Leonardo da Vinci
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Leonardo da Vinci fu pittore, ingegnere e uomo di scienza nell'Italia del Rinascimento. Lavorò a cavallo tra arte e ricerca naturale, lasciando dipinti diventati immagine stessa della pittura occidentale, tra cui il ritratto oggi noto come La Gioconda, e migliaia di pagine di appunti su anatomia, meccanica, idraulica e volo. La sua fama non nasce da un'unica opera, ma da un metodo di lavoro: osservare a lungo prima di dedurre, disegnare per capire come le cose funzionano davvero.
La vita
Nacque il 15 aprile 1452 ad Anchiano, vicino Vinci, in provincia di Firenze, figlio non riconosciuto ufficialmente del notaio ser Piero da Vinci e di Caterina, una donna del luogo di condizione modesta. Crebbe nella casa paterna e, ancora ragazzo, si trasferì a Firenze, dove entrò nella bottega dell'orafo e scultore Andrea del Verrocchio: vi imparò a dipingere, a fondere il bronzo, a disegnare macchine. Nel 1472 risulta iscritto alla compagnia dei pittori fiorentini, segno che lavorava già in proprio pur restando legato al maestro.
Rimase a Firenze fino al 1482, poi si trasferì a Milano al servizio del duca Ludovico Sforza, proponendosi come ingegnere militare e idraulico oltre che come pittore. Quel primo soggiorno milanese durò diciassette anni e fu il più produttivo: realizzò la Vergine delle rocce e, tra il 1494 e il 1498, il Cenacolo nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. Quando i francesi occuparono Milano nel 1499, lasciò la città e per alcuni anni si mosse tra Mantova, Venezia e Firenze, mettendo le sue competenze di ingegnere anche al servizio di Cesare Borgia.
Tornato a Firenze nei primi anni del Cinquecento, dipinse il ritratto oggi noto come La Gioconda e lavorò, senza portarlo a termine, all'affresco della Battaglia di Anghiari in Palazzo Vecchio. Nel 1506 rientrò a Milano, ormai sotto controllo francese, dove restò fino al 1513 come pittore di corte, continuando gli studi di anatomia e meccanica. Passò poi a Roma, ospite in Vaticano, senza ricevere le grandi commissioni che sperava. Nel 1516 accettò l'invito del nuovo re di Francia, Francesco I, e si trasferì ad Amboise, nella valle della Loira, con il titolo di primo pittore, ingegnere e architetto del re. Vi morì il 2 maggio 1519, dopo aver dettato un testamento che lasciava manoscritti e disegni all'allievo Francesco Melzi.
L'opera e ciò che resta
Di Leonardo restano poche decine di dipinti, molti incompiuti o rovinati dalle tecniche sperimentali che amava provare, e un numero molto più grande di disegni e manoscritti, oggi sparsi tra biblioteche e collezioni in Europa. La Gioconda, custodita al Louvre, è diventata l'immagine più riprodotta della storia dell'arte; il Cenacolo di Milano, pur danneggiato nei secoli dall'umidità e dai restauri, resta un punto di riferimento per come costruire lo spazio e i gesti in una scena affollata. I suoi taccuini mostrano un lavoro che andava oltre la pittura: studi di anatomia condotti direttamente su cadaveri, progetti di macchine da guerra e da volo, osservazioni sull'acqua e sulla luce, spesso annotati in una scrittura speculare che si legge allo specchio. Molte di quelle idee non ebbero applicazione pratica nella sua epoca e furono riscoperte solo secoli dopo, quando i manoscritti vennero studiati con metodo. Oggi il suo nome resta legato non solo a un modo di dipingere, ma a un'idea di sapere che tiene insieme arte e osservazione diretta della natura, senza separare le due cose.
Dove riposa
Leonardo morì ad Amboise e fu sepolto, come aveva chiesto nel testamento, nella collegiata di Saint-Florentin, dentro le mura del castello. Quella chiesa non esiste più: fu demolita nel 1807, in epoca napoleonica, dopo anni di abbandono e degrado seguiti alla Rivoluzione francese, che ne aveva interrotto l'uso e avviato lo spoglio. Nella demolizione le sepolture furono sconvolte e le ossa che vi si trovavano finirono mescolate alle macerie, interrate nei giardini del castello e dimenticate per oltre mezzo secolo.
Solo nel 1863 lo scrittore Arsène Houssaye fece scavare tra quelle fondamenta e recuperò alcuni resti ossei che attribuì a Leonardo, basandosi sulla posizione del ritrovamento e su frammenti di lapide vicini: un'attribuzione ragionata, ma non una prova in senso stretto, perché mancano riscontri che colleghino con certezza quelle ossa alla sua persona. Quei resti furono trasferiti nel 1874 nella cappella di Saint-Hubert, all'interno dello stesso castello di Amboise, dove si trova ancora oggi la tomba che i visitatori possono vedere, con una lastra che ne ricorda il nome. Chi si ferma davanti a quella tomba guarda dunque un luogo di memoria ricostruito nell'Ottocento su resti presunti, non la sepoltura originaria del 1519: la distinzione non toglie valore al gesto di ricordare, ma va detta con chiarezza, perché è la storia vera di quel luogo.
Date da ricordare
- 1452: nasce ad Anchiano, vicino Vinci
- 1482: si trasferisce a Milano al servizio di Ludovico Sforza
- 1495-1498: dipinge il Cenacolo a Santa Maria delle Grazie
- 1503-1506 circa: lavora al ritratto noto come La Gioconda
- 1516: si trasferisce in Francia, ad Amboise, dove muore nel 1519

1452–1519 · Pittore, scienziato e ingegnere rinascimentale; autore de La Gioconda
Dove riposa
Cappella di Saint-Hubert, Castello di Amboise, Francia (resti presunti)
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Leonardo da Vinci» consultata il 5 settembre 2026
- Treccani, «Leonardo da Vinci» consultata il 5 settembre 2026
Immagine: Leonardo da Vinci, Public domain (Wikimedia Commons)
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