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Gianfranco D’Angelo

Attore e Comico italiano, volto di Drive In e tra i primi conduttori di Striscia la notizia

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Gianfranco D’Angelo nacque a Roma il 19 agosto 1936, nel quartiere dell’Esquilino, e perse i genitori quando aveva tre anni: lo scrivono it.wikipedia ed en.wikipedia. Crebbe in una famiglia molto povera, allevato dagli zii, e si diplomò in ragioneria (en.wikipedia). Studiò, e per un periodo fu impiegato in una società telefonica. Fu proprio fra i colleghi e gli amici che cominciò a fare teatro, per divertirsi: una compagnia di dilettanti, da cui sarebbe uscito, con il tempo, uno dei volti più familiari della televisione italiana.

Il suo esordio professionale è collocato da it.wikipedia nel 1963, con la commedia satirica I Teleselettivi, a Roma; en.wikipedia lo mette a metà degli anni Sessanta. Prima, nel 1968, aveva lavorato al Teatro Puff, e più avanti in vari cabaret d’Italia, fra cui il Derby di Milano (it.wikipedia). Poi il Teatro Cordino, a Trastevere, costruito con gli amici, dove recitava testi scritti da Maurizio Costanzo; infine il Bagaglino, il teatro romano della satira, che le due fonti ricordano come il luogo dei suoi primi veri successi. Nel 1970, scrive it.wikipedia, Garinei e Giovannini lo vollero in Alleluja brava gente, nella parte di un arcivescovo tedesco, accanto a Renato Rascel e a Gigi Proietti.

Nel 1971 c’era già stato il debutto in Rai, ricorda it.wikipedia, e poco dopo un commissario di polizia in una miniserie prodotta da Dario Argento; negli anni Settanta fu anche, per it.wikipedia, commentatore televisivo del dopotappa al Giro d’Italia. La televisione arrivò davvero, però, a metà degli anni Settanta. Fu allora che Mazzabubù, C’era una volta Roma e La sberla, scrivono en.wikipedia e it.wikipedia, lo fecero conoscere a tutta l’Italia. Il pubblico imparò a riconoscere il suo modo di fare: la faccia aperta, la battuta pronta, la capacità di passare da un personaggio all’altro senza che nessuno se ne accorgesse. In quegli stessi anni fu molto attivo anche al cinema, fra il 1974 e il 1982, nelle commedie leggere e nei film a basso costo che en.wikipedia chiama «sexy comedies» e B-movies.

Il successo più grande, scrive en.wikipedia, venne negli anni Ottanta, con Drive In, Odiens e Striscia la notizia. A Drive In, che partì nel 1983 e andò avanti per cinque anni, it.wikipedia ricorda il signor Armando, padrone e addestratore di un cane dal nome impossibile, il Tenerone e le tante imitazioni di personaggi famosi con cui riempiva la scena. Nel 1995, e per due anni, fu «Diavolik» in Carràmba! Che sorpresa (it.wikipedia). Nel 1988, ricordano le fonti, fu fra i primi a condurre Striscia la notizia, nella sua prima stagione. Una televisione leggera, fatta per far sorridere le serate di milioni di persone.

Il Bagaglino fu per lui una vera scuola: lì, ricorda it.wikipedia, lavorò accanto a Gabriella Ferri e a Oreste Lionello. Nel 1992 fu protagonista di una serie comica di Canale 5, Casa dolce casa, e nell’inverno del 1996 comandò un esercito di burla in Retromarsh!!!, su Telemontecarlo, sempre secondo la stessa fonte. Nel 1993 tornò su Rai 1 con uno spettacolo di coppia, Luna di miele; nel 1995 un recital, Bravo Bravissimo, raccontò la sua carriera; e nel 2015, ancora per it.wikipedia, comparve come ospite a Italia’s Got Talent, senza essere giudicato. Non smise mai di lavorare. Negli anni Novanta fu protagonista di una serie comica, in cui recitava accanto a una figlia, anche lei attrice, e partecipò a programmi di grande ascolto; secondo it.wikipedia vinse quattro Telegatti e nel 2001 un premio alla carriera, il Delfino d’oro. Nel 2009 e 2010, ancora per it.wikipedia, condusse insieme alle figlie un programma di cucina; nel 2017 portò in tournée a teatro un lavoro in cui recitava accanto a quattro colleghe. Fra le ultime apparizioni sul grande schermo, it.wikipedia indica il film W gli sposi, del 2019, dove compare anche Paolo Villaggio nella sua ultima interpretazione.

La malattia fu breve. Morì il 15 agosto 2021 a Roma, al Gemelli, poco prima del suo ottantacinquesimo compleanno (it.wikipedia ed en.wikipedia), e due giorni dopo, in piazza del Popolo, il saluto si tenne nella chiesa che molti chiamano degli artisti, Santa Maria in Montesanto. Il Sussidiario, nel raccontare quel giorno, parla di molte presenze del mondo dello spettacolo.

Le fonti consultate non dicono dove riposi, e non vogliamo supporlo: preferiamo restare a quello che è scritto, e lasciare il resto alla sua famiglia. Resta la memoria di tante serate davanti alla televisione, in cui la sua faccia era di casa. Nel 2023, scrive it.wikipedia, per i quarant’anni di Drive In, la piazza davanti agli studi di Striscia la notizia a Cologno Monzese gli è stata intitolata.

Aveva il sorriso di chi sa che far ridere è un mestiere serio, che si impara sul palco, sera dopo sera, davanti a chi ha voglia di dimenticare per un’ora i propri pensieri. Cimiteri.Online lo ricorda così.

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Marina Baumgartner, CC BY-SA 3.0 (da Wikimedia Commons) (Wikimedia Commons)

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