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Niccolo Machiavelli

A cura di Cimiteri.Online

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Chi era

Niccolò Machiavelli fu segretario della Repubblica fiorentina e autore de «Il Principe», il libro che ha dato origine al pensiero politico moderno. Osservò da vicino il potere, i suoi meccanismi e la sua distanza dalla morale predicata, e ne scrisse senza infingimenti. Il suo nome è passato nel linguaggio comune, spesso in modo riduttivo, ma la sua opera resta un riferimento per chi studia la politica come disciplina autonoma.

La vita

Nacque a Firenze il 3 maggio 1469, terzo figlio di Bernardo, giurista di modeste condizioni economiche, e di Bartolomea Nelli, dopo le sorelle Primavera e Margherita. Secondo il libro di ricordi tenuto dal padre, studiò grammatica dal 1476, abaco dal 1480 e latino dal 1481, nella casa paterna che possedeva una biblioteca con Livio, Cicerone e altri autori classici; non imparò mai il greco, ma lesse in traduzione Tucidide, Polibio e Plutarco. Della sua formazione giovanile si sa relativamente poco, ma fu certamente su questi testi che costruì il metodo storico e politico che avrebbe applicato più tardi, nell'osservazione diretta degli uomini di potere del suo tempo.

Dopo la caduta di Girolamo Savonarola, nel maggio 1498, fu nominato segretario della seconda Cancelleria della Repubblica fiorentina e, poco dopo, anche del Consiglio dei Dieci, l'organo che si occupava di guerra e relazioni estere. Ricoprì l'incarico per quattordici anni, occupandosi della corrispondenza diplomatica e seguendo di persona alcune missioni: incontrò Caterina Sforza a Forlì nel 1499, negoziò in Francia con Luigi XII tra il 1500 e il 1501, osservò per mesi le campagne militari di Cesare Borgia tra il 1502 e il 1503, assistette al conclave che elesse Giulio II, trattò con l'imperatore Massimiliano I nel 1507. Sposò Marietta Corsini nell'autunno del 1501, dalla quale ebbe sei figli.

Il ritorno dei Medici a Firenze, nel settembre 1512, gli costò il posto: fu rimosso dall'incarico il 7 novembre, multato e allontanato dal Palazzo Vecchio. Nel febbraio 1513, sospettato di aver preso parte a una congiura contro i Medici, fu arrestato e sottoposto a tortura. Uscì di prigione grazie all'amnistia concessa per l'elezione di papa Leone X l'11 marzo 1513, e si ritirò nella proprietà di famiglia a Sant'Andrea in Percussina, vicino Firenze, dove visse gli anni successivi lontano dagli incarichi pubblici che aveva sperato di riottenere, frequentando tuttavia i circoli intellettuali degli Orti Oricellari. Morì a Firenze il 21 giugno 1527, assistito da pochi amici, tra cui Zanobi Buondelmonti e Luigi Alamanni.

L'opera e ciò che resta

Fu proprio nell'esilio forzato dell'Albergaccio che scrisse le sue opere maggiori. «Il Principe», completato nella primavera del 1514 e dedicato prima a Giuliano poi a Lorenzo de' Medici, descrive con freddezza i mezzi con cui un sovrano nuovo conquista e mantiene il potere, separando per la prima volta in modo netto la politica dalla morale tradizionale. I «Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio», del 1517, propongono invece una riflessione sulle repubbliche e sulle condizioni della loro stabilità. Scrisse anche «L'arte della guerra», stampata nel 1521, le «Istorie fiorentine», completate nel 1525, e la commedia «La Mandragola», rappresentata nel 1520, che resta tra i testi teatrali italiani più giocati ancora oggi. Il Principe fu pubblicato postumo, nel 1532, e da allora non ha mai smesso di essere letto, discusso e citato, spesso in modo semplificato, come sinonimo di calcolo politico spregiudicato.

Dove riposa

Machiavelli fu sepolto in Santa Croce, a Firenze, il giorno dopo la morte. Il monumento funebre che oggi si vede nella basilica, però, non è quello originario: fu realizzato solo nel 1787, due secoli e mezzo dopo la sua morte, dallo scultore Innocenzo Spinazzi, per volontà di ammiratori che vollero dargli un tributo degno della sua statura intellettuale. La tomba, con l'iscrizione latina che ricorda come nessun elogio sia pari a un nome così grande, si trova nella navata destra della basilica, tra i monumenti dedicati ad altri protagonisti della storia fiorentina.

Date da ricordare

  • 1469: nasce a Firenze
  • 1498: diventa segretario della seconda Cancelleria fiorentina
  • 1513: viene arrestato e torturato dopo il ritorno dei Medici
  • 1514: completa «Il Principe»
  • 1527: muore a Firenze
Innocenzo Spinazzi, Monumental tomb of Niccolò Machiavelli, 1787, Santa Croce, Florence
Innocenzo Spinazzi, Monumental tomb of Niccolò Machiavelli, 1787, Santa Croce, Florence. Autore: MenkinAlRire. Licenza: CC BY-SA 4.0.

1469–1527 · Autore de Il Principe, fondatore del pensiero politico moderno

Dove riposa

Basilica di Santa Croce, Firenze (monumento di Innocenzo Spinazzi, 1787)

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Santi di Tito, Public domain (Wikimedia Commons)

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