Galileo Galilei
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Galileo Galilei fu il primo a unire osservazione sistematica, misura ed esperimento nello studio della natura, ponendo le basi del metodo scientifico moderno. Con un telescopio costruito da sé scoprì i quattro satelliti maggiori di Giove, le fasi di Venere e le irregolarità della superficie lunare, prove decisive a favore del sistema eliocentrico di Copernico. La sua difesa di quelle scoperte lo portò a scontrarsi con il Sant'Uffizio, che nel 1633 lo costrinse ad abiurare.
La vita
Nacque a Pisa il 15 febbraio 1564, primogenito del musicista Vincenzo Galilei e di Giulia Ammannati. Si iscrisse all'università di Pisa per studiare medicina, ma la lasciò nel 1585 senza laurearsi, attratto dalla matematica che aveva iniziato a studiare sotto Ostilio Ricci. Insegnò a Pisa dal 1589, poi ottenne nel 1592 la cattedra di matematica all'università di Padova, dove rimase fino al 1610. In quegli anni ebbe tre figli, Virginia, Livia e Vincenzio, dalla relazione con Marina Gamba, mai sposata.
Nell'estate del 1609 venne a sapere dell'esistenza del telescopio, da poco inventato nei Paesi Bassi, e ne costruì una versione perfezionata: nel marzo del 1610 pubblicò il Sidereus Nuncius, in cui annunciava la scoperta dei quattro satelliti di Giove e descriveva la superficie lunare e la Via Lattea. Le osservazioni gli valsero fama immediata e la nomina, nello stesso anno, a matematico primario dello Studio di Pisa, con incarico presso la corte di Firenze e senza obbligo di insegnamento.
Le sue scoperte, in particolare le fasi di Venere osservate fra il 1610 e il 1611, sostenevano il sistema eliocentrico, in contrasto con l'insegnamento ufficiale della Chiesa. Nel febbraio 1616 il Sant'Uffizio dichiarò l'eliocentrismo eresia formale, e il cardinale Roberto Bellarmino lo avvertì di non sostenerlo più come verità: sull'esatta natura di quell'incontro, se un semplice avvertimento o un'ingiunzione formale, le fonti storiche restano divise ancora oggi. Galileo continuò comunque i suoi studi, e nel 1632 pubblicò a Firenze il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, dove metteva a confronto la visione tolemaica e quella copernicana in forma dialogica.
L'opera gli costò un processo: convocato a Roma nel 1633, dopo un lungo interrogatorio abiurò pubblicamente il 22 giugno nella basilica di Santa Maria sopra Minerva. Fu condannato al carcere, commutato subito in confino: trascorse gli ultimi anni nella villa "Il Gioiello" ad Arcetri, vicino a Firenze, dove la vista gli si spense del tutto entro il 1638. Continuò a lavorare dettando ai discepoli, fra cui Evangelista Torricelli, chiamato al suo fianco nel novembre del 1641. Morì ad Arcetri l'8 gennaio 1642.
L'opera e ciò che resta
Il metodo di Galileo, fondato sulla misura, sull'esperimento ripetibile e sulla formulazione matematica delle leggi fisiche, resta il fondamento della scienza moderna. Il Sidereus Nuncius aprì l'astronomia all'osservazione strumentale; i Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze, pubblicati a Leida nel 1638 perché la censura ne impediva la stampa in Italia, gettarono le basi della meccanica classica su cui avrebbe poi costruito Newton. La sua vicenda giudiziaria resta un caso di riferimento nel rapporto fra autorità religiosa e libertà di ricerca: solo il 31 ottobre 1992 papa Giovanni Paolo II riconobbe pubblicamente gli errori commessi dalla Chiesa nei suoi confronti.
Dove riposa
Galileo morì sotto condanna ecclesiastica, e per questo non poté avere subito una sepoltura solenne: fu tumulato in modo dimesso nella basilica di Santa Croce a Firenze, in un piccolo ambiente accanto alla cappella del noviziato. Solo nel 1734 il Sant'Uffizio autorizzò la costruzione di un monumento funebre degno del suo nome, e nel 1737 le sue spoglie furono traslate nella collocazione attuale, nella navata della basilica, di fronte al monumento a Michelangelo. Oggi la tomba, con il busto dello scienziato e le allegorie della Geometria e dell'Astronomia, è una delle mete più visitate di Santa Croce, il pantheon delle glorie italiane.
Date da ricordare
- 1564: nasce a Pisa il 15 febbraio.
- 1610: pubblica il Sidereus Nuncius con la scoperta dei satelliti di Giove.
- 1616: il Sant'Uffizio dichiara eretico l'eliocentrismo.
- 1633: abiura a Roma dopo il processo dell'Inquisizione.
- 1642: muore ad Arcetri l'8 gennaio.
- 1737: le sue spoglie sono traslate nel monumento di Santa Croce.

1564–1642 · Padre del metodo scientifico moderno; scopri i satelliti di Giove col telescopio
Dove riposa
Basilica di Santa Croce, Firenze (monumento del 1737)
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Galileo Galilei» consultata il 5 settembre 2026
- Treccani, «Galileo Galilei» consultata il 5 settembre 2026
Immagine: Justus Sustermans, Public domain (Wikimedia Commons)
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