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Piero Angela

Divulgatore scientifico, Giornalista, Conduttore televisivo e Saggista italiano

Nascita
Scomparsa

Un QR per raggiungere questa memoria

Il rito

Per lasciare un gesto serve entrare: bastano pochi istanti.

Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

Piero Angela nacque a Torino, figlio dello psichiatra Carlo Angela. Studiò ai licei Alfieri e d’Azeglio, poi si iscrisse a ingegneria al Politecnico, ma lasciò prima della laurea perché la Rai lo assunse. Prima c’era stata la musica: il pianoforte da bambino, il jazz e, nel 1948, le jam session nei locali torinesi con il nome di Peter Angela, fino alla serata inaugurale della Capannina di Viareggio. Nel 1952 lasciò il professionismo per il giornalismo, ma al pianoforte tornò spesso anche in trasmissione.

In Rai cominciò nel 1951 come cronista del Giornale Radio, poi passò al Telegiornale e fu corrispondente da Parigi e da Bruxelles dal 1955 al 1968. Nel 1968 condusse con Andrea Barbato la prima edizione del Telegiornale delle 13:30, nel 1976 fu il primo a condurre il TG2. Fu inviato di guerra in Iraq nel 1967 e in Vietnam nel 1968; quell’anno firmò Il futuro nello spazio, sul programma Apollo.

Poi la divulgazione: Destinazione uomo (1971), Da zero a tre anni, Nel buio degli anni luce e, dal 18 marzo 1981, Quark, nello stile dei documentari della BBC. Ne nacquero Quark speciale, Il mondo di Quark e Quark economia; seguirono La macchina meravigliosa, Il pianeta dei dinosauri e Viaggio nel cosmo, con il figlio Alberto, venduti in oltre quaranta paesi. Nel 1995 arrivò Superquark, in onda su Rai 1 fino al 2022; dal 2000 fu autore, con Alberto, di Ulisse – Il piacere della scoperta.

Scrisse oltre trenta libri, per più di tre milioni di copie, tra cui La macchina per pensare, La straordinaria storia dell’uomo, Tredici miliardi di anni e Il mio lungo viaggio. Fondò nel 1989, con altri, il CICAP, per il controllo sulle pseudoscienze, di cui dal 2016 fu presidente onorario.

Ebbe il Premio Kalinga dell’UNESCO nel 1993, la medaglia d’oro per la cultura nel 2002, il titolo di Cavaliere di gran croce nel 2021, dodici lauree honoris causa e sette telegatti; Padova e Torino gli diedero la cittadinanza onoraria e un asteroide porta il suo nome. Morì a Roma, mentre Superquark era alla ventinovesima stagione.

Per il collega Gigi Marzullo la sua «compassata cordialità» rifletteva un’indole schiva, e lui stesso ricordava un’educazione piemontese «molto rigida», che insegnava a tenersi «un passo indietro». Riteneva difficile spiegare con semplicità senza perdere l’integrità del messaggio, e la divulgazione essenziale alla vita democratica. La sera della morte andò in onda una puntata di Superquark con il messaggio che aveva scritto; dal 2023 il Centro di produzione Rai di Torino porta il suo nome.

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Niccolò Caranti, CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)

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