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Luigi Simoni

Calciatore, Allenatore di calcio e Dirigente sportivo italiano

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Luigi Simoni, detto Gigi, nacque a Crevalcore e giocò da mezzala. Fece parte del Mantova di Edmondo Fabbri che salì in A, e nel 1961 passò in prestito al Napoli, in Serie B: arrivarono la promozione e la Coppa Italia 1961-1962. Tornato a Mantova, il suo esordio in A fu il 7 ottobre 1962, con il Lanerossi Vicenza come avversario. Nel 1964 andò al Torino, dove giocò ala titolare in coppia con Luigi Meroni e segnò 10 reti, il suo record. Nel 1967 passò alla Juventus, ma trovò poco spazio. Dopo il Brescia, con una promozione in A, chiuse nel 1974, a 35 anni, dopo tre anni al Genoa, dove vinse la Serie B 1972-1973.

Fu convocato per tre raduni della Nazionale e nel 1965, in un’amichevole con l’Ungheria, prestò la maglia numero 16 a Gigi Riva, appena entrato: il telecronista Nicolò Carosio continuò a nominare Simoni. In totale giocò 368 partite da professionista, con 62 reti.

Da allenatore cominciò al Genoa nel 1974-1975, subentrando a Guido Vincenzi, e lo portò in Serie A nel 1975-1976. Seguirono il Brescia, promosso in A nel 1979-1980, un secondo periodo al Genoa con un’altra promozione nel 1980-1981, poi il Pisa (promosso nel 1984-1985 e nel 1986-1987), la Carrarese, risalita in C1 nel 1991-1992, e la Cremonese, che condusse in A nel 1992-1993 e a vincere la Coppa Anglo-Italiana battendo il Derby County 3-1 a Wembley. In totale ottenne otto promozioni, sette dalla B alla A.

Nel 1997 arrivò all’Inter di Ronaldo: lottò per lo scudetto con la Juventus fino allo scontro diretto del 26 aprile 1998 e chiuse seconda. Si rifece in Europa vincendo la Coppa UEFA, con il 3-0 alla Lazio nella finale di Parigi. Fu esonerato a novembre dell’anno dopo, senza rancore verso il Presidente Moratti. Allenò poi Piacenza, Torino, CSKA Sofia, Ancona (in A nel 2002-2003) e Siena.

Fu poi direttore tecnico del Gubbio, che con Vincenzo Torrente allenatore salì in due anni dalla Seconda Divisione alla Serie B. Dal 2013 fu alla Cremonese, di cui fu presidente dal 2014 al 2016. Il club grigiorosso lo aveva nominato nel 2003 allenatore del secolo, il Genoa lo ha inserito nella sua Hall of fame nel 2013 e nel 2022 è entrato nella Hall of Fame del calcio italiano. Viveva a Pisa dagli anni Ottanta e lì morì, a 81 anni, dopo l’ictus che lo aveva colpito l’anno prima; era padre di cinque figli. Resta il ricordo di un uomo di calcio che fece della promozione una specialità: otto in carriera.

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Immagine: Autore sconosciuto, Public domain (Wikimedia Commons)

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