Martina Arroyo, soprano americana, nacque ad Harlem, a New York, il 2 febbraio 1936 e morì il 13 ottobre 2026, a 90 anni. Il Metropolitan Opera, che per anni l'ebbe fra le sue interpreti di punta, le ha reso omaggio con un ricordo ufficiale. Fu tra le prime cantanti afroamericane a diventare presenza fissa nei grandi teatri d'opera del mondo.
Il padre, di origine portoricana, faceva l'ingegnere nei cantieri di Brooklyn; la madre, nata in Carolina del Sud, suonava il pianoforte e le impartì le prime nozioni musicali. Da piccola cantava nel coro di una chiesa battista, studiava danza e immaginava un futuro a Broadway. Fu all'Hunter College che scoprì il canto lirico.
Nel 1958 vinse le audizioni radiofoniche del Metropolitan e quell'anno stesso esordì alla Carnegie Hall in «Assassinio nella cattedrale» di Ildebrando Pizzetti, prima esecuzione americana. Nel 1959 apparve per la prima volta al Met, in una parte minore del «Don Carlo» di Verdi. La crescita vera passò dall'Europa: nel 1962 cantò nella prima di «Momente», lavoro di Karlheinz Stockhausen, e Zurigo la volle come soprano stabile dal 1963 al 1965, con l'esordio nel ruolo di Aida.
Proprio nel giorno del compleanno, il 2 febbraio 1965, subentrò all'ultimo momento a Birgit Nilsson ancora in «Aida» al Metropolitan. Il pubblico esplose in un'ovazione e il teatro la mantenne per più di dieci anni fra i suoi nomi principali, con circa duecento recite. Il suo regno era il repertorio italiano, da Lady Macbeth a Leonora, da Amelia a Liù e a Tosca. Cantò anche al Teatro Colón di Buenos Aires, al Covent Garden, alla Scala, a Parigi e nella capitale austriaca.
Nel 1989 annunciò l'addio alle scene, ma gli ultimi spettacoli d'opera arrivarono nel 1991 con «Turandot» a Kassel. Si dedicò poi all'insegnamento in atenei americani ed europei, soprattutto all'Indiana University, dove nel 2007 divenne professoressa emerita. Nel 2003 aveva dato vita a una fondazione a suo nome per sostenere i giovani cantanti agli inizi. Alla fine del 2013 le furono assegnati i Kennedy Center Honors.
Lascia una voce calda e generosa e un percorso che ha fatto da apripista per molti altri cantanti.
Leggi l’articolo: Addio a Martina Arroyo, il soprano di Harlem che fece suo il repertorio di Verdi.
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A cura di Cimiteri.Online