Giovanni Boccaccio
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Giovanni Boccaccio è l'autore del Decameron, la raccolta di cento novelle che ha dato alla prosa italiana un modello durato secoli. Ha raccontato uomini e donne del suo tempo, con i loro vizi e la loro intelligenza, sullo sfondo di un'Italia colpita dalla peste nera. Con Dante e Petrarca forma quella che la tradizione chiama la corona delle tre voci fondamentali della letteratura italiana delle origini, e con Petrarca condivide la passione per la riscoperta dei classici latini e greci.
La vita
Nasce nel 1313, forse a Firenze o forse a Certaldo: le fonti non concordano sul luogo esatto, mentre è certa l'origine della famiglia paterna da Certaldo. Figlio naturale del mercante Boccaccino di Chellino, viene riconosciuto e cresciuto nella casa paterna a Firenze. Nel 1327 il padre lo porta con sé a Napoli per avviarlo agli affari, ma il giovane Boccaccio preferisce i libri della ricca biblioteca di corte del re Roberto d'Angiò alla pratica mercantile.
A Napoli, secondo la tradizione, nel 1336 incontra la donna che chiamerà Fiammetta nelle sue opere, una figura letteraria a lungo identificata, oggi con più cautela, con una nobildonna della corte angioina. In questi anni napoletani scrive alcune delle sue prime opere in volgare, come il Filostrato e il Filocolo. Nel 1340 torna a Firenze per difficoltà economiche della famiglia, e nel 1348 vive da vicino la peste che sconvolge la città: un'esperienza che diventerà la cornice del Decameron, scritto negli anni immediatamente successivi.
Nel 1350 incontra a Firenze Francesco Petrarca, più anziano di lui, e da quell'incontro nasce un'amicizia che orienta il resto della sua vita verso lo studio dei testi classici. Boccaccio svolge anche diverse missioni diplomatiche per conto di Firenze, tra cui viaggi ad Avignone e a Milano, dove tra l'altro fa visita proprio a Petrarca. Negli ultimi anni si ritira sempre più spesso a Certaldo, dove possiede una casa, mentre a Firenze tiene, tra il 1373 e il 1374, letture pubbliche della Commedia di Dante nella Badia Fiorentina, interrotte per motivi di salute prima di arrivare alla fine dell'Inferno. Muore a Certaldo nella notte del 21 dicembre 1375, meno di un anno e mezzo dopo l'amico Petrarca.
L'opera e ciò che resta
Il Decameron, scritto tra il 1349 e il 1353 circa, resta la sua opera più letta: cento novelle raccontate da dieci giovani rifugiati in campagna per sfuggire alla peste di Firenze, un affresco della società del tempo che va dai mercanti ai nobili, dai frati alle donne che rivendicano intelligenza e desiderio. Il libro diventerà, nel Cinquecento, un modello di prosa italiana grazie soprattutto a Pietro Bembo, e influenzerà autori europei come Geoffrey Chaucer.
Prima del Decameron aveva scritto opere in volgare come il Filostrato e la Teseida, tra i primi esempi di poema narrativo in ottave della letteratura italiana. Negli ultimi anni si dedica invece soprattutto al latino e all'erudizione, con opere enciclopediche come il De casibus virorum illustrium e il De mulieribus claris, dedicate rispettivamente agli uomini e alle donne illustri della storia, e con un impegno intenso sugli studi danteschi, tra cui il Trattatello in laude di Dante, primo tentativo organico di biografia del poeta a cui Boccaccio riconobbe sempre un debito.
Dove riposa
Come volle lui stesso, Boccaccio fu sepolto nella chiesa dei Santi Jacopo e Filippo a Certaldo, il paese di origine della sua famiglia dove aveva scelto di vivere gli ultimi anni. Nel 1783 la tomba fu rimossa a seguito delle leggi granducali che vietavano le sepolture dentro le chiese, e le sue ossa andarono disperse. All'inizio del Novecento un parroco locale credette di averle ritrovate, ma studi successivi hanno dimostrato che i resti individuati non erano i suoi. Oggi, al centro della navata della chiesa, una lastra tombale realizzata tra fine Ottocento e inizio Novecento ricorda il punto della sepoltura originaria, con un epitaffio che la tradizione attribuisce allo stesso Boccaccio, in cui si legge che ebbe per padre Boccaccio, per patria Certaldo, e per amore la poesia.
Date da ricordare
- 1313: nasce, tra Firenze e Certaldo
- 1327: si trasferisce a Napoli con il padre
- 1348: vive a Firenze la peste che farà da sfondo al Decameron
- 1350: incontra Francesco Petrarca a Firenze
- 1375: muore a Certaldo il 21 dicembre
1313–1375 · Autore del Decameron, capolavoro della prosa italiana del Trecento
Dove riposa
Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, Certaldo
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Giovanni Boccaccio» consultata il 5 settembre 2026
- Treccani, «Giovanni Boccaccio» consultata il 5 settembre 2026
Immagine: Andrea del Castagno, Public domain (Wikimedia Commons)
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