Ferruccio Valcareggi
Calciatore e Allenatore di calcio italiano
- Nascita
- Scomparsa
Riposa a Cimitero di Settignano, Firenze
Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroChi era
Ferruccio Valcareggi, per gli amici e per i giornalisti «zio Uccio», nacque a Trieste il 12 febbraio 1919 e morì a Firenze il 2 novembre 2005, a ottantasei anni. Fu un centrocampista di buon fiato e poi un allenatore dai modi garbati, ma il suo nome resta legato soprattutto agli otto anni passati alla guida degli azzurri fra il 1966 e il 1974. Con lui gli azzurri vinsero il campionato europeo del 1968, il loro primo titolo continentale, e arrivarono alla finale dei mondiali del 1970 in Messico.
È ricordato anche per le polemiche che quelle partite si portarono dietro, dalla «staffetta» fra Mazzola e Rivera ai sei minuti concessi a Rivera nella finale con il Brasile. Eppure, guardando i numeri, la sua squadra perse soltanto sei partite in otto anni.
Gli anni a Trieste
Valcareggi crebbe nel rione di Gretta, a Trieste, giocando per strada con il pallone fra i piedi. Secondo il ritratto pubblicato da Tuttomercatoweb entrò nella Ponziana, una squadra di quartiere che un giorno sconfisse per sette a zero la squadra giovanile della Triestina; sette giorni dopo, a tredici anni, fu tesserato proprio dalla Triestina. Nel campionato 1934-35 giocava con le riserve per uno stipendio di centocinquanta lire al mese.
L’esordio in serie A arrivò all’inizio del 1938, a diciannove anni, nella partita Triestina-Genoa finita 2-1: la data indicata da Treccani è il 27 febbraio, mentre il ritratto di Tuttomercatoweb parla di marzo e ricorda che giocò al posto di un compagno squalificato. Con la maglia alabardata restò fino al 1940, quando, tornato a casa dal servizio militare, scoprì di essere stato ceduto alla Fiorentina in cambio di duecentomila lire e di due giocatori.
Da giocatore: Firenze, Milano, Bologna e le altre
A Firenze trovò un allenatore burbero e preparato, Giuseppe Galluzzi, e un attacco di qualità con Baldini, Ellena e Poggi. Il campionato fu interrotto dalla guerra nel 1943 e Valcareggi giocò il torneo regionale che la Fiorentina vinse in finale sul Livorno. In quel periodo ci fu anche la parentesi con il Milan, nella stagione 1943-44. Il racconto più colorito è quello del derby contro l’Inter: a partita in corso suonarono le sirene che avvertivano di un bombardamento aereo, ma il pubblico dell’Arena restò sugli spalti, si continuò a giocare e il Milan vinse. Per quella partita Valcareggi intascò un premio di 650 lire.

Tornato a Firenze, apprese di essere stato venduto al Bologna: la Fiorentina doveva coprire un buco di bilancio e incassò una cifra quasi da record. Con i rossoblù giocò due stagioni, dal 1945 al 1947, in un attacco che i giornali ricordano con i nomi di Biavati, Cappello, Arcari e Reguzzoni, e con il Bologna vinse la Coppa Alta Italia 1945-46, l’unico trofeo della sua carriera di giocatore. Poi tornò per un anno alla Fiorentina e passò al Vicenza in serie B, alla Lucchese in serie A, al Brescia e infine al Piombino, dove nella stagione 1952-53 fu allo stesso tempo giocatore, allenatore e capitano.
Sul numero esatto di presenze e di gol le fonti non concordano: Wikipedia in italiano scrive 261 partite e 44 reti in serie A, Wikipedia in inglese parla di 270 presenze in serie A e di 403 in totale, il ritratto di Tuttomercatoweb di 395 partite e 91 gol complessivi. Per questo qui non si dà un totale. Valcareggi giocò come mezzala destra, con grande resistenza alla fatica, ma non vestì mai la maglia azzurra: restava in panchina dietro a Loik e a Valentino Mazzola, ricorda Treccani. Nella nazionale ci arrivò più tardi, da allenatore.
Gli inizi in panchina
La carriera di tecnico cominciò a Piombino, in serie C, e continuò a Prato dal 1955 al 1959. In Toscana Valcareggi vinse il campionato di serie C 1956-57, ottenne la promozione in B e conquistò il suo primo «Seminatore d’oro», il premio che si dà agli allenatori dell’anno. Fu il primo tecnico a vincerlo con una squadra di serie C, secondo Wikipedia in italiano.
Seguirono tre stagioni all’Atalanta in serie A, dal 1959 al 1962, con risultati sempre buoni e giocatori come l’argentino Humberto Maschio, e poi il ritorno a Firenze come allenatore della Fiorentina. Il secondo anno, nel 1963-64, andò male: dopo una sconfitta a Vicenza, contestato per aver tolto un titolare per far giocare un giovane, Valcareggi lasciò l’incarico. Tuttomercatoweb scrive che fu l’unico esonero della sua carriera, anche se nel testo parla di dimissioni. Dopo una breve parentesi di nuovo a Bergamo, nel 1964-65, si trasferì a Lido di Camaiore, sulla costa toscana.
La nazionale
Fu proprio a Lido di Camaiore che arrivò la chiamata del Presidente federale Artemio Franchi: entrare nello staff tecnico della nazionale come secondo di Edmondo Fabbri. Valcareggi accettò e partì per i mondiali del 1966 in Inghilterra. Il torneo finì male: l’Italia perse 1-0 con la Corea del Nord, gol di Pak Doo-ik, e fu eliminata subito. Fabbri lasciò e Valcareggi prese il suo posto, all’inizio in coppia con Helenio Herrera per le prime due partite, poi da solo.
La squadra che costruì conservava gran parte dell’impianto di Fabbri, con poche novità. Nel 1968 l’Italia ospitò il campionato europeo e arrivò in finale a Roma contro la Jugoslavia. La prima partita finì 1-1; nella ripetizione gli azzurri vinsero 2-0 (lo scrive l’UEFA), con le reti di Riva e Anastasi ricordate da Forza Italian Football. Fu il primo titolo europeo per l’Italia.
Due anni dopo, ai mondiali del 1970 in Messico, la squadra arrivò in semifinale contro la Germania Ovest, una partita finita 4-3 dopo i tempi supplementari e rimasta nella memoria del calcio italiano. In finale il Brasile di Pelé vinse 4-1. Il torneo è legato alla «staffetta», cioè all’idea di far giocare Sandro Mazzola nel primo tempo e Gianni Rivera nel secondo. Valcareggi pensava, secondo Wikipedia in inglese, che i due non potessero stare insieme in campo senza spezzare l’equilibrio della squadra. Nella finale Rivera entrò soltanto sei minuti prima della fine, quando la partita era ormai decisa. Il caso divenne nazionale: al ritorno a Roma i giocatori e l’allenatore, che si aspettavano un’accoglienza calorosa, trovarono fischi e lanci di pomodori, secondo Treccani. Tuttomercatoweb aggiunge che Valcareggi lasciò l’aeroporto su un’auto della polizia, ma il giorno dopo tutta la comitiva fu ricevuta dal capo dello Stato.
La nazionale ripartì con buoni risultati. Nel 1973 gli azzurri collezionarono undici partite senza subire gol e batterono per la prima volta l’Inghilterra, e Valcareggi vinse il suo secondo Seminatore d’oro, il primo assegnato a un commissario tecnico della nazionale. Nei mondiali del 1974 in Germania Ovest il cammino si fermò al primo turno. Nella partita vinta 3-1 contro Haiti ci fu lo scontro con Giorgio Chinaglia, che protestò apertamente quando fu richiamato in panchina; la sconfitta con la Polonia costò l’eliminazione per la differenza reti. Il 25 giugno 1974, dalla sua casa di Lido di Camaiore, Valcareggi telefonò a Franchi per annunciare che lasciava. Al successore, Fulvio Bernardini, consigliò di avvalersi di Enzo Bearzot e di Azeglio Vicini. Il bilancio complessivo, secondo Lazio Stories, fu di 28 vittorie, 20 pareggi e 6 sconfitte.
Wikipedia in inglese ricorda anche il suo modo di stare in campo e fuori: un calcio prudente, che prendeva spunto dal catenaccio di Herrera, con un libero dietro due marcatori, ma capace di aprirsi quando serviva, come nella semifinale con la Germania. Parla di un uomo riservato, corretto, attento all’eleganza dell’abito, capace di trasmettere calma ai giocatori.
Dopo la nazionale
Valcareggi tornò in panchina nel 1975 con il Verona, dove restò tre stagioni e arrivò nel 1976 alla finale di Coppa Italia, persa 4-0 con il Napoli (la cifra è di Lazio Stories). Nel corso della stagione 1978-79 allenò la Roma e poi, dal 1979, guidò per alcuni anni la selezione di serie B, che fece conoscere al pubblico alcuni giovani, fra cui Vialli, secondo Tuttomercatoweb. Nel dicembre 1984 subentrò a Giancarlo De Sisti alla guida della Fiorentina, che salvò, e poi passò a coordinare le nazionali giovanili.
La fine di quell’incarico fu amara: una lettera fredda di un funzionario della Federazione chiuse tre anni di lavoro. Il calcio restò comunque al centro della sua vita. Negli ultimi anni fu dirigente e direttore generale della scuola calcio della Settignanese, vicinissima al centro tecnico federale di Coverciano, e sulla panchina della squadra tornò nel 2001-02 e nel 2003 ottenendo la salvezza, come scrive Wikipedia in italiano. Fu anche direttore sportivo onorario del Verona e commentatore televisivo.
Vita privata
Nel settembre 1943 sposò Anna Peruzzi, dalla quale ebbe tre figli (Wikipedia in inglese). Le fonti consultate dicono poco altro sulla famiglia.
La morte
Valcareggi morì a Firenze la mattina del 2 novembre 2005, verso le dieci e mezza, a ottantasei anni, dopo una malattia che durava da tempo (Tuttomercatoweb). L’UEFA diede la notizia ricordando i successi del 1968 e del 1970. Giacinto Facchetti, capitano della nazionale di allora, disse di aver vissuto i suoi momenti migliori in azzurro con lui, mentre Gianni Rivera lo definì «un campione come essere umano».
La salma fu esposta a Coverciano, sede del centro tecnico federale, per decisione del Presidente della Federcalcio Franco Carraro d’intesa con la famiglia. La cerimonia funebre fu celebrata in via Centostelle, nella chiesa dei Santi Fiorentini, poco lontano dalla casa dell’allenatore.
Dove riposa
Secondo Wikipedia in italiano, Valcareggi riposa nel Cimitero di Settignano, nel comune di Firenze. Lo scrive anche Wikidata, che indica quel Cimitero come luogo di sepoltura. Non abbiamo trovato una fonte con il settore o il numero della tomba.
Gli onori e il ricordo
Nel 2011 il calcio italiano lo ha ricordato inserendolo, alla memoria, nella propria Hall of Fame; nel 2013 è entrato anche in quella della Fiorentina. La Settignanese ha intitolato a lui la propria scuola calcio.
I risultati
- 1945-46: vince la Coppa Alta Italia con il Bologna, da giocatore.
- 1956-57: promuove il Prato dalla serie C alla B, vince il campionato e il suo primo Seminatore d’oro.
- 1966: prende in mano la nazionale dopo il mondiale d’Inghilterra.
- 1968: campione d’Europa a Roma contro la Jugoslavia, dopo la ripetizione della finale.
- 1970: finalista ai mondiali del Messico, battuto 4-1 dal Brasile.
- 1973: secondo Seminatore d’oro; undici partite senza reti subite.
- 1974: lascia l’incarico dopo l’eliminazione al mondiale in Germania Ovest.
- 2011 e 2013: Hall of Fame del calcio italiano e della Fiorentina.
Date da ricordare
- 12 febbraio 1919: nasce a Trieste.
- 27 febbraio 1938: esordisce in serie A con la Triestina.
- Settembre 1943: sposa Anna Peruzzi.
- 1966: guida l’Italia dopo l’eliminazione con la Corea del Nord.
- 1968: titolo europeo a Roma.
- 1970: finale mondiale in Messico.
- 25 giugno 1974: annuncia a Franchi le dimissioni.
- 2 novembre 2005: muore a Firenze.
1919–2005
Dove riposa
Cimitero di Settignano, Firenze (FI)
Cimitero di Settignano (Firenze)
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, Ferruccio Valcareggi consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, Ferruccio Valcareggi consultata il 16 ottobre 2026
- Wikidata, Q1408093 consultata il 16 ottobre 2026
- Treccani, Enciclopedia dello Sport (2002), voce Valcareggi, Ferruccio, di Alberto Polverosi consultata il 16 ottobre 2026
- UEFA.com, Azzurri mastermind Valcareggi dies consultata il 16 ottobre 2026
- Tuttomercatoweb, Ferruccio Valcareggi: il CT che inventò il Turnover (12 febbraio 2025) consultata il 16 ottobre 2026
- Forza Italian Football, Legend of Calcio: Ferruccio Valcareggi consultata il 16 ottobre 2026
- Lazio Stories, Ferruccio Valcareggi consultata il 16 ottobre 2026
Immagine: Autore sconosciuto, Public domain (Wikimedia Commons)
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A cura di Cimiteri.Online