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Davide Astori

Calciatore italiano

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Davide Astori nacque a San Giovanni Bianco e crebbe a San Pellegrino Terme. Cominciò nel Ponte San Pietro, club legato al Milan, e fu poi inserito nella formazione Primavera milanista fino alla stagione 2005-2006. Era un difensore centrale mancino, con buona tecnica di base, forza fisica e abilità nel gioco aereo, tanto da essere pericoloso anche su punizioni e calci d’angolo.

La gavetta passò per la Serie C1: nel 2006-2007 giocò in prestito al Pizzighettone, con 27 presenze e il primo gol da professionista, e nel 2007-2008 alla Cremonese, che contro il Cittadella perse la finale per salire in B. Nell’estate 2008 il Cagliari lo prese in comproprietà per 1.200.000 euro. Esordì in Serie A a 21 anni, a Siena, e divenne titolare dalla stagione 2009-2010, con 34 presenze su 38 partite. Nel 2011 il Cagliari riscattò l’altra metà del cartellino dal Milan e nel 2014 rinnovò il contratto per tre anni.

Nell’estate 2014 passò in prestito alla Roma, con cui debuttò in Champions League contro il CSKA Mosca e segnò il primo gol in giallorosso all’Udinese, nel gennaio 2015, chiudendo l’annata con 29 presenze. Nell’agosto 2015 si trasferì alla Fiorentina, dove si impose subito come titolare; a fine stagione i viola lo riscattarono per 5 milioni. Nel 2017-2018, dopo l’addio di Gonzalo Rodríguez, ne diventò il capitano. L’ultimo gol lo segnò al Verona nel settembre 2017; l’ultima partita fu contro il Chievo, a febbraio 2018.

In maglia azzurra esordì il 29 marzo 2011 in Ucraina-Italia, chiamato da Cesare Prandelli. Partecipò alla Confederations Cup 2013 in Brasile e nella finale per il terzo posto, contro l’Uruguay, segnò la sua unica rete in nazionale: un gol che mancava a un giocatore del Cagliari in azzurro da quarant’anni. Sostenne anche la Fondazione Cure2Children, impegnata nelle cure oncologiche dei bambini, con un evento benefico a Firenze poche settimane prima di morire.

Fu trovato morto in un albergo di Udine, dove la Fiorentina era in ritiro in vista della partita con l’Udinese; le partite di campionato furono rinviate in segno di lutto. Fiorentina e Cagliari hanno ritirato la maglia numero 13, e ogni volta che le due squadre si incontrano i tifosi lo ricordano con un applauso al tredicesimo minuto. Il centro sportivo di Firenze, lo stadio di Rignano sull’Arno e uno degli stadi del Viola Park portano il suo nome. Aveva una figlia, Vittoria, nata nel 2016, e dopo la sua morte Cure2Children ha intitolato a lui la prima unità pediatrica per i trapianti di midollo dell’Africa subsahariana, nell’ospedale regionale di Accra, in Ghana.

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Clément Bucco-Lechat, CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)

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