Enzo Staiola
Attore italiano
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroEnzo Staiola, citato a volte anche come Enzo Stajola, nacque a Roma, vicino al Colosseo, in una famiglia di origini abruzzesi, e crebbe nel quartiere popolare della Garbatella. Aveva otto anni quando Vittorio De Sica lo scelse per la parte di Bruno Ricci in Ladri di biciclette (1948).
De Sica lo scoprì per le vie di Roma. Il Fatto Quotidiano ricorda il regista che setacciava in auto i quartieri popolari, il bambino spaventato da quella macchina che lo seguiva, il campanello di casa Staiola e la proposta di un provino. Staiola si contese la parte con Enzo Cerusico, anche se si racconta che De Sica fosse convinto di lui fin dal primo sguardo: lo voleva per quel modo di camminare così particolare e per l’espressività naturale degli occhi, attraverso i quali il film poteva far passare i sentimenti del padre nella sua ricerca angosciata della bicicletta rubata.
Nel film ebbe accanto, come padre, Lamberto Maggiorani. Ladri di biciclette vinse l’Oscar come miglior film in lingua straniera e portò Staiola alla ribalta internazionale, fra gli attori bambini più celebrati della storia del cinema e come simbolo della poetica neorealista. Sul pianto spontaneo del piccolo Bruno il regista e l’attore non trovarono mai una versione condivisa: Staiola ricordò sempre una più prosaica cartina impregnata di una sostanza lacrimogena.
Fino al 1954 lavorò come attore bambino in altre produzioni italiane e straniere: Marechiaro (1949), Vulcano di William Dieterle (1950), Cuori senza frontiere di Luigi Zampa (1950), Il covo dei gangsters di Joseph M. Newman (1951), Il ritorno di don Camillo di Julien Duvivier (1953) e, nel 1954, La contessa scalza di Joseph L. Mankiewicz, dopo il quale interruppe di fatto la carriera. Fu un percorso svolto con professionalità, ma in qualche modo oscurato dalla difficoltà di ripetere la magia del debutto.
Da adulto tornò a recitare soltanto due volte, in parti di supporto: in Spade senza bandiera (1961) e ne La ragazza dal pigiama giallo (1977). Per molti anni fu impiegato al catasto di Roma. Morì a Roma a 85 anni.
Nel 2025 i Cahiers du cinéma gli dedicarono una scheda commemorativa, osservando che, pur poco conosciuto fuori dall’Italia, il suo viso aveva commosso milioni di spettatori; Il Fatto Quotidiano lo salutò come il volto simbolo del neorealismo. Resta il ragazzino che cerca la bicicletta rubata accanto al padre, e resta anche la storia semplice di un uomo che, finita la stagione del set, tornò al lavoro di ogni giorno nella sua città.
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Enzo Staiola consultata il 19 ottobre 2026
- Wikidata: Q1648334 consultata il 19 ottobre 2026
- Notizia della morte consultata il 19 ottobre 2026
Immagine: Film di Vittorio De Sica, P.D.S., pubblico dominio (Wikimedia Commons)_Enzo_Staiola_(cropped).png)
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