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Lucio Russo

Fisico, Filologo e Storico della scienza italiano

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Lucio Russo nacque a Venezia e studiò fisica all’Università di Napoli, dove si laureò nel 1969. Fu incaricato dal 1973-74, docente a Modena dal 1978 e nel 1981 professore straordinario di Calcolo delle probabilità; dal 1984 al pensionamento tenne lo stesso insegnamento all’Università di Roma Tor Vergata. Trascorse periodi di studio all’Institut des Hautes Études Scientifiques e alla Princeton University.

Come ricercatore si occupò di isomorfismo fra schemi di Bernoulli e processi di Markov, di misure di Gibbs del modello di Ising, di percolazione di Bernoulli, di una versione approssimata della legge zero-uno per sistemi finiti, di come ricostruire immagini e riconoscere forme in modo automatico. A queste ricerche affiancò quelle di storia della scienza: ricostruì idee dell’astronomia di Ipparco, la prova dell’eliocentrismo che Plutarco attribuisce a Seleuco di Seleucia, questioni di filologia euclidea e la storia della teoria delle maree. Con Canio Benedetto e Stefano Isola applicò un metodo probabilistico di datazione al caso di Ipazia.

Il suo libro più noto è La rivoluzione dimenticata (Feltrinelli, 1996), uscito anche in inglese, tedesco, polacco e greco; fu tra i finalisti del premio Viareggio per la saggistica 1997: sostiene, citando circa 450 testi, che la scienza nel senso moderno nacque nell’età ellenistica e conobbe poi un declino prima della riscoperta dei classici. Seguirono Segmenti e bastoncini (1998), sulla scuola dopo la riforma Berlinguer, Flussi e riflussi (2003), La cultura componibile (2008) e Archimede. Massimo genio dell’umanità (2009).

Con Emanuela Santoni scrisse Ingegni minuti (2010). Nel 2013 uscì da Mondadori L’America dimenticata, in cui, partendo da un errore di Tolomeo, ipotizza che nel mondo antico si conoscesse l’esistenza di terre oltre le Colonne d’Ercole; poi Stelle, atomi e velieri (2015), La bottega dello scienziato con Alessandro Della Corte (2016), l’edizione del primo libro degli Elementi di Euclide con Emanuela Salciccia e Giuseppina Pirro (2017), Perché la cultura classica (2018) e Archimede. Un grande scienziato antico (2019). Del 2022 è Il tracollo culturale, nato da una conversazione con Alessandro Barbero, durante il Salone del Libro torinese.

Morì a Bologna nel luglio del 2025. Il manifesto lo ha ricordato come «il fisico che stava dalla parte dei greci»: uno scienziato che ha tenuto insieme probabilità, filologia e storia, e che ha parlato con la stessa serietà dei testi antichi e della scuola di oggi. Chi legge i suoi libri vi trova la tesi che la scienza non proceda per accumulo ininterrotto e che il sapere, una volta conquistato, possa andare perduto.

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Immagine: The original uploader was .mau. at Italian Wikipedia., CC BY 4.0 (Wikimedia Commons)

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