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Varenne

Cavallo trottatore, il Capitano

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Chi era a Zenzalino la notte del 19 maggio 1995 ricorda il maltempo: lo scrive il Resto del Carlino di Ferrara, che in quel temporale vede quasi un presagio. Sky Sport aggiunge che il parto fu difficile, per una zampa piegata male, e che il puledro arrivò all’esordio a tre anni anziché a due per una frattura. Dopo la corsa di Bologna un compratore veneto lo fece visitare, racconta Betflag, e il veterinario trovò un distacco di cartilagine nel nodello posteriore destro: l’affare sfumò. Per Sky Sport era un frammento osseo. Fu così che il napoletano Enzo Giordano poté portarselo via per una cifra che Avvenire e Wikipedia danno in 150 milioni di lire e Betflag in 180. Quel puledro, ricorda l’Harness Museum americano, a fine carriera aveva guadagnato più di ogni altro trottatore.

Minnucci, il driver, la mise giù semplice: «Cosa vista, piaciuta e comprata». All’AGI ha raccontato di non aver pensato nemmeno al trenta o quaranta per cento di quello che sarebbe venuto dopo, e a LaPresse di aver capito di avere un campione tra le mani dopo due sole corse. I numeri gli diedero ragione presto. Nel Derby italiano del 1998 il puledro batté Viking Kronos. Il 1999 lo chiuse senza una sconfitta, quattordici corse e quattordici vittorie: dentro ci sta il Gran Premio delle Nazioni a San Siro, dove superò l’americana Moni Maker.

Il Prix d’Amérique del 2000 fu il primo scontro vero con i migliori d’Europa, e andò male per cause che nessuno poteva evitare. Avvenire e Wikipedia concordano: la partenza fu contestata e ripetuta tre volte, e Varenne chiuse terzo. Due settimane dopo, sulla stessa pista, nel Prix Louis Roederer, batté Général du Pommeau, uno dei francesi che lo avevano preceduto. Il 28 gennaio 2001 arrivò la rivincita, sui 2.700 metri di Vincennes, con Minnucci alle redini (Sky Sport). L’anno dopo, secondo Cavallo Magazine, tornò a Parigi davanti a circa quarantamila persone: Minnucci lo portò subito in testa, una mossa che sembrava azzardata su una distanza così lunga, e il cavallo non solo resistette agli attacchi ma allungò, fino a staccare tutti di «dieci, infinite lunghezze». I giornali francesi lo misero in prima pagina.

A Napoli, nell’ippodromo di Agnano, la Lotteria fu sua per tre anni di fila, nel 2000, nel 2001 e nel 2002 (Betflag, LaPresse, Wikipedia). A Stoccolma, nell’Elitloppet del 2001, secondo Avvenire superò Victory Tilly sul rettilineo d’arrivo. Vinte tutte e tre le prove europee nello stesso anno, diventò, scrisse la CBC, il primo cavallo in 34 anni a riuscirci. Il bis arrivò nel 2002, e la finale dell’Elitloppet gli valse, per l’Harness Museum, un primato mondiale (1’53” sul miglio).

Il 28 luglio 2001, un sabato, Varenne si presentò per la prima volta in America, alla Breeders Crown del Meadowlands, ippodromo del New Jersey: un milione di dollari di montepremi. Minnucci raccontò alla CBC, tramite un interprete, che pensava di correre in testa, ma vide arrivare veloce Dream Vacation, si voltò, non vide nessuno dietro e si prese una pausa prima di partire. Il miglio lo chiuse in 1’51”1, cioè 1’09”1 al chilometro, due decimi meno del primato di Self Possessed. «Si dimenticano i record e si ricordano le vittorie», disse, «ma noi abbiamo avuto tutte e due le cose» (frase tradotta dall’inglese). Era il primo cavallo italiano a imporsi in una grande corsa americana dal 1977, scrisse la CBC, e l’Harness Museum aggiunge che fu anche il primo europeo a vincere quella prova.

La carriera si chiuse a Montréal, il 28 settembre 2002, nell’ultima tappa della Coppa del Mondo. Secondo Wikipedia e l’Harness Museum Varenne condusse, fu superato da Fan Idole, arrivò secondo e fu squalificato; Minnucci, a cui l’AGI chiedeva quale corsa ricordasse di più, scelse proprio quella, la squalifica nell’ultima curva. Il trofeo della serie era comunque suo, per i risultati delle tappe precedenti (Avvenire). Poi vennero i riconoscimenti: Cavallo dell’anno in Italia nel 2000, 2001 e 2002, in Francia nel 2001 e nel 2002, negli Stati Uniti nel 2001; nel 2010 l’ingresso nella Hall of Fame americana del trotto.

Fuori dalla pista c’erano due uomini che il cavallo sembrava dividersi: il finlandese Turja, che lo preparava a Tor San Lorenzo, e Minnucci, che lo guidava in corsa. Il secondo ha detto all’AGI di aver vinto quasi seimila corse in carriera, contro le 62 di Varenne, e di non aver mai ritrovato un cavallo così. Dice che i cavalli «hanno un cuore e un cervello pensante» e che fu il cavallo a trovare lui; che non ha mai saltato un compleanno del Capitano e che l’ultimo, il 19 maggio, lo ha visto.

Poi cominciò l’altra vita. Nel 2008, scrive Il Post, una monta costava intorno ai 15.000 euro. Il primogenito, Icaro del Ronco, fu comprato all’asta del 2004 per 150.000 euro, una cifra record; un infortunio ne limitò la carriera (per Sky Sport gli impedì di correre). Cinque figli hanno vinto il Derby italiano: Lana del Rio nel 2008, Nadir Kronos nel 2010, Olona Ok nel 2011, Pascià Lest nel 2012 e Testimonial Ok nel 2015 (Il Post, Avvenire, LaPresse). Lana del Rio vinse il 16 gennaio 2011 il Prix Tenor de Baune a Vincennes, primo successo di un figlio di Varenne sui 2.700 metri parigini, scrisse Sky Sport; Vernissage Grif è stato campione europeo nel 2020 e nel 2021, e nel biennio 2022-2023 ha vinto ad Agnano la Lotteria. I figli sono oltre duemila per Avvenire e Il Post, più di tremila per Sky Sport.

A Eboli, per volere di Enzo Giordano, morto nel 2025 a settantun anni (LaPresse), arrivò nel marzo 2025. Dario De Angelis ricorda che si era ambientato subito e aveva «un’intelligenza quasi umana»: due veterinari e un nutrizionista lo seguivano ogni giorno, e usciva a passeggio nel parco. Secondo il racconto di Motori Magazine, intorno alle due della notte fra il 17 e il 18 agosto si accasciò al ritorno da una di queste passeggiate. «Abbiamo perso prima un cavallo e poi Varenne», ha detto De Angelis, convinto che ora sia con Enzo. Il sindaco di Copparo, Fabrizio Pagnoni, ha scritto: «Ci mancherai, figlio del vento». Dopo la cremazione, il 19 agosto, le ceneri sono state consegnate all’allevamento, e De Angelis ha detto di voler contattare scultori e artisti per il memoriale, che secondo Sky TG24 sarà visitabile dopo una celebrazione privata. Il profilo ufficiale ha scritto: «Corri libero per sempre e rimani per sempre il nostro Capitano».

Aveva trentun anni. Lo ricordano a Copparo, dove nacque, a Vincennes, dove vinse due volte il Prix d’Amérique, e a Eboli, dove riposano le sue ceneri. Chi vuole salutarlo può lasciare qui un fiore o accendere un lume, in attesa che il memoriale apra ai visitatori.

Dove riposa

Ceneri nell'allevamento LJ di Eboli (SA)

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Redazione cimiteri.online, immagine elaborata con l'intelligenza artificiale

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  • Varenne a Napoli nel 2016, sul lungomare, per la stagione di corse di Agnano

A cura di Cimiteri.Online