Igor Protti
Calciatore e Dirigente sportivo italiano
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Un pensiero
Lascia un pensieroNascita: 24 settembre 1967, Rimini. Morte: 19 giugno 2026, Cecina, a 58 anni.
Chi era
Igor Protti è stato un attaccante che il calcio italiano ricorda soprattutto per i gol e per il legame con due città, Livorno e Bari. Nato a Rimini il 24 settembre 1967, è morto il 19 giugno 2026, a 58 anni, dopo più di un anno di malattia. Per i tifosi era «lo Zar». Con Dario Hübner divide un record: sono i soli ad aver chiuso in testa ai marcatori in tutte e tre le serie professionistiche. Lui lo fece in Serie A con il Bari nel 1995-1996, in Serie C1 con il Livorno nel 2000-2001 e nel 2001-2002, in Serie B ancora con il Livorno nel 2002-2003. È anche l’unico capocannoniere della massima serie la cui squadra, quell’anno, scese in Serie B.
Rimini e gli inizi
Cominciò nella squadra della sua città. Esordì in prima squadra nel Rimini, in Serie C1, il 27 maggio 1984, a sedici anni (Wikipedia in italiano e in inglese). Calcio e Finanza ricorda che in panchina c’era allora Arrigo Sacchi, anche se colloca l’esordio nella stagione 1984-1985, un dettaglio che non coincide con la data indicata dalle due enciclopedie. Poco prima dei diciotto anni lo comprò il Milan, che lo mandò subito in prestito al Livorno: restò tre stagioni in amaranto e nell’ultima, con un gol all’ultima giornata, contribuì alla salvezza della squadra. Seguì una breve parentesi alla Virescit Bergamo.
Messina e Bari
Nel 1989 passò al Messina, dove esordì in Serie B. In tre anni segnò 31 reti e diventò il beniamino della tifoseria, nel posto lasciato da Salvatore Schillaci, ceduto alla Juventus. L’ultima stagione si chiuse con la retrocessione in C1; Protti si disse pronto a restare, ma la società gli spiegò che venderlo era necessario per evitare il fallimento. Nel giugno 1992 il Bari, che giocava ancora in B, lo acquistò per 6,5 miliardi di lire. Passò due anni tra i cadetti, e nel secondo la rottura del legamento crociato lo tenne fermo per metà stagione; poi salì in Serie A con i pugliesi.
Nel 1994-1995 segnò il primo gol in Serie A e la prima doppietta, e chiuse con 7 reti, alternandosi spesso con Guerrero. La stagione dopo si prese il posto da titolare e arrivò a 24 gol, gli stessi di Giuseppe Signori: furono i due capocannonieri del campionato 1995-1996. Tra le partite ricordate ci sono una tripletta alla Lazio e una doppietta all’Inter. Il commissario tecnico Arrigo Sacchi lo prese in considerazione per l’Europeo del 1996, ma alla fine preferì Enrico Chiesa. I gol non bastarono a salvare il Bari, che scese in Serie B, e Protti passò alla Lazio per sette miliardi di lire.

Lazio, Napoli e Reggiana
Alla Lazio giocò una stagione, spesso a partita in corso, con sette gol, fra cui quello che nel derby di ritorno pareggiò con la Roma allo scadere. Fu poi ceduto in prestito al Napoli, dove indossò la maglia numero dieci: fu l’ultimo a segnare in Serie A con quel numero, ritirato dal 2000 per omaggiare Diego Armando Maradona. L’annata fu pessima per la squadra, ultima con 14 punti, e anche per lui: quattro reti e un intervento alla caviglia in aprile, dopo mesi di gioco sotto infiltrazioni. Tornò alla Lazio nel 1998, vinse con i biancocelesti la Supercoppa italiana e in ottobre fu prestato alla Reggiana, in Serie B, dove segnò 8 gol in 24 presenze. Su quella stagione le fonti divergono: la Wikipedia in italiano parla di una clamorosa retrocessione della squadra, quella in inglese di una promozione.
Il ritorno a Livorno
Nel 1999, a undici anni dalla prima partenza, tornò al Livorno, in Serie C1. Segnò 11 gol nel primo anno e 20 nel secondo (2000-2001), con cui fu capocannoniere del girone A, ma la squadra perse la finale dei play-off con il Como. Nel 2001-2002 fu di nuovo il miglior marcatore con 27 reti, a una sola dal record della categoria, e quei gol riportarono il Livorno in Serie B dopo trentuno anni. In Serie B, nel 2002-2003, ne fece 23 e vinse ancora la classifica. Alla fine di quel campionato annunciò il ritiro, ma tifosi, compagni e allenatore riuscirono a fargli cambiare idea.
Nel 2003-2004 i suoi 24 gol, insieme ai 29 di Cristiano Lucarelli, riportarono il Livorno in Serie A dopo cinquantaquattro anni. A 37 anni Protti giocò di nuovo nella massima serie e segnò 6 reti. Chiuse la carriera nel maggio 2005 con Livorno-Juventus, finita 2-2: segnò l’ultimo gol e lasciò la fascia di capitano a Lucarelli. Nella storia del club è il terzo per presenze e il secondo per gol in campionato, secondo la Wikipedia in italiano; la versione tedesca gli attribuisce 120 reti in 267 partite di campionato e lo definisce il primatista in entrambe le classifiche. Il 21 dicembre 2005 il Livorno ritirò la maglia numero dieci in suo onore; nel luglio 2007 fu lo stesso Protti ad accettare che tornasse in campo, indossata da Francesco Tavano, perché, secondo la Wikipedia inglese, voleva restituire a chiunque il sogno di portarla. Sempre nel 2007 diventò cittadino onorario sia di Livorno sia di Bari.

Dirigente, volontario, attore per una sera
Non allenò mai, pur avendo preso il patentino per le giovanili e la Lega Pro. Dal 18 giugno 2015 fu direttore sportivo del Tuttocuoio, con Lucarelli in panchina; entrambi furono esonerati il 26 aprile 2016. Il 24 giugno 2016 tornò al Livorno come club manager e rimase fino al termine della stagione 2018-2019. Il 18 agosto 2021 rientrò come club manager nella nuova Unione Sportiva Livorno 1915, nata dopo l’esclusione della vecchia società e subito promossa dall’Eccellenza alla Serie D. La sua avventura dirigenziale finì con la stagione 2022-2023; la Wikipedia inglese dice che nel luglio 2022 fu promosso direttore generale, un’informazione che l’edizione italiana non riporta.
Fuori dal campo fu testimonial dell’Unicef e, a maggio del 2009, per una raccolta benefica, recitò una versione narrata della Bohème di Puccini nella sala dei 4 Mori, a Livorno. Nello stesso mese portò in scena al Teatro Goldoni lo spettacolo Agàpe con la compagnia Mayor Von Frinzius, composta da ottanta attori, metà dei quali con disabilità psichica.
La malattia e gli ultimi mesi
Il 5 luglio 2025 Protti rivelò che il mese prima gli era stata diagnosticata una neoplasia maligna. Si sottopose a un intervento chirurgico per la stomia e a otto cicli di chemioterapia; a settembre comunicò che il tumore al colon era peggiorato e aveva raggiunto anche le vertebre, e iniziò la radioterapia (Wikipedia in italiano). Il 12 dicembre 2025 fece da tedoforo nella staffetta con cui la fiamma dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026 arrivò a Livorno, e il 3 gennaio 2026 il Comune gli consegnò la «Livornina d’oro», la massima onorificenza cittadina. Tra marzo e aprile 2025 erano state girate, in sei città da Livorno a Rimini, le scene del documentario Igor – L’eroe romantico del calcio, diretto da Luca Dal Canto, presentato in anteprima a Bari il 27 marzo 2026 al Bif&st. Il 25 maggio 2026, nonostante le condizioni di salute, accompagnò all’altare la figlia Noemi: era stata la sua ultima uscita pubblica, secondo il Corriere dello Sport.
La morte
Protti è morto il 19 giugno 2026, a 58 anni. L’annuncio è arrivato dalla famiglia sul profilo Instagram, con una sua immagine sotto la Curva Nord del Picchi, la fascia di capitano al braccio. Calcio e Finanza e il Corriere dello Sport scrivono che è morto nella notte; le Wikipedia in francese e in tedesco indicano invece il 18 giugno. Nel messaggio, in parte scritto da lui, c’è la frase che molti hanno ripreso: «Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale», con la speranza che fosse «un arrivederci e non un addio». Le fonti non indicano il luogo del decesso; per la Wikipedia in italiano è Cecina, dove viveva da qualche anno, per quella in francese Livorno.
Il saluto cominciò nel pomeriggio del 19 giugno alla stanza del commiato Frongillo, nel Cimitero di Cecina. Il Sindaco di Livorno, Luca Salvetti, proclamò il lutto cittadino per sabato 20 giugno: alle 18 il feretro entrò allo stadio Armando Picchi, per volontà dello stesso Protti, secondo La Nazione. Furono circa dodicimila le persone presenti, secondo TuttoMercatoWeb, e la Curva Nord srotolò uno striscione con la sua immagine e lo storico drappo delle Brigate Autonome Livornesi. Andrea Luci consegnò la maglia numero dieci usata nell’ultima stagione, e Cristiano Lucarelli accompagnò il giro di campo. Il Resto del Carlino scrisse che il giorno dopo i tifosi avrebbero potuto salutarlo allo stadio Romeo Neri di Rimini, prima della cremazione.

Le ceneri
Dopo la cremazione, secondo la Wikipedia in italiano, il 26 giugno i familiari portarono l’urna a Bari, nello stadio San Nicola, per una seconda commemorazione pubblica. Le ceneri dovevano compiere un giro dell’anello interno e sostare sotto la Curva Nord, dove Protti esultava dopo i gol; poi sarebbero tornate a Rimini, per essere disperse in mare, come lui aveva voluto (TuttoMercatoWeb, 22 giugno; Il Resto del Carlino, 20 giugno). Nessuna fonte che ho aperto conferma che la dispersione sia già avvenuta, né indica una tomba: per questo non c’è una sepoltura.
L’eredità
A Bari, il 26 giugno 2026, il Sindaco Vito Leccese scoprì una targa che intitola la Curva Nord del San Nicola a Igor Protti; la proposta era stata accolta all’unanimità dal consiglio comunale, maggioranza e opposizione, e la giunta aveva approvato la delibera pochi giorni prima. Lo stadio mantiene il nome di San Nicola, scelto dai cittadini prima dell’inaugurazione. Il sindaco ha ricordato un murale dedicato a Protti a Poggiofranco, realizzato mesi prima, e ha detto che nei mesi successivi si sarebbero valutati altri luoghi e simboli (TuttoMercatoWeb, 26 giugno). A Livorno, La Nazione del 27 giugno riferiva che il Comune intendeva dedicargli una porzione di piazzale Montello, davanti al Picchi, con una delibera da votare il 29 giugno in consiglio comunale, e che dopo l’intitolazione sarebbe stata installata una statua; non ho trovato una fonte sull’esito di quel voto.
Il suo ricordo, nelle parole dei giornali, tiene insieme i numeri e la persona: oltre 250 gol in partite ufficiali (Il Post) e 669 presenze con 257 reti nella carriera, secondo la Wikipedia in italiano, ma anche la sensibilità e l’impegno con le persone più fragili che Calcio e Finanza gli riconosce.
Date da ricordare
- 24 settembre 1967: nasce a Rimini.
- 27 maggio 1984: esordio in prima squadra, in Serie C1.
- 1995-1996: capocannoniere della Serie A con 24 gol.
- 2001-2002: il Livorno torna in Serie B dopo trentuno anni.
- 2003-2004: il Livorno torna in Serie A dopo cinquantaquattro anni.
- 5 luglio 2025: annuncia la malattia.
- 3 gennaio 2026: riceve la Livornina d’oro.
- 19 giugno 2026: muore.
- 26 giugno 2026: la Curva Nord di Bari porta il suo nome.
1967–2026
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, «Igor Protti» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, «Igor Protti» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in francese, «Igor Protti» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in tedesco, «Igor Protti» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikidata, Q939454 consultata il 16 ottobre 2026
- Il Post, «È morto l'ex calciatore Igor Protti» consultata il 16 ottobre 2026
- Calcio e Finanza, «Calcio in lutto: è morto Igor Protti, ex attaccante simbolo del Livorno» consultata il 16 ottobre 2026
- Corriere dello Sport, «Calcio in lutto, è morto Igor Protti» consultata il 16 ottobre 2026
- La Nazione, «Livorno saluta il suo re» consultata il 16 ottobre 2026
- Il Resto del Carlino, «L'ultima partita di Igor Protti» consultata il 16 ottobre 2026
- TuttoMercatoWeb, sull'ultimo saluto allo Zar al Picchi consultata il 16 ottobre 2026
- TuttoMercatoWeb, sulle ceneri di Protti al San Nicola consultata il 16 ottobre 2026
- TuttoMercatoWeb, sull'intitolazione della Curva Nord di Bari consultata il 16 ottobre 2026
- La Nazione, «Ecco largo Igor Protti e presto ci sarà la statua» consultata il 16 ottobre 2026
Immagine: Vincenzo.togni, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)
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