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Daria Nicolodi

Attrice e Sceneggiatrice italiana

Nascita
Scomparsa

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Il rito

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Daria Nicolodi nacque a Firenze, a Bellosguardo, in una famiglia di cultura: il padre Fulvio era avvocato e aveva preso parte alla Resistenza, il nonno Aurelio fondò l’Unione Italiana Ciechi, la madre Fulvia Casella era figlia del compositore Alfredo Casella e la sorella maggiore Fiamma divenne musicologa. Alla fine degli anni Sessanta lasciò Firenze per Roma.

Esordì in tv nel 1970 con il varietà Babau, con testi di Paolo Poli e Ida Omboni e la regia di Vito Molinari: i contenuti furono giudicati oltraggiosi e la Rai lo mandò in onda solo sei anni dopo. Al cinema comparve in Uomini contro di Francesco Rosi (1970) e lavorò con Carmelo Bene in Salomè (1972) e con Elio Petri in La proprietà non è più un furto, del 1973, che le valse candidature al Nastro d’argento e al Globo d’oro come attrice rivelazione. In quegli anni fece anche sceneggiati, come I Nicotera, Ritratto di donna velata e Saturnino Farandola, e l’episodio La Venere d’Ille de I giochi del diavolo, ultima opera di Mario Bava.

Nel 1974, al provino di Profondo rosso, conobbe Dario Argento: quell’incontro segnò la sua carriera. Fu attrice o sceneggiatrice in tutti i suoi film dal 1975 al 1987: Profondo rosso, dove interpretò la giornalista Gianna Brezzi, Suspiria (1977), che cosceneggiò, Inferno, Tenebre, Phenomena e Opera. Nel 1975 nacque la figlia Asia. Nel 1978 recitò a teatro con Gigi Proietti, al Brancaccio di Roma, ne La commedia di Gaetanaccio, e per lo spettacolo incise con lui Tango della morte.

Finita la relazione con Argento continuò a lavorare, nel cinema di genere con Paganini Horror, Il gioko e Le foto di Gioia, e in film d’autore come Maccheroni di Ettore Scola (1985), con candidatura al Ciak d’oro, La parola amore esiste e La fine è nota; negli ultimi anni anche in pellicole della figlia Asia, come Scarlet Diva. Nel 2007 tornò sul set con Argento e Asia per La terza madre, seguito di Suspiria e Inferno, e nel 2009 interpretò una medium nella miniserie Il mostro di Firenze. Non abbandonò il teatro, dove tornò con letture e mise en espace.

Morì a Roma, a settant’anni, alcuni mesi dopo una grave ischemia. Resta la dark lady del cinema di genere italiano, ma anche un’attrice che seppe dare corpo a personaggi femminili fuori dall’ordinario per il cinema di quegli anni, e con autoironia, come mostra il cameo in Viola bacia tutti.

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Dario Argento (director), Luigi Kuveiller (cinematographer), Seda Spettacoli (production), Public domain (Wikimedia Commons)

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