Jim Morrison
Cantautore e Poeta statunitense, voce dei Doors
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroJames Douglas Morrison nacque a Melbourne, in Florida, l’8 dicembre 1943, primo dei tre figli di George Stephen Morrison, ufficiale di marina destinato a diventare ammiraglio, e di Clara Clarke. Per il mestiere del padre la famiglia cambiava casa di continuo, dalla Florida al Nuovo Messico, dalla California alla Virginia, e il bambino imparò presto a essere sempre quello nuovo. Britannica racconta che i libri furono il suo rifugio: a scuola, ad Alexandria, nei dintorni di Washington, era uno studente bravo e ribelle, che leggeva i classici greci, Rimbaud e Kerouac e cominciò a scrivere versi ancora ragazzo. Secondo it.wikipedia, un incidente visto da piccolo sulla strada di un deserto del Nuovo Messico lo segnò al punto da tornare più volte, nelle canzoni e nelle poesie, a quell’immagine di indiani feriti sparsi lungo la strada all’alba.
Dopo un paio d’anni di college in Florida arrivò a Los Angeles, nel 1964, per studiare cinema all’UCLA. Nell’estate del 1965, sulla spiaggia di Venice, cantò a un compagno di corso, il tastierista Ray Manzarek, alcuni versi di Moonlight Drive, e Manzarek gli propose di mettere insieme un gruppo. Vennero il batterista John Densmore e il chitarrista Robby Krieger. Il nome, The Doors, le porte, lo scelse Jim: lo prese da Le porte della percezione di Aldous Huxley, che a sua volta lo aveva preso da un verso di William Blake. Nel 1966 suonavano al Whisky a Go Go, sul Sunset Strip, e firmarono con la casa discografica Elektra. In quelle sere Jim conobbe anche Pamela Courson, che gli restò accanto, con alti e bassi, fino alla fine.
Il primo disco uscì il 4 gennaio 1967 e a luglio Light My Fire arrivò in testa alla classifica americana di Billboard. Era la voce di baritono di Morrison, con testi che somigliavano a poesie, a distinguere la band dall’ottimismo della California di quegli anni: lui si faceva chiamare il Re Lucertola, dal titolo di un suo poema, Celebration of the Lizard. Nell’autunno del 1967 il fotografo Joel Brodsky gli fece la serie di ritratti passata alla storia come quella del «giovane leone», e quel viso a torso nudo, con i ricci scuri, è rimasto l’immagine più riprodotta di lui.

I concerti, intanto, diventavano sempre più imprevedibili. Nel dicembre 1967 a New Haven finì arrestato dopo uno scontro con la polizia, e it.wikipedia racconta di serate interrotte e di folle che invadevano il palco. Il 1° marzo 1969, al Dinner Key Auditorium di Miami, il concerto degenerò in tumulto e Morrison fu accusato di essersi esposto al pubblico. Fu condannato per atti osceni e per volgarità in pubblico, a sei mesi di carcere e 500 dollari di multa, e rimase libero su cauzione in attesa dell’appello. I suoi compagni, Manzarek in testa, hanno sempre sostenuto che non fosse successo nulla: «Non è mai accaduto davvero. È stata un’ipnosi di massa», disse Manzarek all’agenzia AP. Il 9 dicembre 2010, quasi quarant’anni dopo la sua morte, il consiglio per la clemenza della Florida, su richiesta del governatore Charlie Crist, gli concesse la grazia postuma.

L’ultimo concerto con i Doors, a New Orleans il 12 dicembre 1970, fu secondo it.wikipedia una serata faticosa, di cui però esistono testimonianze discordanti. Poi Jim decise di lasciare per un po’ il palco e, nel marzo 1971, raggiunse Pamela a Parigi: voleva dedicarsi alla poesia, a un film incompiuto, Highway, e a lunghe passeggiate fra la Senna e Place des Vosges. Abitavano in rue Beautreillis, nel Marais, in un appartamento prestato da un’amica. In primavera, sempre secondo it.wikipedia, i problemi di respiro lo spinsero a un breve viaggio in Marocco. Il 27 giugno, a cena alla Coupole con un’amica di Pamela, parlava di proposte per due parti da attore e disse che a Los Angeles non sarebbe tornato prima di settembre.
Morì a Parigi, nell’appartamento di rue Beautreillis, la mattina di sabato 3 luglio 1971: aveva ventisette anni. Secondo la versione data da Pamela Courson alle autorità, e riportata da it.wikipedia, nella notte si era sentito male e aveva fatto un bagno caldo; lei lo trovò verso le otto nella vasca. I vigili del fuoco, arrivati alle 9:24, non riuscirono a rianimarlo. Il medico indicò come causa un arresto cardiaco, e non fu eseguita alcuna autopsia (Britannica). Per questo sono circolate negli anni altre ricostruzioni, comprese quelle di conoscenti della coppia che parlarono di overdose: nessuna è mai stata dimostrata, e senza autopsia è difficile che lo diventi. Pamela morì nel 1974 per un’overdose di eroina.
Per qualche giorno la notizia restò privata. Gli amici, dopo aver escluso alcuni Cimiteri di campagna, scelsero il Père-Lachaise, dove riposano Chopin, Balzac e Oscar Wilde. La sepoltura avvenne alle nove di mercoledì 7 luglio, nella divisione 6, senza rito religioso e in pochissimi: it.wikipedia ne conta cinque, tra cui Pamela, il manager Bill Siddons e la regista Agnès Varda. Pamela recitò i versi finali di Celebration of the Lizard, come Jim aveva chiesto. Soltanto venerdì 9 il suo manager diffuse a Los Angeles il comunicato ufficiale. Circa una settimana dopo l’amico Frank Lisciandro andò a vedere la tomba e vi trovò una lastra di metallo con il cognome scritto con una sola erre.
Da allora quel pezzo di terra ha avuto una storia tutta sua. Nel 1981 uno scultore croato, Mladen Mikulin, collocò sulla pietra un busto, che fu rubato nel 1988 e ritrovato, per caso, solo nel maggio 2025 da una squadra della polizia di Parigi durante un’indagine su altro, come ha scritto la CNN. Nel 1990 il padre di Jim, l’ammiraglio, fece sistemare un blocco di granito con una targa di bronzo recante in greco antico la frase «fedele al suo spirito». Nel 2001 il Seattle Times raccontava un guardiano sempre presente e una telecamera nascosta, a controllare una folla che i custodi stimavano in un milione e mezzo di visitatori l’anno.

Dei Doors restano i dischi, An American Prayer, con le sue poesie lette e accompagnate dagli altri tre, uscito nel 1978, e una raccolta delle sue opere pubblicata nel 2021. Chi arriva oggi nella divisione 6 trova un blocco di granito grigio, la targa, qualche fiore, un biglietto lasciato da chi non c’era ancora quando lui morì. Fra le tante tombe di quel Cimitero è una di quelle davanti a cui ci si ferma più a lungo, di solito senza dire niente: aveva ventisette anni, e di lui restano le canzoni e i versi che scrisse.

Dove riposa
Cimitero del Père-Lachaise, divisione 6 (Parigi)
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Jim Morrison consultata il 22 ottobre 2026
- Wikidata: Q44301 consultata il 22 ottobre 2026
- Encyclopaedia Britannica: Jim Morrison (aggiornato al 15 settembre 2026) consultata il 22 ottobre 2026
- Salon / Associated Press: Doors singer Jim Morrison to get posthumous pardon (9 dicembre 2010) consultata il 22 ottobre 2026
- CNN: Jim Morrison's stolen grave bust found after 37 years (20 maggio 2025) consultata il 22 ottobre 2026
- Seattle Times: Jim Morrison's grave in Paris still lights a fire (11 febbraio 2001) consultata il 22 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: Jim Morrison consultata il 22 ottobre 2026
Immagine: Elektra Records, pubblico dominio (Wikimedia Commons)
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