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Giotto di Bondone

Pittore e Architetto italiano del XIV secolo

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Chi era

Giotto di Bondone è stato un pittore e architetto toscano, vissuto fra la seconda metà del Duecento e l’inizio del Trecento. Già i contemporanei lo giudicavano il maestro che aveva cambiato la pittura: le sue figure hanno peso, i volti e i gesti mostrano sentimenti, le scene si svolgono in uno spazio che il pittore costruisce con cura. Lo si ricorda per gli affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova, per le opere di Assisi, Roma, Rimini, Firenze e Napoli e per aver diretto, negli ultimi anni, i lavori del campanile del duomo di Firenze, che oggi porta il suo nome. L’immagine in testa alla pagina è un’incisione del 1682, un ritratto immaginato: di Giotto non esistono ritratti certi fatti in vita.

Origini e famiglia

La data di nascita non è sicura. Secondo Wikipedia in italiano nacque a Colle di Vespignano, borgo del Mugello oggi frazione di Vicchio, con ogni probabilità nel 1267; la Treccani, nel Dizionario biografico, riferisce la tradizione di Vespignano e parla di una nascita verso il 1265. Il 1267 si ricava da un testo del Trecento secondo cui morì a settant’anni, ma il Dizionario avverte che va inteso come data approssimativa. Giorgio Vasari, nel Cinquecento, propose invece il 1276; Britannica indica 1266/67 oppure 1276 e osserva che la differenza di dieci anni pesa molto sul giudizio sugli affreschi di Assisi. Wikipedia in inglese aggiunge che ricerche recenti, basate su documenti, hanno sostenuto una nascita a Firenze, mentre Wikipedia in italiano giudica prive di fondamento le ipotesi di una nascita altrove: per questo il luogo resta una tradizione, non un dato certo.

Il padre, Bondone, secondo il Dizionario biografico faceva il fabbro e dal 1295, come minimo, risiedeva nel quartiere di Santa Maria Novella, a Firenze. Lo stesso testo riferisce un racconto di un commentatore di Dante: il ragazzo sarebbe stato messo prima a bottega presso l’arte della lana, e solo dopo il padre lo avrebbe lasciato libero di imparare la pittura. Per la tradizione fu allievo di Cimabue; il documento che lo dimostri, scrive Wikipedia in italiano, non c’è. Le storie di Vasari e di Ghiberti, come il pastorello che disegna le pecore su un sasso o la mosca dipinta sul quadro di Cimabue, sono con ogni probabilità aneddoti: il Dizionario biografico considera il primo un tòpos della storiografia antica.

Verso il 1287 sposò Ciuta, detta anche Ricevuta, figlia di Lapo del Pela. Ebbero, secondo Wikipedia in italiano, quattro figlie e quattro figli; uno di questi, Francesco, divenne pittore. Giotto tenne sempre legami con il Mugello, dove ampliò le proprietà di famiglia.

Assisi e i primi lavori

Il cantiere della basilica superiore di Assisi, con le ventotto scene della vita di san Francesco, è il punto più discusso della sua carriera. Wikipedia in italiano scrive che molti studiosi lo attribuiscono a Giotto, mentre altri, fra cui Federico Zeri, pensano a un pittore di scuola romana come Pietro Cavallini: gli studiosi non sono d’accordo, e la sua mano ad Assisi resta una questione aperta. Più sicura, per questa fonte, è l’attribuzione del grande Crocifisso di Santa Maria Novella a Firenze, databile verso il 1290: il Cristo morto è dipinto con il corpo che pesa e le gambe piegate, lontano dagli schemi bizantini.

Wikipedia in italiano ricorda che un registro dei benefattori di San Pietro, vicino ai fatti, attesta un suo lavoro a Roma, il mosaico della Navicella, e che Giotto potrebbe essere stato in città fino al 1300, l’anno del Giubileo. Nel 1301 e nel 1304 i documenti catastali mostrano proprietà considerevoli a Firenze, segno di una bottega già avviata. A questo periodo appartengono il Polittico di Badia, oggi agli Uffizi, e il Crocifisso del Tempio Malatestiano di Rimini, che tutti gli studiosi considerano suo.

La Cappella degli Scrovegni

La documentazione consente di dire che nel 1303-1305 fu a Padova. Enrico Scrovegni, banchiere, aveva comprato nel 1300 il terreno dell’antica arena romana e vi aveva costruito un palazzo: la cappella doveva servire come sua chiesa privata; la consacrazione definitiva avvenne il 25 marzo 1305. Secondo Wikipedia in italiano Giotto dipinse tutta la superficie con un progetto unitario: le storie di Gioacchino e Anna, di Maria e di Gesù, i Vizi e le Virtù in monocromo e, sulla controfacciata, il Giudizio universale. Per la stessa fonte l’autografia del ciclo non è discussa e lo rende il metro di paragone per le opere dubbie. Nel 2021 gli affreschi sono entrati nella lista dell’UNESCO insieme agli altri cicli trecenteschi di Padova.

Il Compianto sul Cristo morto, affresco della Cappella degli Scrovegni a Padova (1303-1305 circa)
Il Compianto sul Cristo morto, affresco della Cappella degli Scrovegni a Padova (1303-1305 circa) — Giotto, Public domain. Wikimedia Commons

Ritorno a Firenze

Fra il 1306 e il 1311 lavorò di nuovo ad Assisi, nella basilica inferiore, dove però, scrive Wikipedia in italiano, la mano del maestro è quasi assente perché affidò l’esecuzione ai collaboratori. Nel 1311 era già a Firenze e nel 1327 entrò nell’Arte dei Medici e Speziali, la corporazione che da quell’anno ammetteva anche i pittori. Nel 1313 si fermò a Roma per il mosaico della Navicella, commissionato dal Cardinale Jacopo Stefaneschi, che lo pagò duecento fiorini; l’opera fu poi più volte rifatta, e Wikipedia in italiano afferma che oggi ne resterebbe un solo angelo originale.

Nel frattempo dipingeva a Firenze la Maestà di Ognissanti, oggi agli Uffizi, la Dormitio Virginis oggi a Berlino e il Crocifisso di Ognissanti. A Santa Croce, secondo Ghiberti, cominciò nel 1318 a lavorare alle cappelle di quattro famiglie: restano la Peruzzi, con le storie dei due san Giovanni, e la Bardi, con la vita di san Francesco. Per il Polittico Baroncelli, databile al 1328, la fonte scrive che l’esecuzione è in gran parte di aiuti. Al 1320 risale il Polittico Stefaneschi, ora ai Musei Vaticani. Giotto organizzava il lavoro come una vera bottega, con collaboratori fidati come Taddeo Gaddi e Bernardo Daddi.

La Maestà di Ognissanti, oggi agli Uffizi di Firenze (inizio del Trecento)
La Maestà di Ognissanti, oggi agli Uffizi di Firenze (inizio del Trecento) — Giotto, Public domain. Wikimedia Commons
La cappella Bardi nella basilica di Santa Croce, a Firenze, con le storie di san Francesco (2006)
La cappella Bardi nella basilica di Santa Croce, a Firenze, con le storie di san Francesco (2006) — gaspa, CC BY 2.0. Wikimedia Commons

Napoli, il campanile e gli ultimi anni

Il Re Roberto d’Angiò lo chiamò a Napoli: secondo Wikipedia in italiano dal 1328 al 1332, mentre la Treccani indica gli anni fra il 1330 e il 1333. Un documento del 20 gennaio 1330 lo nomina «familiare» e primo pittore di corte, con uno stipendio, secondo Wikipedia in italiano. Di quel soggiorno resta poco, anche per un terremoto del 1456 e per le trasformazioni dei secoli successivi. Dopo il 1333 passò per Bologna, dove si conserva un polittico firmato.

Il 12 aprile 1334 il Comune di Firenze lo nominò capomaestro dell’Opera di Santa Reparata, ossia del cantiere del duomo, e sovrintendente ai lavori pubblici, con cento fiorini l’anno. Secondo il cronista Giovanni Villani, riportato da Wikipedia in italiano, il 18 luglio 1334 cominciarono i lavori di fondazione del campanile; Giotto li diresse fino all’ordine inferiore con i rilievi. Dopo la sua morte il cantiere passò ad Andrea Pisano e poi a Francesco Talenti e la torre fu finita nel 1359, non in tutto secondo il disegno di Giotto (Wikipedia in inglese). Prima del 1337 fu anche a Milano, presso Azzone Visconti: di quel viaggio non rimangono opere.

Il campanile del duomo di Firenze, che porta il nome di Giotto (2012)
Il campanile del duomo di Firenze, che porta il nome di Giotto (2012) — Acediscovery, CC BY 4.0. Wikimedia Commons

Le opere

  • 1290 circa — il Crocifisso di Santa Maria Novella, Firenze
  • 1303-1305 — gli affreschi della Cappella degli Scrovegni, Padova
  • 1306-1311 circa — il transetto della basilica inferiore di Assisi, con aiuti
  • 1313 — il mosaico della Navicella, Roma, poi più volte rifatto
  • Primo Trecento — la Maestà di Ognissanti, oggi agli Uffizi
  • 1320 — il Polittico Stefaneschi, Musei Vaticani
  • 1315-1325 circa — le cappelle Peruzzi (1315-1320) e Bardi (1320-1325) a Santa Croce, Firenze, secondo la Treccani
  • 1328 circa — il Polittico Baroncelli, Santa Croce
  • 1328-1333 circa — il soggiorno napoletano per Re Roberto d’Angiò (le fonti divergono sugli anni)
  • 1334 — l’incarico per il campanile del duomo di Firenze

La morte

Morì a Firenze l’8 gennaio 1337. La data è la stessa in Wikipedia in italiano e in inglese, in Wikidata e nel Dizionario biografico degli italiani. Britannica ricorda che la cronaca di Villani la registra, e che nello stile fiorentino del tempo gennaio rientrava ancora nel 1336: nel nostro calendario è lo stesso gennaio del 1337. Wikipedia in italiano scrive che l’esequie furono solenni e le pagò il Comune. Le fonti consultate non riportano la causa della morte.

Dove riposa

Wikipedia in italiano scrive che fu sepolto in Santa Reparata, l’antica chiesa i cui resti si trovano oggi sotto il duomo. Wikipedia in inglese riferisce due versioni: secondo Vasari la tomba era nel duomo, a sinistra dell’ingresso e segnata da una lastra di marmo bianco; secondo altre fonti era in Santa Reparata, e le due indicazioni sono compatibili perché la vecchia chiesa restò in uso durante la costruzione della cattedrale. Negli anni settanta del Novecento, durante gli scavi, furono trovate ossa vicino a quel punto. Un gruppo di studiosi che le esaminò nel 2000 le riconobbe come quelle di un pittore sulla settantina, di bassa statura, e le fece seppellire di nuovo con onore vicino alla tomba di Brunelleschi; altri studiosi, scrive la stessa voce, restano scettici sull’identificazione. Per questo la sepoltura si indica, con prudenza, come il sito di Santa Reparata, sotto la cattedrale di Santa Maria del Fiore.

L’eredità

Dante lo ricorda nell’undicesimo canto del Purgatorio come colui che ha oscurato la fama di Cimabue, e Boccaccio gli dedicò una novella del Decameron (Wikipedia in italiano). Villani lo definì «il più sovrano maestro stato in dipintura» del suo tempo. La sua organizzazione di bottega e il suo linguaggio si diffusero da Milano a Napoli. Maso di Banco, Taddeo Gaddi e Bernardo Daddi, secondo Wikipedia in italiano, ne proseguirono lo stile. Al suo nome sono stati intitolati la sonda dell’Agenzia spaziale europea lanciata verso la cometa di Halley, un cratere su Mercurio e l’asteroide 7367 Giotto; nel 2017, per i 750 anni dalla nascita, San Marino ha coniato una moneta da due euro.

Date da ricordare

  • 1267 circa — nascita, data approssimativa, a Colle di Vespignano secondo la tradizione
  • 1303-1305 — gli affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova
  • 25 marzo 1305 — la consacrazione della cappella
  • 1327 — si iscrive all’Arte dei Medici e Speziali a Firenze
  • 20 gennaio 1330 — il Re Roberto d’Angiò lo nomina pittore di corte
  • 12 aprile 1334 — è nominato capomaestro del duomo
  • 18 luglio 1334 — l’inizio del campanile del duomo
  • 8 gennaio 1337 — muore a Firenze

1337

Dove riposa

Santa Reparata, Firenze (oggi sotto la cattedrale di Santa Maria del Fiore); identificazione dei resti incerta

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Attribuito a Paolo Uccello / scuola fiorentina, Public domain (Wikimedia Commons)

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