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Raffaele La Capria

Scrittore, Sceneggiatore e Traduttore italiano

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Raffaele La Capria nacque a Napoli, prese la laurea in legge alla Federico II nel 1947, visse per periodi in Francia, in Inghilterra e negli Stati Uniti e nel 1950 si stabilì a Roma. Nel 1957 partecipò all’International Seminar of Literature di Harvard. Scrisse sulle pagine culturali del Corriere della Sera, compose radiodrammi per la Rai, tra cui Il Topo (1959), e dal 1990 fu condirettore di Nuovi Argomenti.

Il suo esordio fu Un giorno d’impazienza, romanzo del 1952. Il secondo, Ferito a morte, uscì nel 1961 e vinse il Premio Strega; restò il suo libro più noto. Seguì Amore e psiche (1973), e nel 1982 i tre romanzi furono raccolti in Tre romanzi di una giornata. Scrisse racconti, come La neve del Vesuvio, che ebbe il Premio Grinzane Cavour, e Colapesce (1997), e molta saggistica: False partenze, Il sentimento della letteratura (1997), l’autobiografia Cinquant’anni di false partenze (2002), e libri su Napoli e Capri come L’armonia perduta (Premio Napoli), Capri e non più Capri (1991) e L’occhio di Napoli (1994). Altri, come La mosca nella bottiglia e Lo stile dell’anatra, hanno un taglio civile. Ne pubblicò più di venti, e nel 2003 le sue opere entrarono nei Meridiani Mondadori, a cura di Silvio Perrella.

Fu anche sceneggiatore, soprattutto di Francesco Rosi: Le mani sulla città (1963), C’era una volta (1967), Uomini contro (1970), Cristo si è fermato a Eboli (1979). Lavorò con Luigi Comencini a Senza sapere niente di lei (1969) e con Lina Wertmüller a Ferdinando e Carolina. Tradusse per il teatro Sartre, Cocteau, T. S. Eliot e George Orwell.

Nel 2001 ebbe il Premio Campiello alla carriera, nel 2002 il Premio Chiara, nel 2005 il Viareggio per L’estro quotidiano, nel 2011 l’Alabarda d’oro e nel 2012 il Premio Brancati. Con l’attrice Ilaria Occhini, sposata nel 1966, ebbe la figlia Alexandra. Il personaggio di Jep Gambardella ne La grande bellezza di Paolo Sorrentino è in parte ispirato a lui. Morì a Roma nel giugno 2022, a 99 anni.

Fu uno scrittore napoletano di nascita e romano di adozione, molto legato a Capri, dove riposa accanto alla moglie. Lascia Ferito a morte, il romanzo con cui è entrato tra le voci più significative del secondo Novecento, e oltre venti libri in cui Napoli, Capri e la letteratura tornano di continuo.

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Immagine: Augusto De Luca, CC BY-SA 2.0 (Wikimedia Commons)

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