Roberto De Simone
Regista teatrale, Compositore e Musicologo italiano
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroRoberto De Simone nacque a Napoli, in via Pignasecca, nipote di un omonimo attore. A sei anni cominciò il pianoforte e a otto fece il primo concerto, accompagnando una cugina soprano in un duetto dal Rigoletto. Durante la guerra la famiglia si rifugiò a Somma Vesuviana, dove entrò per la prima volta in contatto con la musica popolare campana. Nel 1943 entrò al Conservatorio di San Pietro a Majella, e a quindici anni suonò il concerto K. 466 di Mozart con cadenze scritte da lui; si diplomò in composizione nel 1957.
Le ristrettezze della famiglia, dopo la morte del padre, gli chiusero la strada del pianista classico. Lavorò nella musica leggera senza perdere l’interesse per la cultura popolare napoletana e campana, che studiò come etnomusicologo, e scrisse musiche per teatro e televisione, tra cui lo sceneggiato Storie della camorra (1978).
Nel 1967 l’incontro con Carlo d’Angiò, Eugenio Bennato e Giovanni Mauriello fece nascere la Nuova Compagnia di Canto Popolare, di cui fu l’elaboratore dei materiali musicali; si unirono poi Peppe Barra, Patrizio Trampetti e Fausta Vetere. Nel 1976, al Festival di Spoleto, arrivò La gatta Cenerentola, opera scritta e musicata da De Simone e ispirata alla fiaba di Basile, che portò il successo e anche la rottura con alcuni componenti del gruppo.
Mise in scena Masaniello (1975), Mistero napolitano (1977, Premio Ubu come miglior spettacolo con musiche), L’opera buffa del Giovedì Santo (1980) e Là ci darem la mano (2007, il premio degli Olimpici del Teatro, E.T.I.). Compose, fra l’altro, un Requiem in memoria di Pier Paolo Pasolini e Eleonora (1999). Come regista lirico fu alla Scala con il Nabucco che aprì la stagione 1986 e con Idomeneo e Il flauto magico, nel 1990 e nel 1995.
Tra i suoi libri ci sono Chi è devoto (1975), Fiabe campane (1993) e Il presepe popolare napoletano (1999), oltre alla riscrittura del Cunto de li cunti di Basile. Dal 1981 al 1987 diresse artisticamente il Teatro di San Carlo e dal 1995 il Conservatorio di San Pietro a Majella, di cui rilanciò la biblioteca storica. Nel 1998 entrò come accademico nell’Accademia di Santa Cecilia.
Morì a Napoli, nella sua casa, a 91 anni. L’agenzia AGI lo ha ricordato come una delle figure più complesse e influenti della cultura italiana del secondo Novecento, che dedicò la vita a riscoprire la tradizione popolare campana, restituendole dignità artistica. Lascia un repertorio che dai margini del folklore è entrato nella storia della musica e del teatro.
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Roberto De Simone consultata il 19 ottobre 2026
- Wikidata: Q559894 consultata il 19 ottobre 2026
- Notizia della morte consultata il 19 ottobre 2026
Immagine: Augusto De Luca, CC BY-SA 2.0 (Wikimedia Commons)
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