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Giuseppe Garibaldi

A cura di Cimiteri.Online

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Chi era

Giuseppe Garibaldi fu un comandante militare che guidò la Spedizione dei Mille, l'impresa del 1860 che portò all'annessione del Regno delle Due Sicilie e fu decisiva per l'Unità d'Italia. Marinaio prima che soldato, trascorse quattordici anni in Sud America combattendo per cause repubblicane prima di tornare in patria. Restò per tutta la vita legato a un'idea di Italia unita e repubblicana, anche quando dovette accettare la monarchia sabauda come via più realistica all'unificazione. È diventato, in Italia e fuori, il simbolo popolare del Risorgimento.

La vita

Nacque a Nizza, allora sotto occupazione francese, il 4 luglio 1807, in una famiglia di marinai liguri. Cominciò a navigare da ragazzo e nel 1832 ottenne la patente di capitano. Nel 1833, durante un viaggio nel Mar Nero, entrò in contatto con le idee di Giuseppe Mazzini e con la Giovine Italia: da lì partì un impegno politico che gli costò una condanna a morte in contumacia da parte del governo sardo. Fuggì in Sud America, dove rimase dal 1835 al 1848, combattendo prima nella guerra civile brasiliana a fianco della Repubblica Rio-Grandense e poi in Uruguay, dove comandò la Legione Italiana. In America conobbe Anita, che sposò e con cui ebbe quattro figli: Menotti, Rosita, Teresita e Ricciotti.

Tornò in Italia nel 1848, in tempo per la prima guerra d'indipendenza, e l'anno dopo difese la Repubblica Romana dall'assedio francese, guadagnandosi fama e popolarità nonostante la sconfitta. Nella ritirata da Roma perse Anita, morta nell'agosto 1849 nelle campagne di Ravenna. Seguirono anni di esilio e di lavori modesti, tra il Nord Africa e le Americhe, finché nel 1854 si avvicinò all'isola di Caprera, che acquistò poco dopo e dove visse, con interruzioni, fino alla morte.

Il momento che lo consegnò alla storia arrivò nel 1860: partito da Quarto, vicino Genova, il 5 maggio con circa 1.100 volontari, sbarcò a Marsala il 14 maggio e in pochi mesi conquistò la Sicilia e il Regno di Napoli, che consegnò a Vittorio Emanuele II in novembre. Negli anni successivi tentò più volte, senza successo, di liberare Roma: fu ferito all'Aspromonte nel 1862 e sconfitto a Mentana nel 1867. Partecipò ancora, nel 1870, alla guerra franco-prussiana a fianco della Francia repubblicana. Morì a Caprera il 2 giugno 1882.

L'opera e ciò che resta

Garibaldi non lasciò un'opera di pensiero paragonabile a quella di Mazzini: la sua eredità è soprattutto militare e simbolica. Scrisse memorie, romanzi e lettere, ma il contributo reale fu la capacità di trasformare piccoli gruppi di volontari in forze capaci di rovesciare uno stato, il Regno delle Due Sicilie, in poche settimane. Fu tra i primi in Europa a rendere efficace l'idea di un esercito di cittadini volontari mossi da un ideale, non da un obbligo. Restò anticlericale e vicino a posizioni democratiche e internazionaliste, sostenne la protezione degli animali e, negli ultimi anni, cause sociali di ispirazione progressista. Il nome "eroe dei due mondi", per le campagne in Sud America e in Europa, gli fu attribuito già in vita e resta il modo in cui è ricordato più diffusamente, insieme a piazze, monumenti e vie a lui intitolate in tutta Italia.

Dove riposa

Riposa nel Compendio Garibaldino di Caprera, l'isola dell'arcipelago della Maddalena dove visse gli ultimi anni. Aveva chiesto una sepoltura semplice, quasi senza cerimonie, e senza il rito religioso: le autorità rispettarono in gran parte questa volontà, anche se non la richiesta di cremazione. La tomba, sobria, si trova a pochi passi dalla casa colonica dove abitò, oggi museo nazionale insieme a tutta la proprietà, diventata patrimonio dello Stato. Vi sono sepolti anche alcuni familiari. Il luogo non ha la monumentalità di altri sepolcri di protagonisti del Risorgimento: la scelta di Caprera racconta più del personaggio di quanto potrebbe fare un mausoleo imponente.

Date da ricordare

  • 1807: nasce a Nizza
  • 1849: difende la Repubblica Romana, muore Anita
  • 1860: Spedizione dei Mille, sbarco a Marsala
  • 1862: ferito all'Aspromonte tentando di liberare Roma
  • 1882: muore a Caprera
Caprera tomba di Giuseppe Garibaldi
Caprera tomba di Giuseppe Garibaldi. Autore: Giuseppe Barberis. Licenza: Public domain.

1807–1882 · Guido la Spedizione dei Mille, eroe militare dell'Unita d'Italia

Dove riposa

Compendio Garibaldino, Caprera (La Maddalena)

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: In album: Cartes-de-visite portraits of U.S. Army officers, children, and others, p. 15, right., Public domain (Wikimedia Commons)

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