Pietro Citati
Scrittore, Saggista, Critico letterario e Biografo italiano
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroPietro Citati nacque a Firenze da una nobile famiglia siciliana e crebbe a Torino, dove frequentò l’Istituto Sociale e poi il liceo d’Azeglio. Nel 1942 la famiglia andò in Liguria; finita la guerra, lui rientrò in Toscana e nel 1951 prese la laurea in lettere a Pisa, allievo della Normale, con la tesi Un altro Settecento, pubblicata soltanto nel 2025. Esordì come critico su Il Punto, dove incontrò Pasolini, su L’Approdo letterario e su Paragone; fra i grandi amici ebbe Italo Calvino e Giorgio Manganelli. Tra il 1954 e il 1959 fu insegnante di italiano in scuole professionali, a Frascati e nella periferia di Roma.
Negli anni Sessanta collaborò a Il Giorno. Per il Corriere della Sera scrisse come critico letterario dal 1973 al 1988, poi per la Repubblica fino al 2011, di nuovo per il Corriere fino al giugno 2017 e, dal luglio 2017, ancora per la Repubblica. Nel frattempo pubblicava saggi e biografie letterarie: Goethe (1970), Manzoni (1973), Alessandro Magno (1974), La primavera di Cosroe (1977), Vita breve di Katherine Mansfield (1980), Tolstoj (1983), Kafka (1987), Storia prima felice, poi dolentissima e funesta (1989).
Seguirono La colomba pugnalata su Proust (1995), La luce della notte (1996), Il Male Assoluto sul romanzo dell’Ottocento (2000), La mente colorata su Ulisse e l’Odissea (2002), La morte della farfalla su Zelda e Francis Scott Fitzgerald (2006), Leopardi (2010), Il Don Chisciotte (2013) e I Vangeli (2014). I suoi interessi andavano dalla Grecia di Omero ai Padri della Chiesa, da Cervantes a Kierkegaard, dai russi dell’Ottocento al Novecento.
Ebbe il Premio Viareggio per la saggistica nel 1970 con Goethe, il Bagutta nel 1981, il Premio Strega nel 1984 con Tolstoj e il Prix Médicis étranger nel 1991 per Storia prima felice, poi dolentissima e funesta; infine nel 2002 Javier Marías, Re di Redonda, gli diede il titolo di Duca di Remonstranza, e nel 2009 ricevette il Premio Chiara alla carriera.
Con la moglie Elena Londini trascorreva molto tempo nella villa di Roccamare, a Castiglione della Pescaia, dove morì nel luglio 2022, a novantadue anni.
Il suo metodo nasceva più dalla narrativa che dalla critica: raccontava la vita di uno scrittore fino al momento in cui un uomo qualunque si trasforma in autore, e da lì leggeva i suoi libri. Dichiarava di essere stato influenzato da Goethe, Kafka, Gadda, Pessoa, Musil e Borges. Contribuì a rinnovare il genere della biografia, in cui l’autore diventa lui stesso personaggio.
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Pietro Citati consultata il 19 ottobre 2026
- Wikidata: Q1230469 consultata il 19 ottobre 2026
Immagine: Autore sconosciuto, Public domain (Wikimedia Commons)
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