Valentino Garavani
Stilista italiano
- Nascita
- Scomparsa
Riposa a Cimitero Flaminio, Roma
Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroChi era
Valentino Garavani, per il mondo semplicemente Valentino, è stato lo stilista italiano che ha portato l’alta moda romana sulle passerelle e nei guardaroba di tutto il mondo. Il suo nome è legato a un rosso acceso diventato inconfondibile, alla «V» che firma i suoi abiti e a una lunga serie di clienti illustri, da Jacqueline Kennedy a star del cinema.
La vita
Nacque a Voghera l’11 maggio 1932, secondo figlio di Mauro Garavani e di Teresa de Biaggi, dopo la sorella Wanda. Secondo Wikipedia in inglese la madre gli diede il nome del divo del cinema muto Rodolfo Valentino. Mostrò presto una passione per la moda: da ragazzo imparò il mestiere da una zia e da una sarta del paese, poi frequentò una scuola di figurino a Milano e studiò il francese. Partì per Parigi, dove studiò alla Chambre syndicale de la couture parisienne.
Vinse un concorso internazionale promosso dall’International Wool Secretariat e lavorò negli atelier di Jean Dessès e Guy Laroche, passando anche dalla casa di Balenciaga. A Parigi affinò l’idea di eleganza che avrebbe portato con sé, cioè la raffinatezza delle donne parigine. Tornato in Italia si stabilì a Roma, dove lavorò con Emilio Schuberth e Vincenzo Ferdinandi, e nel 1959 aprì il suo atelier in via dei Condotti, con l’aiuto economico del padre e di altri finanziatori.
I primi anni furono difficili, per i costi alti e un lusso estremo. Poi, in una serata mondana a Roma, incontrò Giancarlo Giammetti, allora studente di architettura. Giammetti prese in mano la parte commerciale e finanziaria, lasciando a Valentino la creatività. Fu lui a spingerlo a presentare le collezioni a Firenze, dove arrivarono i compratori dei grandi magazzini americani. Nel 1961 un abito nero da cocktail disegnato per Monica Vitti nel film La notte di Antonioni fu il primo suo capo a comparire sul grande schermo. L’anno dopo presentò la prima collezione di alta moda nella Sala Bianca di Palazzo Pitti.
Nel 1967 ricevette il Neiman Marcus Award per la «collezione senza colore», in beige, bianco e avorio, che segnò il debutto della «V» come marchio. Per le nozze di Jacqueline Kennedy con Aristotele Onassis disegnò il suo abito; da cliente, Jackie divenne un’amica. Negli anni Settanta la maison aprì boutique a Londra, Parigi, New York e Tokyo, lanciò il prêt-à-porter e disegnò anche le divise delle assistenti di volo della TWA tra il 1971 e il 1975. Il primo profumo uscì nel 1978. Negli anni Ottanta il marchio divenne uno dei maggiori esportatori italiani di moda. Nel 1998 la casa fu ceduta al gruppo tedesco HdP e nel 2002 passò a Marzotto.
Il 4 settembre 2007 annunciò il suo addio alla moda e nel gennaio 2008 sfilò a Parigi per l’ultima volta. Il regista Matt Tyrnauer ha raccontato i suoi ultimi due anni di lavoro nel documentario Valentino: The Last Emperor. Sul piano privato, fu per dodici anni legato sentimentalmente a Giammetti, con il quale continuò a lavorare e a frequentarsi anche dopo; più tardi si legò all’ex modello Bruce Hoeksema. Si dichiarava credente e andava spesso in chiesa. Con Giammetti fondò nel 1990 l’associazione L.I.F.E., che si occupa di contrastare l’AIDS con campagne di informazione, sostegno alle famiglie e ricerca.
Una vita in date
- 1959 — apre l’atelier di via dei Condotti, a Roma
- 1962 — la prima collezione di alta moda alla Sala Bianca di Palazzo Pitti, a Firenze
- 1967 — il Neiman Marcus Award e il debutto della «V»
- 1971-1975 — disegna le uniformi di volo della TWA
- 1978 — il primo profumo Valentino
- 1985, 1986 e 1996 — Grand’Ufficiale, Cavaliere di Gran Croce e Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana
- 1990 — con Giancarlo Giammetti fonda l’associazione L.I.F.E. contro l’AIDS
- 1998 — la casa è ceduta al gruppo tedesco HdP; nel 2002 passa a Marzotto
- 2006 — la Legion d’onore francese
- 2008 — l’ultima sfilata, a Parigi, dopo l’annuncio dell’addio nel settembre 2007
La morte
Valentino è morto a Roma, nella sua casa di via Erode Attico, il 19 gennaio 2026, a 93 anni. La fondazione che porta il suo nome ha comunicato, come riporta Wikipedia in inglese, che se n’è andato serenamente nella sua casa, circondato dai suoi cari, per cause naturali. La camera ardente fu allestita in piazza Mignanelli 23, sede della maison, il 21 e 22 gennaio: in base alla stessa fonte, più di diecimila persone vennero a salutarlo. Il funerale, il 23 gennaio, si tenne in piazza della Repubblica, nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri; all’uscita del feretro furono eseguiti Il nostro concerto di Umberto Bindi e O mio babbino caro di Puccini.
Dove riposa
Secondo Wikipedia in italiano, Valentino sarebbe sepolto nella cappella di famiglia del Cimitero Flaminio, a Roma. Wikipedia in inglese precisa che il Cimitero è quello di Prima Porta e che la tomba circolare, con grandi vetrate e aiuole intorno, porta già incisi i nomi di Garavani e di Giammetti.
Articoli su Valentino Garavani
1932–2026 · Stilista italiano
Dove riposa
Cimitero Flaminio, Roma (RM)
Cimitero Flaminio, Roma, cappella di famiglia, secondo Wikipedia in italiano; Wikipedia in inglese precisa Prima Porta
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Valentino Garavani» consultata il 15 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, voce «Valentino Garavani» consultata il 15 ottobre 2026
- Wikidata, «Valentino Garavani» (Q379664) consultata il 15 ottobre 2026
Immagine: Georges Biard, CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)
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