Marco Simoncelli
Pilota motociclistico italiano
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Marco Simoncelli, per tutti «Sic» o «SuperSic», fu un pilota motociclistico romagnolo. Venne al mondo a Cattolica il 20 gennaio 1987 e crebbe a Coriano, nel Riminese; vinse il titolo europeo della classe 125 nel 2002 e il mondiale della classe 250 nel 2008. Con la ricciuta chioma e il sorriso largo diventò uno dei volti più amati del motomondiale. Morì a ventiquattro anni, il 23 ottobre 2011, durante il Gran Premio della Malesia a Sepang. Il suo numero, il 58, dal 2016 è ritirato da tutte le classi del Gran Premio, e la fondazione che porta il suo nome continua a finanziare progetti di solidarietà.
Infanzia e famiglia
Nel sito della Fondazione intitolata a lui si legge una breve autobiografia, che racconta di una famiglia di Coriano con una gelateria e un padre, Paolo, appassionato di moto e di corse: la sua infanzia, dice, trascorse «tra gelati e motori». A quattro anni, per Natale, ricevette una piccola moto da cross e cominciò a girare nei campi attorno a casa. La madre si chiama Rossella e la sorella Martina; nel 2012 i genitori hanno raccontato il figlio nel libro «Il nostro Sic», citato da Treccani, con immagini e testimonianze inedite. Wikipedia in inglese ricorda anche la compagna degli ultimi anni, Kate Fretti.
Le minimoto e gli inizi
Sulle minimoto salì per la prima volta verso i sette anni e disputò la prima gara ufficiale a nove, in un campionato regionale. Le voci italiana e inglese di Wikipedia e la Fondazione concordano sui due titoli italiani di categoria, nel 1999 e nel 2000; nel 2000 arrivò anche secondo agli europei. Nello stesso anno provò per la prima volta una moto da Gran Premio di 125 centimetri cubici. Nel 2001 corse il Trofeo Honda e il campionato italiano della 125 nella squadra di Massimo Matteoni, con una stagione partita fra molte cadute e chiusa meglio, scrive lui stesso.
La classe 125
Nel 2002, a quindici anni, vinse il campionato europeo della 125 su Aprilia, sempre con la squadra Matteoni, ed esordì nel mondiale al Gran Premio della Repubblica Ceca, a Brno, sostituendo il ceco Jaroslav Huleš, passato alla classe superiore. Chiuse la stagione al trentatreesimo posto, con tre punti. Nel 2003 corse il primo campionato completo e cominciò a usare il numero 58, che non avrebbe più lasciato; terminò ventunesimo, con un quarto posto a Valencia come miglior risultato.
Il 2004 portò la prima pole position e la prima vittoria in un Gran Premio, a Jerez, sotto una pioggia fortissima. Racconta la Fondazione che fu la prima volta in cui sentì suonare in suo onore l’inno di Mameli. L’anno si chiuse all’undicesimo posto, fra cadute e un infortunio che gli fece perdere le ultime gare. Il 2005 fu il suo ultimo anno nella 125 e il migliore: vinse ancora a Jerez, salì sei volte sul podio e finì quinto con 177 punti. Wikipedia in italiano segnala che la sua altezza rendeva difficile l’adattamento alla piccola Aprilia, motivo per cui passò di classe.
La 250 e il titolo mondiale
Nel 2006 passò alla classe 250 con il team Metis Gilera. Fu una stagione difficile, segnata da incomprensioni con la squadra e dall’assenza per malattia del capotecnico: il miglior risultato fu un sesto posto in Cina e la classifica lo vide decimo. Per la voce italiana di Wikipedia, e per le parole di Simoncelli, il 2007 non portò grandi risultati, ma lo avvicinò ad Aligi Deganello, il tecnico che lo seguì negli anni successivi. Le voci tedesca e francese collocano invece la classifica del 2006 all’ottavo posto, un’altra divergenza che non cambia la sostanza di due anni di apprendistato.
Il 2008 fu l’anno della svolta. Dopo due cadute nelle prime gare ottenne la prima pole position in Portogallo e la prima vittoria in 250 al Mugello, davanti al suo pubblico; a metà stagione, essendo in testa alla classifica, ricevette finalmente la moto ufficiale. Vinse sei Gran Premi e salì dodici volte sul podio. Il 19 ottobre 2008, proprio a Sepang, un terzo posto lo fece campione con una corsa d’anticipo; concluse il campionato con 281 punti, e vinse anche l’ultima gara a Valencia.

Nel 2009 restò in 250 per difendere il titolo, ma si ruppe uno scafoide una settimana prima del via e dovette saltare la gara d’apertura. Vinse sei volte, ma fra cadute e inconvenienti tecnici si giocò il campionato all’ultima corsa: a Valencia, mentre era in testa, cadde, e il titolo andò a Hiroshi Aoyama. Terminò terzo con 231 punti. Nello stesso anno partecipò a una gara del mondiale Superbike a Imola, sostituendo l’infortunato Shinya Nakano su Aprilia: cadde nella prima manche e nella seconda salì sul podio, superando Max Biaggi all’ultima curva dell’ultimo giro.
La MotoGP
Nel 2010 entrò nella classe regina con la Honda del team San Carlo Honda Gresini, di Fausto Gresini, al fianco di Marco Melandri. Finì ottavo con 125 punti, e il quarto posto in Portogallo, a pochi centesimi dal podio, fu il suo migliore risultato. Nel 2011 rimase nella squadra, con moto di specifica uguale a quella ufficiale, accanto a Hiroshi Aoyama. Conquistò due pole position, in Catalogna e in Olanda, e il primo podio in MotoGP, un terzo posto a Brno. Il 16 ottobre 2011, una settimana prima di Sepang, fu secondo a Phillip Island: è stato il suo miglior risultato nella classe regina.

Treccani lo descrive come un pilota che molti adoravano, ma che veniva anche rimproverato per la guida aggressiva, e come l’erede designato di Valentino Rossi. Secondo Wikipedia in inglese, dopo uno scontro a Le Mans con Dani Pedrosa Simoncelli riconobbe di dover riflettere sul proprio modo di correre e si confrontò con la direzione gara prima della tappa successiva.
Il carattere e l’impegno
Quando il Vescovo di Rimini, Francesco Lambiasi, parlò al suo funerale, ricordò le volte in cui Marco aveva stretto fra le braccia i bambini con disabilità accolti a Monte Tauro e aveva preso parte alla gara delle caratelle alla festa della sua parrocchia. Lo riporta il quotidiano QN. Nel 2009 uscì con il giornalista Paolo Beltramo il libro «Diobò, che bello!», edito da Mondadori, considerato da Treccani la prima biografia privata e sportiva del pilota.
La carriera in sintesi
- 1999 e 2000: campione italiano di minimoto.
- 2002: campione europeo della classe 125 ed esordio nel mondiale a Brno.
- 2004: prima vittoria in un Gran Premio, a Jerez, sul bagnato.
- 2005: quinto nel mondiale 125 con 177 punti.
- 2008: iridato nella 250, con sei vittorie e 281 punti.
- 2009: terzo nella 250 e podio a Imola nel mondiale Superbike.
- 2010: debutto in MotoGP con Honda Gresini, ottavo con 125 punti.
- 2011: due pole, un terzo posto a Brno e un secondo a Phillip Island.
La morte
Domenica 23 ottobre 2011, durante il secondo giro della gara malese, a Sepang, Simoncelli perse il controllo della Honda alla curva 11. La moto, dopo essere scivolata, rientrò sulla pista e i piloti che lo seguivano, Colin Edwards e Valentino Rossi, non riuscirono a evitarlo. La gara fu fermata e Marco venne portato al centro medico del circuito. Le voci inglese, francese e tedesca di Wikipedia riportano che la sua morte fu annunciata alle 16.56 ora locale, dopo gravissimi traumi. Aveva ventiquattro anni.
La notizia attraversò il mondo dello sport. La squadra di Gresini rinunciò al Gran Premio di Valencia, l’ultimo della stagione, e il Presidente del Coni, Giovanni Petrucci, chiese un minuto di silenzio prima di tutte le manifestazioni sportive; Wikipedia in italiano ricorda il lutto al braccio del Milan a Lecce. Il feretro tornò in Italia il martedì 25 ottobre, a bordo di un volo con il padre e con Valentino Rossi, e la camera ardente fu allestita nel teatro di Coriano: secondo il quotidiano L’Adige circa ventimila persone lo salutarono lì, e il teatro restò aperto fino alle due e mezza di notte per far entrare chi era ancora in coda.
I funerali
I funerali si tennero giovedì 27 ottobre 2011, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Coriano. Il feretro fu portato in chiesa da amici e da uomini del team Gresini e accanto furono esposte la Gilera del titolo 250 e la Honda della MotoGP. Prima della messa furono lasciati salire palloncini rossi con il 58. A officiare fu il Vescovo Lambiasi; nella chiesa c’erano la famiglia, i piloti del mondiale, con Valentino Rossi seduto accanto ai genitori, e i vertici di Dorna e della Federazione motociclistica internazionale. Fuori, due maxischermi trasmisero la cerimonia, e altri furono montati al circuito di Misano. Sul sagrato la bara fu accolta da un lungo applauso, mentre risuonavano le note di «Siamo solo noi» di Vasco Rossi, come riferisce moto.it. Le stime dei presenti variano: Wikipedia in italiano scrive oltre venticinquemila, quella inglese circa ventimila.
Secondo Wikipedia in italiano, per sua volontà il corpo fu cremato; lo scrive anche moto.it. Secondo Wikipedia in italiano e MotoriMagazine le ceneri sono conservate in famiglia. Un sito americano scrisse prima del funerale che sarebbe stato sepolto nel Cimitero di Coriano, e la voce tedesca di Wikipedia parla di sepoltura a Coriano: due fonti che non concordano con le altre. Nessuna fonte consultata indica una tomba, quindi qui non si indica alcun luogo di sepoltura.
L’eredità
Il motomondiale lo ricordò a Valencia con un giro di pista collettivo dietro la sua Honda, condotta da Kevin Schwantz, già campione del mondo, che per lui era stato un idolo fin da bambino; Michele Pirro dedicò a lui la vittoria in Moto2 e Loris Capirossi disputò con il 58 l’ultima gara della carriera. In Formula 1 Sebastian Vettel dedicò la sua vittoria in India a Simoncelli e a Dan Wheldon, il pilota di IndyCar morto una settimana prima. Valentino Rossi, secondo Wikipedia in inglese, vide in quel lutto una spinta decisiva alla nascita della VR46 Riders Academy, e disse che Marco ne era stato il primo pilota prima ancora che esistesse.

Il circuito di Misano Adriatico, vicino a casa sua, porta il suo nome: il consiglio di amministrazione decise a novembre 2011 e il cambio fu ufficiale il 9 giugno 2012, secondo Wikipedia in italiano. A Coriano, nel gennaio 2012, fu annunciato che il palazzetto dello sport avrebbe preso il suo nome e che una linea di autobus sarebbe diventata la 58; nel 2013 è stato inaugurato il monumento «Ogni domenica», opera di Arcangelo Sassolino, dove ogni domenica al calare della sera una fiamma si accende per cinquantotto secondi. Vi è anche un museo, «La Storia del Sic».

Nel 2013 il padre Paolo fondò la Sic58 Squadra Corse, una squadra per aiutare i giovani piloti italiani nelle categorie minori. Il 3 febbraio 2014 Simoncelli fu inserito postumo nella Hall of Fame del motociclismo con il titolo di MotoGP Legend, nella cerimonia del Mugello, e l’8 settembre 2016 la Dorna annunciò il ritiro del numero 58 da tutte le classi: secondo le parole di Carmelo Ezpeleta riportate in inglese, da quel momento il numero appartiene alla famiglia Simoncelli. Era il terzo numero ritirato nella storia dei Gran Premi, dopo il 34 di Kevin Schwantz e il 74 di Daijirō Katō.

La Fondazione Marco Simoncelli, nata per iniziativa della famiglia, si occupa di progetti umanitari e di sostegno a chi è in difficoltà. Sul suo sito dichiara di aver raccolto fino a oggi 3,6 milioni di euro, di avere finanziato nove progetti e di averne in corso altri due; fra le ultime iniziative, un apparecchio radiologico consegnato all’ospedale di Riccione.
Date da ricordare
- 20 gennaio 1987: nasce a Cattolica.
- 2002: campione europeo della 125 ed esordio nel mondiale.
- 19 ottobre 2008: a Sepang diventa campione del mondo della classe 250.
- 2010: passa alla MotoGP con la Honda Gresini.
- 16 ottobre 2011: secondo posto a Phillip Island, il suo migliore in MotoGP.
- 23 ottobre 2011: muore a Sepang, al Gran Premio della Malesia.
- 27 ottobre 2011: funerali nella chiesa di Santa Maria Assunta, a Coriano.
- 3 febbraio 2014: annunciato l’ingresso nella Hall of Fame del motociclismo.
- 8 settembre 2016: ritirato il numero 58.
Articoli su Marco Simoncelli
1987–2011
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, Marco Simoncelli consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, Marco Simoncelli consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in tedesco, Marco Simoncelli consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in francese, Marco Simoncelli consultata il 16 ottobre 2026
- Wikidata, Q193005 consultata il 16 ottobre 2026
- Treccani, Enciclopedia online, Simoncelli, Marco consultata il 16 ottobre 2026
- Marco Simoncelli Fondazione, Chi è Marco consultata il 16 ottobre 2026
- Marco Simoncelli Fondazione, sito ufficiale consultata il 16 ottobre 2026
- L'Adige, Il lungo addio a Sic, il mondo a Coriano, 27 ottobre 2011 consultata il 16 ottobre 2026
- Moto.it, L'ultimo saluto a Marco, 27 ottobre 2011 consultata il 16 ottobre 2026
- QN Quotidiano Nazionale, L'addio a Simoncelli sulle note di Vasco Rossi, 27 ottobre 2011 consultata il 16 ottobre 2026
- FIM, Emotional funeral service bids farewell to Marco Simoncelli, 27 ottobre 2011 consultata il 16 ottobre 2026
- Al Jazeera, Honda Gresini pull out of final MotoGP, 25 ottobre 2011 consultata il 16 ottobre 2026
- MotoriMagazine, Chi era Marco Simoncelli: carriera e vita privata, 22 ottobre 2021 consultata il 16 ottobre 2026
- Ultimate Motorcycling, MotoGP's Marco Simoncelli: Laid to Rest, 27 ottobre 2011 consultata il 16 ottobre 2026
Immagine: Jearle, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)
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