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Sergio Doplicher

Fisico e Matematico italiano

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Sergio Doplicher nacque a Trieste e fu fisico e matematico. Si laureò in fisica nel 1963 alla Sapienza di Roma con Giovanni Jona-Lasinio; tra i suoi compagni di corso c’erano futuri scienziati come Giovanni Gallavotti, Luciano Maiani e Claudio Procesi. Dal 1976 al 2011 fu professore ordinario di meccanica quantistica nel dipartimento di matematica della Sapienza, poi professore emerito. Ebbe come studente Roberto Longo.

Si occupò soprattutto dei fondamenti matematici della teoria quantistica dei campi, a partire dagli assiomi di Haag-Kastler, in collaborazione con Rudolf Haag. Con Haag e John E. Roberts studiò le regole di superselezione e giunse a una prima prova del teorema spin-statistica fondata del tutto su principi primi; con Roberts dimostrò un teorema di ricostruzione dell’algebra dei campi e del gruppo di gauge a partire dall’algebra delle osservabili. Studiò anche gli aspetti locali delle regole di superselezione, introdusse la proprietà di divisione e ne ricavò le algebre di correnti esatte e una versione debole del teorema di Noether.

Più avanti si dedicò ai fondamenti matematici della gravità quantistica, alla natura quantistica dello spaziotempo sulla scala di Planck e al problema della misura nella fisica quantistica locale. Suo è l’articolo che apre il primo numero della rivista Communications in Mathematical Physics.

Nel 1990 tenne, su invito, una conferenza a Kyoto, al Congresso internazionale dei matematici; nel 2004 ricevette l’Humboldt e nel 2011 il Premio del Presidente della Repubblica, conferito dai Lincei. Nel 2013 entrò come membro nella Società Matematica Americana e nel 2019 nell’Academia Europæa.

Accanto alla fisica coltivò le lettere: scrisse saggi di taglio filosofico e libri di versi, e si affermò anche come studioso di Dante. Morì a Boves nel 2025.

Un collega e amico, sulle pagine di MaddMaths, ha scritto che Doplicher apparteneva a una ristretta cerchia di scienziati e umanisti, e che la sua scomparsa lascia un vuoto ma anche un insegnamento. Lo ha descritto come una persona estremamente seria e gentile, guidata da regole rigorose, quasi cavalleresche, ma capace di scherzare e di raccontare aneddoti sugli scienziati che aveva conosciuto. Per lui scienza e letteratura erano modi diversi di interrogare la realtà.

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Renate Schmid, CC BY-SA 2.0 de (Wikimedia Commons)

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