Salta al contenuto
Accedi

Claudio Garella

Calciatore, Allenatore di calcio e Dirigente sportivo italiano

Nascita
Scomparsa

Un QR per raggiungere questa memoria

Il rito

Per lasciare un gesto serve entrare: bastano pochi istanti.

Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

Claudio Garella nacque a Torino e crebbe nelle giovanili del Torino. Debuttò in Serie A nel campionato 1972-1973, in granata, contro il Lanerossi Vicenza. Seguirono due stagioni al Casale e un anno al Novara. Alla Lazio fu prima riserva di Felice Pulici, poi titolare con 29 presenze per volere di Luís Vinício; dopo due serate no, contro il Lens in Europa e contro il Vicenza in campionato, i tifosi lo presero in giro chiamandolo «Paperella». Passò alla Sampdoria, in Serie B, per tre stagioni: 113 presenze e 97 reti subite.

Nel 1981-1982 approdò al Verona di Osvaldo Bagnoli e partecipò alla promozione in A. Fu decisivo nello scudetto 1984-1985, specie nella gara Roma-Verona del 21 ottobre 1984, quando salvò la porta con una serie di interventi. Parava con ogni parte del corpo, soprattutto sulle uscite basse, uno stile insolito all’epoca ma efficace. Beppe Viola chiamò «garellate» i suoi errori più evidenti; a Verona si guadagnò un nomignolo da supereroe, «Garellik».

Nel 1985 fu preso dal Napoli, che costruiva la squadra attorno a Diego Armando Maradona. Il primo anno fu terzo; nel 1986-1987 Garella chiuse con 15 porte inviolate su 29 gare e il Napoli vinse il primo scudetto della sua storia e la Coppa Italia, completando un doppio successo nazionale. L’anno dopo esordì in Coppa dei Campioni sul campo del Real, a Madrid, e rimase imbattuto in 14 gare su 29, ma il Napoli calò nel finale e fu secondo. Dopo una «rivolta» mai chiarita, con Ferrario, Bagni e Giordano contro l’allenatore Ottavio Bianchi, fu ceduto all’Udinese, in Serie B. Chiuse nel 1990-1991 all’Avellino, per un brutto infortunio dell’autunno precedente, con 245 presenze in A e 218 in B. In nazionale non fu mai convocato: gli furono preferiti portieri come Zoff, Galli, Tancredi, Zenga e Tacconi.

Da allenatore guidò a Torino la Barracuda, in Prima Categoria; nel 2011 fu preparatore dei portieri del Pergocrema, nel 2012-2013 allenò la juniores del Cit Turin e nel settembre 2013 tornò alla Barracuda. Fu poi direttore sportivo a Pecetto Torinese, osservatore della Canavese e, nel 2015, dirigente della Barracuda. Morì a Torino a 67 anni.

Garella fu un portiere dallo stile insolito per l’epoca. Criticato per gli errori, rispose con le parate: lo scudetto del Verona nel 1985 e quello del Napoli nel 1987. Il suo stile, giudicato lungimirante, fu poi ripreso da altri portieri.

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Original: Autore sconosciuto / Derivative work: Danyele, Public domain (Wikimedia Commons)

Scheda scritta dalla redazione di Cimiteri.Online, che ne risponde.

Segnala un errore

Chi ha scritto questa scheda

Questa scheda l'ha scritta la redazione di Cimiteri.Online, e ne rispondiamo noi. Non è stata creata da un familiare e non è una memoria di famiglia: le memorie le crea chi ha titolo, e restano sue.

Correggila, o falla togliere

Se qui c'è un errore, dillo e lo correggiamo. E se sei un familiare di Claudio Garella e non vuoi che questa scheda resti sul sito, scrivicelo. Non serve iscriversi. La decide la Redazione, non un sistema automatico: per sicurezza ti mandiamo un'e-mail con un link, valido 24 ore, da aprire per confermare.

Cosa vuoi fare?

A cura di Cimiteri.Online