Paul Cézanne
Pittore francese
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroLe sue montagne di Provenza: davanti a un Cézanne mi fermo sempre un po’ più del solito.
Amalia ·
Chi era
Paul Cézanne fu un pittore francese nato e morto ad Aix-en-Provence. Cominciò accanto agli impressionisti, espose con loro nel 1874 e poi si staccò dal gruppo per cercare una pittura più solida, costruita con il colore e con i volumi. Per tutta la vita il pubblico e la critica lo guardarono con diffidenza; soltanto negli ultimi anni cominciò a essere riconosciuto, e dopo la morte la sua opera divenne un punto di riferimento per Matisse, Picasso e molti altri. Wikipedia in italiano riferisce che Matisse e Picasso lo avrebbero chiamato «il padre di tutti noi». Morì il 22 ottobre 1906, a sessantasette anni.
Infanzia e famiglia
Nacque ad Aix il 19 gennaio 1839. Secondo Wikipedia in francese il padre, Louis-Auguste, era allora un cappellaio di origini modeste; più tardi, insieme a un socio, fondò in città la banca Cézanne e Cabassol, e l’agiatezza borghese che ne venne segnò l’infanzia e la carriera del figlio, che non ebbe mai bisogno di vivere dei propri quadri (Wikipedia in italiano). Fu battezzato il 22 febbraio nella chiesa della Madeleine; nel 1841 nacque la sorella Marie.
Frequentò prima la scuola Saint-Joseph, poi dal 1852 il collegio Bourbon, oggi collegio Mignet. Lì conobbe Émile Zola e Jean-Baptistin Baille: i tre ragazzi erano chiamati «gli Inseparabili» e passavano i giorni liberi a nuotare nell’Arc e a camminare per la campagna ai piedi della montagna Sainte-Victoire. L’amicizia con Zola durò più di trent’anni e dopo il 1858, quando Zola partì per Parigi, continuò a vivere in una fitta corrispondenza.
Dal diritto alla pittura
Il padre sognava per lui la banca di famiglia. Paul si iscrisse alla facoltà di legge di Aix (nel 1858 per Britannica, nel 1859 per Wikipedia in inglese) ma trascurava le lezioni; dal 1859 seguiva i corsi serali di disegno al museo Granet, con il maestro Joseph Gibert, e vinse un secondo premio di figura. Nello stesso anno il padre acquistò il Jas de Bouffan, una residenza barocca fuori città. Nel 1860 Cézanne ottenne il permesso di dipingere le pareti del salone con le quattro stagioni, firmate per scherzo «Ingres», un pittore che non amava; i pannelli sono oggi al Petit Palais di Parigi.
Nel 1861, spinto da Zola, partì per Parigi. Non fu ammesso all’École des Beaux-Arts e frequentò l’Académie Suisse, dove disegnava dal modello; vi conobbe Camille Pissarro e Achille Emperaire. La città gli rimase estranea e già in settembre tornò ad Aix, a lavorare nella banca del padre. Britannica parla di cinque mesi a Parigi e di una depressione quasi immediata, causata dal confronto con gli allievi più abili. Nel 1862 tornò a Parigi con un assegno mensile del padre; l’École lo respinse una seconda volta e l’Académie Suisse restò il suo luogo di lavoro. Il suo ritratto di Zola, che l’amico aveva richiesto per incoraggiarlo, fu distrutto dallo stesso pittore perché ne era scontento.
Gli anni con gli impressionisti
Nel 1863 le sue tele furono mostrate al Salon des Refusés, voluto da Napoleone III dopo le proteste per le esclusioni dal Salon ufficiale. Il Salon respinse i suoi invii ogni anno dal 1864 al 1869; Cézanne continuò a mandarli fino al 1882, quando l’amico Antoine Guillemet, entrato in giuria, lo fece passare come proprio allievo e gli ottenne la prima presenza ufficiale. Intanto frequentava Manet, Monet, Renoir e Sisley, ma con timidezza e a volte con modi bruschi, dovuti a un carattere chiuso.
Nel 1869 conobbe Marie-Hortense Fiquet, aiutante di un rilegatore, di undici anni più giovane. Allo scoppio della guerra franco-prussiana vissero insieme a L’Estaque, vicino a Marsiglia, e il pittore evitò la leva; il 4 gennaio 1872 nacque il figlio Paul. Il padre, secondo Wikipedia in inglese, non fu informato per paura di perdere l’assegno, e lo scoprì solo nel 1878, da una lettera di Victor Chocquet. In quegli anni Cézanne lavorò a Pontoise accanto a Pissarro, che lo spinse a schiarire la tavolozza e a rinunciare ai contorni scuri, e ad Auvers-sur-Oise, dove incontrò il dottor Paul Gachet.
Alla prima mostra del gruppo, nello studio del fotografo Nadar, dal 15 aprile al 15 maggio 1874, Cézanne presentò tra l’altro Una moderna Olympia e La casa dell’impiccato, che il Conte Doria comprò per trecento franchi. Manet lo definì «un muratore che dipinge con la cazzuola». Nel 1877 espose sedici opere alla terza mostra, la sua ultima con gli impressionisti. Tra i sostenitori ebbe il commerciante di colori Julien Tanguy e il collezionista Victor Chocquet, funzionario delle dogane.

La Provenza, il matrimonio, la rottura con Zola
Nei primi anni Ottanta Cézanne si stabilì sempre più spesso in Provenza. Dipinse a L’Estaque, dove nel 1882 lavorò con Renoir, e a Gardanne nel 1885; il padre gli fece costruire uno studio al primo piano del Jas de Bouffan. Il 28 aprile 1886 sposò Hortense ad Aix, alla presenza dei genitori, e secondo Wikipedia in inglese il matrimonio servì soprattutto a tutelare i diritti del figlio, ormai quattordicenne. A ottobre morì il padre e lasciò ai figli una proprietà che comprendeva il Jas de Bouffan, con un reddito che il pittore stesso ricordava di venticinquemila franchi.
Nel marzo del 1886 Zola aveva pubblicato L’Œuvre, il cui protagonista, il pittore fallito Claude Lantier, finisce suicida. Cézanne si riconobbe in molti dettagli, anche se altri vi avevano visto Manet, e ringraziò Zola con una lettera formale. Per molto tempo si pensò che i due non si fossero più parlati; Wikipedia in inglese scrive che sono state ritrovate lettere successive, una delle quali del 1887, che smentiscono questa idea. Quando Zola morì, il 29 settembre 1902, Cézanne ne fu addolorato nonostante la distanza.
La maturità: la montagna, i giocatori, le bagnanti
Nel 1890 gli fu diagnosticato il diabete, che accentuò il carattere schivo. Con Hortense e il figlio passò alcuni mesi in Svizzera; il tentativo di ricomporre il matrimonio non riuscì: lei e il figlio andarono a Parigi, poi Hortense tornò in Provenza per ragioni di denaro, ma in un’altra abitazione. Nel 1891 tornò alla fede cattolica. Tra il 1890 e il 1905, scrive Britannica, produsse capolavori uno dopo l’altro: dieci varianti della Sainte-Victoire, tre versioni del Ragazzo dal panciotto rosso, innumerevoli nature morte e la serie delle Bagnanti. Cinque versioni de I giocatori di carte, per cui posarono contadini e braccianti del Jas de Bouffan, risalgono agli anni 1890-1895.
La prima personale arrivò nel novembre 1895, a Parigi, dal mercante Ambroise Vollard: cinquanta opere scelte fra circa centocinquanta inviate dal pittore. Secondo Wikipedia in inglese il primo acquirente fu Monet, seguito da Degas, Renoir e Pissarro. Nel 1897 una sua veduta, Il mulino sulla Couleuvre a Pontoise, fu comprata per la Galleria nazionale di Berlino. Il 25 ottobre di quell’anno morì la madre; nel 1899 il pittore, su richiesta della sorella, vendette il Jas de Bouffan e prese un piccolo appartamento in rue Boulegon, ad Aix, dove una governante, madame Brémond, si occupò di lui fino alla fine.

Gli ultimi anni
Nel 1901 acquistò un terreno sul chemin des Lauves, a nord di Aix, e vi fece costruire un atelier, dove si trasferì nel 1903. Per le tele più grandi, come le Bagnanti, fece aprire nella parete una lunga fessura che lasciava entrare la luce. Quello studio, secondo Wikipedia in inglese, è oggi visitabile. Intanto la fama cresceva: nel 1900 partecipò all’Esposizione universale, nel 1901 Maurice Denis dipinse l’Omaggio a Cézanne, nel 1903 espose al Salon d’Automne appena nato e nel 1904 gli fu dedicata un’intera sala (dal 15 ottobre al 15 novembre). In città però non tutti lo amavano: dopo un articolo ostile del giornalista Henri Rochefort, nel 1903, alla sua porta comparvero copie del giornale con l’invito a lasciare Aix. Britannica descrive l’ultima fase come il frutto di una lunga meditazione in solitudine, e l’artista come un vecchio malato e misantropo.

Alcune lettere di quegli ultimi mesi rivelano un pittore mai soddisfatto. Il 5 settembre 1906 scriveva al figlio che davanti alla natura vedeva ormai con più chiarezza, ma che gli riusciva sempre difficile realizzare le proprie sensazioni.
La morte
Il 15 ottobre 1906 Cézanne lavorava all’aperto quando fu sorpreso da un temporale. Dopo due ore di pittura (secondo Wikipedia in inglese) si avviò verso casa ma si accasciò perdendo i sensi; lo raccolse il conducente di un carro della biancheria, che lo riportò in paese. Il pittore prese un forte raffreddamento e contrasse una polmonite. Il giorno dopo si alzò ancora per lavorare al Ritratto del giardiniere Vallier e scrisse al suo fornitore di colori una lettera spazientita per il ritardo di una consegna, ma svenne di nuovo e non lasciò più il letto. Hortense e il figlio, avvisati dalla governante con un telegramma, arrivarono troppo tardi. Cézanne morì il 22 ottobre 1906 ad Aix-en-Provence, per una polmonite, a sessantasette anni.
Le fonti non coincidono su un particolare: Wikipedia in francese colloca la morte nell’appartamento di rue Boulegon 23, e riferisce che i funerali si tennero due giorni dopo, nella cattedrale di Saint-Sauveur. Wikipedia in italiano e in inglese non indicano il luogo preciso della casa; Wikipedia in italiano parla di un contadino che lo riportò a casa su un carretto, la francese e l’inglese di un carro da lavandaio. La data del 22 ottobre è la stessa in Wikidata, nelle voci di Wikipedia in italiano, inglese, francese e tedesco e in Britannica.
Dove riposa
Cézanne riposa nel Cimitero Saint-Pierre di Aix-en-Provence, la sua città: lo scrivono Wikipedia in italiano, in inglese e in francese. Le fonti consultate non indicano il punto esatto del Cimitero né descrivono la tomba.
Dopo di lui
Nel 1907, un anno dopo la morte, due mostre resero omaggio al pittore: a giugno la galleria Bernheim-Jeune espose settantanove suoi acquerelli; il Salon d’Automne, dal 5 ottobre al 15 novembre, ne presentò quarantanove dipinti e sette acquerelli, e fra i visitatori c’erano Rainer Maria Rilke e lo storico dell’arte Julius Meier-Graefe. La retrospettiva, scrive Wikipedia in italiano, sconvolse una generazione di artisti, tra cui Picasso, Modigliani e Matisse, e pose le basi del cubismo. Wikipedia in inglese ricorda che Matisse riprese il tema delle Grandi bagnanti in un quadro del 1909 e che Picasso trasse ispirazione da Martedì grasso (1888) per i suoi arlecchini del periodo rosa.
Il lavoro di catalogazione è stato lungo: Lionello Venturi pubblicò il primo catalogo ragionato completo, John Rewald lo rivide in un nuovo catalogo e lo completarono Walter Feilchenfeldt e Jayne Warman, che nel 1996 pubblicarono un catalogo con 954 opere. Dal 2015 esiste una versione digitale (Wikipedia in francese).

Le opere principali
- 1860: le quattro stagioni dipinte nel salone del Jas de Bouffan (oggi al Petit Palais, Parigi)
- 1874: Una moderna Olympia e La casa dell’impiccato, alla prima mostra impressionista
- 1877 circa: Madame Cézanne in poltrona rossa
- 1888: Martedì grasso (Mardi gras), ritratto del figlio Paul in costume
- 1890-1895: le cinque versioni de I giocatori di carte
- 1895-1906 circa: la serie della montagna Sainte-Victoire, dalle cave di Bibémus e dalle colline dei Lauves
- 1900-1906: le grandi Bagnanti
- 1906: Ritratto del giardiniere Vallier, l’ultimo dipinto
Date da ricordare
- 19 gennaio 1839: nasce ad Aix-en-Provence
- 1861: primo viaggio a Parigi
- 1874: partecipa alla prima mostra impressionista
- 28 aprile 1886: sposa Hortense Fiquet
- Novembre 1895: la prima mostra personale, da Vollard
- 1903: si trasferisce nell’atelier dei Lauves
- 15 ottobre 1906: il temporale che gli causa la polmonite
- 22 ottobre 1906: muore ad Aix-en-Provence
- Ottobre 1907: la retrospettiva al Salon d’Automne
1839–1906
Dove riposa
Cimitero Saint-Pierre, Aix-en-Provence
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Paul Cézanne» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, voce «Paul Cézanne» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in francese, voce «Paul Cézanne» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in tedesco, voce «Paul Cézanne» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikidata, «Paul Cézanne» (Q35548) consultata il 16 ottobre 2026
- Treccani, Enciclopedia on line, voce «Cézanne, Paul» consultata il 16 ottobre 2026
- Encyclopaedia Britannica, voce «Paul Cézanne» consultata il 16 ottobre 2026
- Encyclopaedia Britannica, «Paul Cézanne: Final years» consultata il 16 ottobre 2026
Immagine: Paul Cézanne, Public domain (Wikimedia Commons)
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