Nino Bixio
Generale garibaldino
- Nascita
- Scomparsa
Riposa a Cimitero Monumentale di Staglieno, Genova
Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroEra il 4 novembre 1847 e a una manifestazione un giovane genovese si piantò davanti al cavallo di Carlo Alberto. Lo prese per le briglie e disse al Re: «Sire, passate il Ticino e siamo tutti con voi». Si chiamava Gerolamo Bixio, ma lo conoscevano tutti come Nino, un soprannome che gli era rimasto addosso dai tempi in cui, ragazzino, faceva il mozzo.
Era l’ultimo di otto figli. Gli morì la madre quando era piccolo e crebbe ribelle, fra le strade e il porto di Genova. A tredici anni il padre lo fece imbarcare come mozzo su un brigantino diretto alle Americhe. Nel 1837 fu arruolato quasi di forza nella marina del Regno di Sardegna. Ci rimase quasi sette anni, e solo nel 1844 il fratello Alessandro, diventato funzionario di banca a Parigi, pagò per farlo congedare con un anno di anticipo. Sul mare imparò quello che la scuola non gli aveva dato. A Parigi, nel 1846, ospite di quel fratello, entrò in contatto con gli esuli mazziniani e passò dalla parte della Giovine Italia. Tornato in patria, diventò amico di Goffredo Mameli e si arruolò volontario nella prima guerra d’indipendenza.
Nel 1849 seguì Garibaldi a Roma, in difesa della Repubblica Romana. Il 3 giugno, respingendo l’assalto dei francesi, guidò più contrattacchi alla baionetta. Ebbe due cavalli uccisi sotto di sé e rimase ferito al fianco. Ottenne la medaglia d’oro della Repubblica e fu promosso Maggiore. Il proiettile glielo tolsero solo a Genova, dove lo curò la matrigna con cui aveva litigato per anni. Poi tornò al mare: prese la patente di Capitano di lungo corso e nel 1855 sposò la nipote Adelaide Parodi, figlia di una sorella di lui, più anziana. Il loro legame era rimasto nascosto per molto tempo e la famiglia lo aveva contrastato; ci volle anche la dispensa del Papa. Ebbero quattro figli. Nello stesso anno partì per l’Australia su un clipper che aveva fatto costruire, il Goffredo Mameli. L’impresa andò male e al ritorno, nel 1857, dovette vendere la nave ai creditori.
Nel 1860 fu tra coloro che organizzarono la spedizione dei Mille. Con un colpo concordato in segreto con la società Rubattino, i garibaldini si impadronirono dei piroscafi Piemonte e Lombardo, e Bixio comandò il Lombardo da Quarto a Marsala. Combatté a Calatafimi e guidò l’assalto al ponte dell’Ammiraglio a Palermo. Fu promosso Colonnello e poi Maggior Generale. A Bronte, dove una rivolta contadina aveva lasciato sedici morti, applicò lo stato d’assedio. Un tribunale di guerra giudicò circa centocinquanta persone in poche ore e cinque furono condannate a morte. A Reggio Calabria, il 21 agosto, il suo cavallo fu colpito da diciannove pallottole. Nei giorni del Volturno si ruppe una gamba. Aveva un carattere duro e difficile, che dava non pochi problemi ai suoi uomini; ma ne ammiravano il coraggio in battaglia.
Dal 1861 sedette alla Camera come Deputato. Nel 1866 comandò una divisione a Custoza. Nominato Senatore nel 1870, a settembre prese Civitavecchia e il 20, con la sua divisione, passò per Porta San Pancrazio e fu a Roma. Nel 1871 lo misero a riposo e tornò al mare, con il progetto di una linea di navigazione fra l’Italia e l’Estremo Oriente. Partì da Messina il 6 luglio 1873 verso Batavia e Singapore. Morì il 16 dicembre nel mare di Sumatra, colpito da una malattia che le fonti attribuiscono al colera o alla febbre gialla. Lo seppellirono in un luogo provvisorio, e la tomba fu profanata. Alcuni anni dopo i suoi resti furono ritrovati, cremati dal Consolato italiano di Singapore e portati a Genova nel 1877.
Le sue ceneri riposano nel Pantheon di Staglieno, al centro del Cimitero, in cima alla scalinata, di fronte alla statua della Fede. Il suo nome è legato anche al cinema: il film Bronte: cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato, uscito nel 1972, ricostruisce i fatti di quell’estate in Sicilia. Chi vuole conoscerlo da vicino può leggere il suo Epistolario, uscito in quattro volumi fra il 1939 e il 1954.
Dove riposa
Cimitero Monumentale di Staglieno, Genova (GE)
Cimitero monumentale di Staglieno, Pantheon
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia: Nino Bixio (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani: Bixio, Nino (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikipedia (inglese): Nino Bixio (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikipedia: Cimitero monumentale di Staglieno (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: File:Nino Bixio foto.jpg (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
Immagine: Autore ignoto, pubblico dominio (fonte: beniculturali.it), Wikimedia Commons (ritagliata dalla Redazione)
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