazione

Il principe aveva quindici anni. Un consiglio di prelati, principi e nobili lo scelse come successore, e il potere fu esercitato fino al 1873 dal reggente Chuang Bunnag, primo ministro del padre e capo della potente famiglia Bunnag. Il reggente fece nominare viceré, o «Palazzo Davanti», un cugino del giovane re, il Principe Vichaichan, nella speranza di avere un alleato nel caso il sovrano gli si fosse opposto (Wikipedia in inglese).

Gli anni della reggenza furono anche anni di apprendistato. Nel 1871 Chulalongkorn visitò Singapore e Giava, e nel 1872 l’India britannica, per osservare da vicino l’amministrazione coloniale. Raggiunta la maggiore età, fu incoronato di nuovo il 16 novembre 1873 e prese in mano il governo.

I primi anni di regno e la crisi del Palazzo Davanti

La prima mossa fu togliere ai nobili il controllo delle entrate: nel giugno 1873 istituì un ufficio incaricato di riscuotere le imposte, per ridurre il peso della famiglia Bunnag. Nel 1874 creò un Consiglio di Stato con funzione legislativa e un consiglio privato, ispirato a quello britannico, con membri scelti dal Re.

L’aristocrazia e il Palazzo Davanti, che disponeva di un terzo delle entrate nazionali, reagirono con ostilità. La notte del 28 dicembre 1874, durante un incendio vicino al deposito di polvere da sparo nel palazzo reale, le truppe del Palazzo Davanti arrivarono in armi «per aiutare a spegnerlo»; fu loro negato l’ingresso, ma l’episodio mostrò quanta forza avessero i nobili. Il viceré cercò rifugio presso il console britannico, e l’intervento britannico e l’ostilità dei conservatori ridimensionarono il sovrano. Per circa dieci anni le riforme rimasero ferme.

Chulalongkorn usò quel tempo per costruirsi una squadra di fratelli e giovani funzionari capaci. Nel 1885, alla morte del viceré, abolì la carica di Palazzo Davanti e introdusse quella di Principe ereditario, secondo l’uso occidentale. Il primo a ricoprirla fu il figlio Vajirunhis, morto di tifo nel gennaio 1895 a sedici anni; gli subentrò il fratello Vajiravudh, allora studente in Inghilterra.

Le riforme

A metà degli anni Ottanta alcuni funzionari siamesi in Europa e alcuni fratelli del Re gli chiesero di trasformare il Siam in una monarchia costituzionale. Il re rispose che i tempi non erano maturi e che le riforme le stava già facendo lui. Nel 1887 fondò l’Accademia militare reale e un ministero della Difesa, e il primo aprile 1892 entrò in vigore il governo di dodici ministeri, affidati in larga parte a fratelli e giovani ufficiali. Britannica sintetizza l’effetto: finì l’amministrazione arbitraria, cessò l’autonomia delle province periferiche e si affermò il principio di una legge uguale per tutti.

Un ruolo centrale ebbe il fratellastro Damrong Rajanubhab, a capo dell’Interno, che sostituì le antiche province con circoscrizioni chiamate monthon, rette da funzionari inviati da Bangkok: finì così il potere ereditario dei signori locali. Nella giustizia il Re abolì i metodi di tortura tradizionali e introdusse un codice di impronta occidentale, con l’aiuto del consigliere belga Gustave Rolin-Jaequemyns.

Già nel 1873 un editto aveva abolito l’obbligo di prostrarsi davanti ai superiori: bastava un inchino. Seguirono il telegrafo, le ferrovie (Wikipedia in tedesco ricorda 774 chilometri di binari alla morte del Re), la prima centrale elettrica e, nel 1899, una scuola per futuri funzionari da cui nel 1917 nacque la prima università del paese, intitolata a lui.

La riforma più discussa riguardò la schiavitù. Secondo Wikipedia in inglese, Chulalongkorn procedette per gradi, per evitare uno scontro come quello della guerra civile americana: nel 1874 stabilì che gli schiavi domestici nati dal 1867 sarebbero stati liberi a ventun anni, e nel 1905 una legge ne decretò la fine in ogni forma. Nello stesso anno introdusse la leva militare.

La sala del trono Ananta Samakhom a Bangkok, edificata su progetto di architetti italiani
La sala del trono Ananta Samakhom a Bangkok, edificata su progetto di architetti italiani — BrianAdler, Public domain. Wikimedia Commons

Le potenze europee e i confini del Siam

Salvare l’indipendenza costò territori. Quando la Francia, padrona dell’Indocina, reclamò le terre laotiane a est del Mekong, nel 1893 le sue navi da guerra si presentarono davanti a Bangkok; Britannica data lo scontro al 1892. Il Siam dovette cedere, pagare un indennizzo e accettare per anni l’occupazione francese di Chanthaburi e Trat. Wikipedia in italiano scrive che il Re rimase deluso dai britannici, da cui aveva sperato appoggio, e che visse un anno di profondo sconforto.

Altre cessioni seguirono: nel 1904 e nel 1907 province laotiane e cambogiane alla Francia, nel 1909 alla Gran Bretagna quattro sultanati malesi, cioè Terengganu, Perlis, Kelantan e Kedah. Quei trattati fissarono i confini oggi in vigore. Britannica sottolinea che il Re seppe bilanciare le potenze l’una contro l’altra e ottenne di essere trattato da pari dai sovrani europei.

I viaggi in Europa e in Italia

Nel 1897 Chulalongkorn lasciò Bangkok il 7 aprile a bordo dello yacht reale Maha Chakri, affidando la reggenza alla Regina Saovabha. Fu il primo sovrano siamese a compiere un viaggio simile, e voleva che l’Europa riconoscesse il Siam come potenza indipendente. La prima tappa fu l’Italia: il 14 maggio sbarcò a Venezia, e il giorno dopo lo si vede in gondola insieme al Principe Tommaso, Duca di Genova.

Il re Chulalongkorn e il principe Tommaso di Savoia, duca di Genova, in gondola a Venezia, il 15 maggio 1897
Il Re Chulalongkorn e il Principe Tommaso di Savoia, Duca di Genova, in gondola a Venezia, il 15 maggio 1897 — พระบาทสมเด็จพระจุลจอมเกล้าเจ้าอยู่หัว รัชกาลที่ 5, Public domain. Wikimedia Commons

Da Venezia il viaggio proseguì verso Milano e la Svizzera, dove il Re restò fino alla fine di maggio. Poi tornò in Italia per Roma: incontrò Re Umberto I e Papa Leone XIII, e secondo Wikipedia in inglese la visita in Vaticano, il 4 giugno, fu la prima di un capo di Stato non cristiano. Wikipedia in tedesco elenca fra le tappe anche Torino e Firenze, e Wikipedia in italiano scrive che a Torino il sovrano rimase colpito dalla bellezza monumentale della città.

Il giro toccò poi Vienna, Budapest, la Russia dello Zar Nicola II, la Svezia, la Danimarca, la Germania, Parigi e Londra, e in autunno il Portogallo e la Spagna. Il 19 ottobre il Re entrò in Italia per l’ultima volta, con una visita breve a Napoli e Pompei, e il 2 novembre si imbarcò per il ritorno.

Il secondo viaggio cominciò il 27 marzo 1907 e finì il 6 novembre. Secondo Wikipedia in inglese il Re visitò la scuola del figlio in Gran Bretagna e consultò medici europei per la malattia ai reni; Wikipedia in tedesco cita fra le mete Genova e Capo Nord.

Gli italiani a Bangkok

Secondo Wikipedia in italiano, il Re preferì affidare l’architettura e le arti a un paese che non minacciava l’indipendenza del Siam, e scelse l’Italia dopo le visite a Torino. Già prima del 1900 molte decine di tecnici e artisti, in prevalenza piemontesi, lavorarono a palazzi, ponti e monumenti della capitale.

Il caso più noto è la sala del trono Ananta Samakhom, nel complesso di Dusit. Fu commissionata dal Re nel 1908, e la prima pietra fu posata l’11 novembre di quell’anno, nel quarantesimo anniversario della sua prima incoronazione. La progettarono gli architetti torinesi Mario Tamagno e Annibale Rigotti, con gli ingegneri Carlo Allegri ed Emilio Gollo, in stile rinascimentale italiano e con marmo di Carrara; fu ultimata nel 1915, cinque anni dopo la morte del Re. L’Enciclopedia Italiana aggiunge che Galileo Chini dipinse parte delle decorazioni, tra cui le cupole. Anche il Wat Benchamabophit, il Tempio di marmo, iniziato nel 1899 per volontà del Re, fu realizzato con marmo italiano su progetto del Principe Naris.

Dall’Italia il sovrano ricevette due onorificenze: la gran croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro nel 1887 e, nel dicembre 1891, l’insegna di cavaliere dell’Ordine supremo della Santissima Annunziata.

Vita privata

Chulalongkorn sposò quattro sue sorellastre, figlie di Mongkut: Savang Vadhana, Saovabha Phongsri, Sunanda Kumariratana e Sukhumala Marasri. Ebbe in tutto nove consorti e, secondo Wikipedia in inglese, 143 concubine; ne nacquero 32 figli e 44 figlie, 76 in tutto, cifra che coincide con quella di Wikipedia in tedesco. Due di loro regnarono dopo di lui: Vajiravudh, che fu Rama VI, e Prajadhipok. Nel 1906 adottò un orfano di etnia semang, Khanung.

La morte

Chulalongkorn morì il 23 ottobre 1910 per una malattia ai reni nel padiglione residenziale Amphorn Sathan, nel palazzo Dusit di Bangkok, a 57 anni. Gli succedette il figlio Vajiravudh. Britannica descrive il suo come il regno più lungo della storia thailandese e ricorda che lasciò al figlio uno Stato moderno e indipendente. Secondo Wikipedia in tedesco, fu Vajiravudh a dichiarare festa l’anniversario della morte e a disporre che studenti, insegnanti e funzionari deponessero ogni anno ghirlande davanti alla statua equestre del padre.

Dove riposa

Le ceneri del Re sono nel Wat Benchamabophit, il Tempio di marmo, nel quartiere Dusit di Bangkok. Wikipedia in inglese, nella voce del tempio, scrive che sono sepolte sotto la statua del Buddha Phra Buddhajinaraja, nella sala principale, e Wikipedia in spagnolo le colloca nel salone principale. La statua, copia dell’immagine venerata di Phitsanulok, fu fusa nel 1920 su desiderio dello stesso Chulalongkorn.

Il Wat Benchamabophit, il Tempio di marmo di Bangkok, visto dal cancello d'ingresso
Il Wat Benchamabophit, il Tempio di marmo di Bangkok, visto dal cancello d'ingresso — Nawit science, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

L’eredità

Il monumento equestre del Re, fuso in bronzo da un fonditore parigino, fu ultimato nel 1908 per i quarant’anni di regno e sorge davanti alla sala del trono Ananta Samakhom. Wikipedia in tedesco precisa che fu pagato con le offerte spontanee dei sudditi.

Il monumento equestre del re a Bangkok, davanti alla sala del trono
Il monumento equestre del Re a Bangkok, davanti alla sala del trono — samfotograf, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

A lui sono intitolati l’Università Chulalongkorn e un grande ospedale della Croce Rossa thailandese. Il suo volto compare sulle banconote da cento baht del 2005 e da mille baht del 2015; nel 1999 la rivista Time Asia lo inserì fra i venti asiatici più influenti del secolo, e dal 2009 i documenti d’archivio sul suo regno sono nel registro UNESCO della Memoria del mondo. Il 23 ottobre, «Giorno di Re Chulalongkorn», i thailandesi gli rendono omaggio ancora oggi.

Date da ricordare

  • 20 settembre 1853: nasce a Bangkok, figlio di Mongkut.
  • 1868: sale al trono a quindici anni, sotto la reggenza di Chuang Bunnag.
  • 16 novembre 1873: seconda incoronazione, a maggiore età.
  • 1 aprile 1892: entra in vigore il governo di dodici ministeri.
  • 14 maggio 1897: sbarca a Venezia all’inizio del primo viaggio in Europa.
  • 4 giugno 1897: visita il Vaticano e incontra Leone XIII.
  • 1905: legge che abolisce la schiavitù.
  • 23 ottobre 1910: muore a Bangkok.

1853–1910

Dove riposa

Ceneri nel Wat Benchamabophit (Tempio di marmo), quartiere Dusit, Bangkok, sotto la statua del Buddha Phra Buddhajinaraja

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Bain News Service, publisher., Public domain (Wikimedia Commons)

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